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Dario Vitale nuovo direttore creativo di Emporio Armani: la svolta nella moda italiana dal 2027

Redazione 16 Settembre 2026

Il 16 settembre 2026, il Gruppo Armani ha svelato una novità che scuote le fondamenta del brand: Dario Vitale sarà il nuovo direttore creativo di Emporio Armani e degli accessori Giorgio Armani. Il suo ruolo parte subito, ma il debutto ufficiale è previsto per gennaio 2027. Per la prima volta, un designer esterno alla famiglia assume una posizione così strategica nel gruppo. Un cambiamento che arriva dopo la morte di Giorgio Armani, avvenuta il 4 settembre 2025, e che segna una nuova era pur mantenendo saldo il filo con l’eredità del leggendario fondatore.

Emporio Armani: Vitale prende le redini tra uomo, donna e accessori

Dario Vitale avrà il compito di guidare le collezioni uomo e donna di Emporio Armani, il marchio nato nel 1981 per esplorare strade più audaci rispetto alla linea principale. A lui spetta anche la supervisione degli accessori della linea Giorgio Armani. Nel comunicato ufficiale, Vitale ha ringraziato Silvana e Leo Armani, parlando dell’onore di entrare in un mondo ricco di storia e significato. La sua missione sarà lavorare partendo dall’identità costruita da Giorgio Armani, portandola verso nuove forme e sviluppi creativi.

Il gruppo mantiene un’organizzazione creativa condivisa: Leo Dell’Orco, storico collaboratore di Giorgio Armani, continua a occuparsi dello stile uomo della linea principale, mentre Silvana Armani resta alla guida dello stile donna. Questo assetto conferma l’importanza di un equilibrio tra continuità e innovazione. La collezione Primavera/Estate 2027 di Emporio Armani, che sarà presentata il 24 settembre alla Milano Fashion Week, sarà l’ultima firmata interamente da Dell’Orco e Silvana Armani prima che Vitale prenda il testimone.

Da Miu Miu a Versace: il percorso di Dario Vitale

Nato a Salerno nel 1983, Dario Vitale ha costruito la sua carriera nel mondo della moda partendo dall’Istituto Marangoni di Milano. Ha lavorato in Dsquared2 e Bottega Veneta con Tomas Maier, ma il capitolo più lungo è stato quello con il Gruppo Prada: entrato in Miu Miu nel 2010, ha scalato ruoli fino a diventare Design Director e Brand Image Director.

Nel marzo 2025 è stato nominato Chief Creative Officer di Versace, prendendo il posto di Donatella Versace. La sua prima collezione per la maison è stata presentata a settembre 2025 alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Tuttavia, la collaborazione con Versace si è conclusa a dicembre dello stesso anno, pochi giorni dopo che il marchio è stato acquisito dal Gruppo Prada. Questo percorso mostra la sua esperienza in alta moda e la capacità di adattarsi a brand con identità diverse.

Armani e l’arte contemporanea: un legame sempre più forte

Negli ultimi anni, il legame tra Armani e l’arte contemporanea si è fatto più solido. Un esempio è Armani/Silos, spazio inaugurato a Milano nel 2015, che da archivio aziendale è diventato un luogo per mostre di arte, fotografia e performance. Tra le esposizioni più importanti, quelle dedicate ai fotografi Guy Bourdin e Aldo Fallai, collaboratore storico dello stilista.

Nel 2025 è nato CONTINUUM, un programma multidisciplinare che ha unito suono, parola e immagine con artisti e curatori di rilievo internazionale come Space Afrika e Kenneth Goldsmith, animando gli spazi di via Bergognone a Milano.

La collaborazione con istituzioni culturali ha portato al ciclo di mostre “Giorgio Armani. Milano, per amore” alla Pinacoteca di Brera tra il 2025 e il 2026, con oltre 120 creazioni dialoganti con la collezione storica del museo. Nel 2026 è nata la piattaforma “Giorgio Armani / Unveiled”, debutto a St. Moritz e poi negli Stati Uniti, che continua a intrecciare la maison con il mondo artistico contemporaneo.

Moda, architettura e cultura: il progetto Armani si fa spazio

L’interesse di Armani per l’architettura e gli spazi culturali è un tratto distintivo degli ultimi anni. A Milano, l’Armani/Teatro, firmato da Tadao Ando, non è solo una location per sfilate, ma un vero e proprio luogo di cultura e spettacolo.

Oltre al Teatro, le iniziative di Armani/Casa e gli spazi espositivi della maison definiscono un ambiente dove moda, arte e architettura si intrecciano. Un esempio è la collaborazione con il Watermill Center negli Stati Uniti, fondato da Robert Wilson, con opere che dialogano tra arte, materia e paesaggio.

Wilson ha un rapporto storico con Armani, avendo curato la retrospettiva dello stilista al Guggenheim di New York nel 2000 e collaborando con lui come costumista per alcune produzioni teatrali. Questo intreccio culturale offre un solido orizzonte per il nuovo direttore creativo di Emporio Armani.

Vitale e la sfida di un’identità in continua evoluzione

La nomina di Dario Vitale arriva in un contesto complesso e ricco, che va oltre le collezioni di abbigliamento e abbraccia arte, architettura, performance e cultura contemporanea. Con un passato in brand d’avanguardia come Miu Miu e Versace e un interesse per le arti visive, Vitale dovrà confrontarsi con un patrimonio che va ben oltre il semplice guardaroba.

La sfida è mantenere e far crescere questa strategia multidisciplinare, lasciando spazio a sperimentazioni e innovazioni. L’obiettivo del gruppo è chiaro: rispettare la memoria di Giorgio Armani, ma aprirsi a nuove forme di espressione. Secondo Vitale, Emporio Armani diventerà una piattaforma flessibile, capace di dialogare con il presente e guardare avanti, dentro un universo stilistico e culturale molto più ampio.

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