Milano non si ferma: dall’autunno 2026 prende il via una maratona di oltre quaranta mostre, distribuite fino al 2028. Musei, gallerie e spazi culturali della città si animano con esposizioni che abbracciano epoche diverse, intrecciando passato e presente. Dietro a questo programma fitto di appuntamenti ci sono collaborazioni con realtà italiane e internazionali, pronte a trasformare il capoluogo lombardo in un palcoscenico vivace e sorprendente. Un biennio che promette di tenere viva l’attenzione degli appassionati d’arte, con proposte capaci di incuriosire e coinvolgere.
Palazzo Reale: tra avanguardie e moda, un autunno da non perdere
Palazzo Reale sarà il cuore pulsante della stagione autunnale del 2026, con una serie di esposizioni di grande richiamo. Si parte il 24 settembre con “Dalí e la Moda”, una mostra che racconta il legame tra Salvador Dalí e il mondo della moda, allestita con la Fundació Gala-Salvador Dalí. Oltre duecento opere – dipinti, disegni, fotografie, abiti e gioielli – metteranno in luce come il surrealismo di Dalí abbia dialogato con figure iconiche come Elsa Schiaparelli, con un occhio di riguardo al celebre Lobster Dress. Il percorso sarà arricchito da materiale cinematografico che mostra l’impatto dell’immaginario dell’artista sul design.
A seguire, il 29 settembre, arriva “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”, a cura di Carlotta Striolo e ideata da Bernard Aikema. Oltre ottanta opere storiche ripercorreranno l’evoluzione della pittura europea tra Rinascimento e Barocco, evidenziando come i Brueghel abbiano contribuito a definire generi pittorici destinati a rivoluzionare la scena artistica europea.
Dal 9 ottobre toccherà a “Picabia. Aprire le porte della notte”, una retrospettiva con più di 170 opere che ripercorrono le fasi creative di Francis Picabia. La mostra, in dialogo con collezioni internazionali, mette in luce il passaggio dalle prime influenze delle avanguardie agli anni della Prima Guerra Mondiale, soffermandosi sul tema della “notte” come metafora ricorrente nella sua arte.
MUDEC svela le radici esotiche di Matisse
In parallelo a Palazzo Reale, l’8 ottobre 2026 il MUDEC inaugurerà “Matisse. Il mondo in una stanza”, curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti. La mostra esplora le fonti non occidentali che hanno influenzato Henri Matisse, attraverso un percorso articolato in otto sezioni tematiche e composto da circa cento opere e oggetti.
I visitatori potranno scoprire come l’arte africana, islamica, russa, cinese e pacifica abbia lasciato il segno nel lavoro di Matisse, con particolare attenzione alle sue sperimentazioni in ambito decorativo ed editoriale. Tra i pezzi di spicco ci sono “Jazz”, “Océanie”, “Poésies de Mallarmé” e “Pasiphaé”, accompagnati da disegni legati alla Cappella di Vence. Un’occasione per capire quanto gli incontri culturali e gli oggetti esotici abbiano alimentato la trasformazione del modernismo europeo.
Arte e spazio pubblico: il CASVA dedica una mostra a Somaini
Il Centro Alti Studi sulle Arti Visive presenterà “Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio”, curata da Fulvio Irace e realizzata con la Fondazione Francesco Somaini ETS. La mostra raccoglie circa cento opere dall’archivio personale dell’artista, coprendo un arco temporale che va dagli anni Cinquanta fino alla fine degli anni Novanta.
Il percorso si concentra sul rapporto di Somaini con il paesaggio urbano e le trasformazioni ambientali, con particolare attenzione a progetti come il Giardino di Largo Marinai d’Italia e le Spine Verdi. Verranno mostrati anche interventi per Mantova, Duisburg, Lucca, Milano e Parigi . Un’occasione per riflettere su come la scultura possa dialogare con l’ambiente urbano e sociale, vedendo la città come un organismo in continuo mutamento.
Arte contemporanea a Milano: tessuti, migrazioni e storie locali
Le sedi dedicate all’arte contemporanea in città proporranno mostre di grande interesse. Dal 17 novembre 2026, al PAC si terrà “Sheila Hicks. In the Thread of Love”, che indaga il rapporto tra tessuti, spazio e architettura. L’artista trae ispirazione dalle sue esperienze in America Latina e dagli insegnamenti di Josef Albers, creando ambienti immersivi in dialogo con lo spazio espositivo.
Alla GAM, dal 15 settembre, sarà allestita “Shilpa Gupta. One Palm Closer to the Sky”, un progetto realizzato con Fondazione Furla che affronta temi delicati come i confini politici, le migrazioni, l’identità e le libertà individuali. La mostra includerà anche interventi site-specific e collaborazioni con ArtLine per ampliare il messaggio.
Al Museo del Novecento, dal 6 ottobre, “Tommaso Trini. La Terra vista dalla Luna” offrirà una rilettura critica della figura dello storico dell’arte, intrecciando materiali e opere selezionate. In contemporanea, lo spazio “Focus900” darà spazio ad artisti come Agnetti, Castellani, Adami, Cavaliere, Del Pezzo, Piccoli e Tadini, mettendo in luce protagonisti dell’arte italiana del Novecento.
Fotografia e memoria: da Mosè Bianchi a Fallaci e Cerati
La fotografia e la memoria trovano spazio in diverse mostre. A Palazzo Morando, dal 4 novembre 2026, “Abiti in scena. Il Settecento dipinto di Mosè Bianchi” mette a fuoco il rapporto tra abbigliamento e società nel Settecento attraverso i dettagli tessili e i costumi nelle opere dell’artista lombardo.
Tra novembre 2026 e febbraio 2027, Casa della Memoria dedicherà una mostra a Oriana Fallaci, intitolata “Solo io posso raccontare la mia storia”, con documenti, fotografie e testimonianze sulla vita e l’attività della giornalista e scrittrice.
Dal 26 settembre 2026, Palazzo Reale ospiterà “Carla Cerati. Plurale femminile”, un omaggio al centenario della fotografa, che racconterà la Milano degli anni Sessanta e Settanta attraverso fotografie, libri, video e documenti, sottolineando l’impegno di Cerati nella fotografia sociale.
Il 2027 si apre con grandi nomi e progetti di ricerca
Il 2027 porterà in città nuove mostre importanti, con un occhio a artisti internazionali e temi quali memoria, violenza e sperimentazione. Dal 25 febbraio, Palazzo Reale ospiterà “Giacometti e l’Italia”, con oltre cento opere che approfondiranno il rapporto tra l’artista svizzero e il nostro paese.
Dal 25 marzo, al PAC, sarà la volta di Doris Salcedo, con una mostra che esplora trauma, memoria collettiva e violenza attraverso linguaggi contemporanei. Palazzo Reale accoglierà anche esposizioni dedicate a Bruno Munari, Giovanni Anselmo e, in autunno, a Chaïm Soutine.
Non mancheranno progetti tematici su Maggiolini e la città di Milano, una mostra su Luca Pignatelli e il vasto “Leonardo e il Nord”, suddiviso in sei sezioni e in programma tra il 2027 e il 2028. La Fabbrica del Vapore ospiterà una mostra dedicata a Inge Morath, mentre il PAC chiuderà la stagione da novembre 2027 a febbraio 2028 con una mostra di Flatform, prolungando così l’offerta espositiva fino ai primi mesi del 2028.
