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Lucian Freud, il capolavoro “Sleeping by the Lion Carpet” all’asta a Londra con stima fino a 35 milioni di sterline

Redazione 9 Giugno 2026

Nel giugno del 2015, un ritratto di Lucian Freud raggiunse la cifra record di 56,2 milioni di dollari, un primato che ancora oggi fa discutere. Ora, a Londra, Sotheby’s si prepara a mettere all’asta Sleeping by the Lion Carpet, un’altra gemma della stessa serie dedicata a Sue Tilley, musa e compagna di tante ore di lavoro dell’artista. La stima? Tra i 25 e i 35 milioni di sterline. Cifre da capogiro, certo, ma che raccontano qualcosa di più profondo: questo quadro è un punto di svolta, un’opera che unisce intimità e maestosità in modo raro. Quando il martelletto cadrà, non si venderà solo un dipinto, ma un pezzo cruciale della storia dell’arte contemporanea.

Un ritratto che parla la lingua dei grandi maestri europei

Sleeping by the Lion Carpet non è solo un ritratto, ma un’esperienza che richiama le grandi scuole pittoriche europee: da Tiziano a Rubens, da Velázquez a Manet. Freud ha lavorato a questo dipinto con una pazienza quasi maniacale, chiedendo a Sue Tilley di posare per nove mesi di fila. La modella non era presente solo durante la posa principale, ma anche mentre l’artista dipingeva i dettagli dello sfondo, fino a elementi apparentemente marginali come il pavimento. Freud credeva che l’“aura” di Sue permeasse la tela, influenzando ogni pennellata, ogni colore. Quel legame tra pittore e modella è molto più di una semplice seduta: è il cuore pulsante del quadro.

Il titolo si riferisce al tappeto con il motivo del leone, un dettaglio visivo e simbolico di grande forza. Freud scelse personalmente quel tappeto, comprandolo al mercato di Portobello Road a Londra. Il calore e la profondità delle sue tonalità davano vita all’intera composizione, bilanciando i toni più freddi e terrosi del resto del dipinto. Senza quel tappeto, l’opera non avrebbe raggiunto la sua armonia completa, quella che critici come Martin Gayford hanno definito “la Mona Lisa dell’età moderna”. La cura di Freud per ogni dettaglio cromatico e simbolico parla di un rispetto profondo per la tradizione pittorica.

La storia dietro il quadro e il suo viaggio nella Collezione Lewis

Nonostante Sleeping by the Lion Carpet sia passato per le più importanti retrospettive su Freud, è un evento raro vederlo andare all’asta, a quasi trent’anni dalla sua nascita, iniziata nel 1995 e finita nel 1996. Dopo essere stato dipinto, il quadro entrò nella prestigiosa Collezione Lewis, grazie all’acquisto diretto di Bill Acquavella, uno dei galleristi più influenti e grandi sostenitori dell’artista.

La Collezione Lewis è famosa per puntare su opere di punta della figurazione contemporanea, e considera Freud il “cuore pulsante” della sua raccolta. Oliver Barker, presidente di Sotheby’s Europa, non ha dubbi: definisce il dipinto un gioiello unico, capace di unire tradizione e innovazione, coinvolgendo chi lo guarda in un dialogo speciale. L’attesa per l’asta di giugno dimostra che il valore culturale di questo quadro va ben oltre la cifra che potrà raggiungere.

L’asta del 24 giugno: cosa aspettarsi

Il mercato dell’arte segue con interesse questa vendita, che potrebbe segnare un nuovo record per Freud agli occhi dei collezionisti di tutto il mondo. Dopo il trionfo di Benefits Supervisor Resting, ogni nuova uscita di un dipinto della stessa serie fa salire l’aspettativa alle stelle. Per Sotheby’s e per la Collezione Lewis, la posta in gioco è alta: non è solo un’operazione commerciale, ma un momento che conferma il ruolo di Freud tra i grandi artisti del Novecento.

L’evento è ancora più atteso perché opere così emblematiche finiscono raramente sul mercato pubblico, specialmente dopo anni chiuse in collezioni private o musei. Sleeping by the Lion Carpet si pone come un ponte tra un’indagine figurativa intensa e nuove sperimentazioni pittoriche. L’attenzione sarà rivolta non solo agli offerenti, ma anche a storici dell’arte, critici e appassionati, tutti pronti a seguire da vicino l’evoluzione del mercato delle opere di questo calibro.

Il 24 giugno, dunque, a Londra potrebbe cambiare ancora una volta la storia di questo capolavoro, confermando l’indiscutibile importanza di Lucian Freud nella storia dell’arte contemporanea.

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