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Parcours 2026: Arte Pubblica e Conviviality a Basilea lungo Clarastrasse durante Art Basel

Clarastrasse, a Basilea, si trasforma in una galleria a cielo aperto durante la settimana di Art Basel 2026. Non troverai solo stand fieristici o gallerie tradizionali: l’arte si insinua ovunque, dai negozi chiusi agli appartamenti vuoti, passando per luoghi storici spesso dimenticati. Parcours è il motore di questa rivoluzione urbana, un progetto che rompe gli schemi e porta l’arte a mischiarsi con la vita quotidiana di residenti e visitatori. Dietro questa operazione c’è Stefanie Hessler, direttrice dello Swiss Institute di New York, che per il terzo anno cura l’evento con uno sguardo attento e critico. Il tema scelto, “Conviviality”, non celebra solo la serenità del vivere insieme, ma mette in luce anche le tensioni, i conflitti e le negoziazioni che rendono ogni convivenza un terreno vivo e, a suo modo, creativo.

Conviviality: la convivenza tra attriti e dialoghi nella città

“Conviviality” è la parola chiave di Parcours 2026. Non è solo festa e armonia, ma anche scontro di idee, culture e abitudini. Le opere scelte mettono lo spettatore davanti a scene di vicinanza forzata e attrito, risvegliando lo spazio urbano come luogo di dialogo e tensione. Stefanie Hessler non ha voluto una mostra con un solo filo conduttore artistico o geografico: ha scelto voci diverse, da tre continenti, per mostrare tutte le sfumature di questo tema. L’obiettivo è raccontare la complessità delle relazioni sociali oggi, passando da rituali a miti, da pratiche ecologiche a memorie diasporiche, fino a questioni politiche e all’analisi dello spazio pubblico come espressione di ideologie.

Artisti da tutto il mondo e progetti che parlano tra loro

Sono 31 le gallerie coinvolte, da Europa, Africa, Americhe e Asia, con 21 progetti artistici che non seguono un’unica direzione generazionale o geografica. Tra i nomi più noti ci sono Kader Attia, Haegue Yang, Pélagie Gbaguidi, Cinthia Marcelle, Georgia Sagri, Miao Ying e Rinus Van de Velde. Accanto a loro, artisti come Amol K Patil, Can Altay, Nicole Coson e Ibrahim Mahama. Questa varietà punta a mettere in luce diversi modi di impatto e riflessione: dall’uso di materiali di recupero alle radici culturali, dallo studio delle infrastrutture pubbliche al lavoro collaborativo con la tecnologia. Il progetto crea una rete di opere che dialogano tra loro nello spazio urbano, trasformando la città in un museo a cielo aperto. Installazioni si trovano non solo lungo Clarastrasse ma anche oltre il fiume, come quella vicino al Bankverein, che amplia ulteriormente il perimetro espositivo.

La città si trasforma: l’arte che cambia volto a Basilea

Le installazioni di Parcours 2026 non sono solo esposizioni, ma interventi che cambiano il senso e l’aspetto dello spazio pubblico. Sulla piazza principale, Messeplatz, spicca l’opera di Nairy Baghramian, vincitrice degli Art Basel Awards 2025. La sua scultura “Modèle vivant ”, fatta di forme biomorfe in alluminio lavanda, si appoggia con equilibrio su strutture d’acciaio sopra una fontana lunga sessanta metri. L’opera non interrompe il corso dell’acqua, ma si fonde con essa. Questo dialogo tra materia e liquido trasforma la piazza in un luogo dove fermarsi e riflettere. A completare l’installazione, una lunga panca in ceramica punteggiata da impronte fotografiche di mosche invita i passanti a concedersi una pausa dal ritmo frenetico della fiera.

Ibrahim Mahama e la memoria postcoloniale in un’installazione potente

A pochi passi dal centro storico, in Münsterplatz, si trova un progetto di forte impatto: “The God of Small Things ” di Ibrahim Mahama, artista ghanese nato nel 1987 e vincitore degli Art Basel Awards 2025. L’installazione prende il nome dall’omonimo romanzo di Arundhati Roy e si compone di ritagli di gomma industriale provenienti da una fabbrica costruita in Ghana nel periodo post-indipendenza, un’epoca segnata da grandi speranze dopo il colonialismo. Mahama ha raccolto questi scarti e li ha sospesi nello spazio, creando un ambiente che invita a riflettere sul valore delle cose e sul prezzo della loro conquista. Mahama è tra i protagonisti della scena artistica africana contemporanea: primo afrodiscendente al vertice della Power 100 di ArtReview nel 2025, ha fondato istituzioni culturali in Ghana come il Savannah Centre for Contemporary Art e il Red Clay Studio, costruendo una rete che dà voce all’arte africana nel mondo.

Parcours 2026: l’arte che sorprende e coinvolge nel cuore di Basilea

Tra installazioni multisensoriali e interventi architettonici, Parcours 2026 trasforma la città in un luogo di incontri inattesi tra arte e passanti. Clarastrasse diventa un percorso di scoperta, un museo diffuso dove il visitatore non è più spettatore passivo, ma parte attiva dell’ambiente che lo circonda. Gli spazi urbani, pieni di opere che invitano a fermarsi, gesti e riflessioni, spingono a guardare la convivenza e la città con occhi nuovi. Ogni opera porta uno sguardo diverso su temi universali come la memoria, la pace sociale o il conflitto, facendo di Parcours un appuntamento imprescindibile di Art Basel e uno specchio della contemporaneità attraverso l’arte pubblica.

Redazione

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