«Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027»: un titolo che pesa, ma anche un’occasione unica. La città friulana ha in serbo oltre 110 progetti, pronti a trasformare il territorio in un vivace laboratorio culturale. Non si tratta solo di eventi isolati: mostre, concerti, happening variegati, tutti pensati per coinvolgere non solo Pordenone, ma l’intera regione. L’atmosfera è carica di attesa e ambizione. Il Friuli Venezia Giulia punta così a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama europeo, mettendo la cultura al centro di una nuova identità collettiva.
Una candidatura che nasce dal cuore della città e della sua industria
La scelta di Pordenone come Capitale italiana della Cultura 2027 arriva dopo un percorso iniziato qualche anno fa con GO! 2025, l’edizione affidata a Nova Gorica Gorizia. Quel passaggio ha dato nuovo slancio all’immagine del Friuli Venezia Giulia, facendolo emergere come un territorio capace di guardare oltre i confini nazionali. Pordenone ha da tempo una forte vocazione culturale, testimoniata da eventi consolidati e apprezzati a livello internazionale: il festival letterario Pordenonelegge, La Festa del libro e della libertà, le Giornate del Cinema Muto, il Pordenone Blues & Co. Festival e il Dedica Festival dedicato alla musica contemporanea.
Il punto di forza della città è la capacità di unire creatività e industria, un mix che racconta le radici ma anche lo spirito innovatore del territorio. L’idea è offrire un’esperienza culturale che coinvolga non solo Pordenone, ma tutto il Friuli Venezia Giulia, puntando a valorizzare il territorio in modo integrato. Un modo per costruire una staffetta culturale che porta avanti il lavoro iniziato, passando da infrastrutture a una visione europea più ampia.
Dieci filoni per un programma che parla a tutti
Il calendario di Pordenone Capitale italiana della Cultura si articola in dieci filoni tematici, pensati per coinvolgere ogni angolo della comunità e del territorio. Dalle arti visive, con mostre e installazioni che trasformano la città in uno spazio da osservare sotto una nuova luce, fino al rapporto tra cultura e impresa, dove creatività e produzione si incontrano per valorizzare tradizione e innovazione.
Grande attenzione è riservata ai giovani, con progetti che li mettono al centro, spingendoli a partecipare e diventare protagonisti del cambiamento culturale. Allo stesso modo, l’inclusione è un tema chiave: iniziative per superare barriere fisiche e cognitive e garantire a tutti l’accesso alla cultura.
Non manca un focus sull’ambiente, con la valorizzazione del paesaggio fluviale e delle aree verdi, in particolare grazie all’Ecomuseo del Fiume Noncello, che coinvolgerà scuole e cittadini in attività di educazione ambientale.
La scrittura e la lettura restano un pilastro: la tradizione letteraria di Pordenone si intreccia con dibattiti civili e momenti di confronto, mentre la scuola diventa un laboratorio vivo di cittadinanza.
Non meno importanti i progetti di rigenerazione urbana, che ridaranno vita a edifici storici e complessi industriali abbandonati, trasformandoli in nuovi spazi culturali. Nel campo della musica e del teatro si punterà su sperimentazioni che guardano al passato ma con un occhio ai linguaggi contemporanei.
Infine, il territorio intorno a Pordenone sarà protagonista, con una rete di comuni coinvolti per ampliare l’impatto culturale, turistico ed economico.
Mostre e appuntamenti in arrivo prima del grande 2027
Tra il 2026 e il 2027 sono previste oltre 50 mostre di rilievo, che spazieranno da esposizioni internazionali a omaggi agli artisti locali. Il grande evento inaugurale, fissato per gennaio 2027, sarà annunciato il 3 novembre 2026 e segnerà l’inizio ufficiale della stagione culturale.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è la mostra “Per filo, per segno. Dall’ingegno di Luciano Savio ai Manifesti del ‘900”, ospitata al Palazzo del Fumetto dal 17 ottobre 2026 al 29 marzo 2027. L’esposizione racconta la storia di Luciano Savio, imprenditore che ha portato Pordenone alla fama internazionale nel settore meccanotessile, attraverso materiali d’epoca e grafiche pubblicitarie che mettono in luce il legame tra industria e creatività.
Tra i progetti di rigenerazione spicca “Multilati”, che trasformerà la Casa del Mutilato in un centro culturale dedicato ai linguaggi del Novecento, con mostre interattive in collaborazione con musei di rilievo come il Mart di Trento e il Museo M9 di Mestre.
Sull’ambiente si punta molto con l’Ecomuseo del Fiume Noncello, un progetto partecipato che coinvolge anche i comuni di Cordenons e Porcia, con l’obiettivo di creare un parco pubblico didattico aperto a tutti, soprattutto alle scuole.
L’arte urbana e l’illustrazione saranno protagoniste con “Con Altri Occhi”, un intervento che trasformerà facciate e portici in installazioni tridimensionali firmate da artisti internazionali, per stimolare nuove letture della città.
In ambito sociale, “La Cultura che Cura” porterà laboratori di arteterapia, concerti in ospedale e percorsi di medicina narrativa rivolti a pazienti e operatori sanitari, un modo nuovo di vedere il legame tra arte e benessere.
Il programma “Città Aperte” lavorerà per abbattere le barriere culturali, con corsi, manifesti e rassegne cinematografiche che promuovono inclusione e accessibilità.
La scuola e i giovani al centro del cambiamento
Con “Scuola Capitale”, Pordenone punta a trasformare le scuole in veri e propri laboratori di cultura e cittadinanza, coinvolgendo studenti e insegnanti in percorsi condivisi che puntano a far crescere il senso civico e la partecipazione.
Nel quartiere Villanova si svolgerà “La Tempesta Festival”, una rassegna che mescola spettacoli dal vivo e momenti formativi per i giovani, organizzata dall’omonima etichetta discografica. Un’occasione per imparare sul campo e costruirsi un futuro nel mondo dello spettacolo.
Un ruolo importante lo avrà anche il progetto “Pasolini: Tutto è poesia”, realizzato dal Centro Studi Pasolini insieme ai comuni coinvolti. Tra laboratori di scrittura, studio di archivi e percorsi nelle scuole, si punta a far rivivere lo spirito innovativo del grande poeta, mettendo in relazione le radici culturali con il futuro delle nuove generazioni.
Infine, la tecnologia si fonde con l’arte dal vivo grazie a “Scenografie Urbane Digitali”. Piazza della Motta diventerà un grande palcoscenico all’aperto, con i palazzi storici trasformati in quinte digitali per spettacoli di danza, musica, cinema muto e persino performance con intelligenza artificiale. Un modo originale di aprire nuove strade alla fruizione culturale.
Il programma di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 si presenta come un mosaico ricco e variegato, capace di mettere in dialogo passato, presente e futuro del Friuli Venezia Giulia. Una sfida ambiziosa che vuole dimostrare quanto la cultura possa essere motore di sviluppo economico, sociale e identitario, coinvolgendo realtà locali e internazionali.
