Quando un ristorante si avvicina al punteggio massimo di 100 nella Guida Gambero Rosso, è inevitabile che tutti gli occhi si girino. È successo a Niko Romito, chef abruzzese che ha conquistato 99 punti con il suo Reale di Castel di Sangro. Un risultato quasi leggendario, che scuote il panorama gastronomico italiano. Non è solo una questione di numeri: qui si parla di una cucina essenziale, precisa, che mette al centro la qualità delle materie prime e un’attenzione maniacale al sapore. Romito non si limita a seguire la tradizione, la reinventa, imponendo un nuovo standard di eccellenza.
Niko Romito, dalla sua terra al palcoscenico internazionale
Romito non è uno chef come tanti. Cresciuto in Abruzzo, ha abbandonato gli studi di Economia a Roma per tornare a casa e dare una nuova vita al ristorante di famiglia, seguendo una strada ben precisa. Autodidatta, ha costruito una cucina basata su una vera e propria ricerca scientifica degli ingredienti. Punta a concentrare i sapori in pochi elementi, riducendo al minimo grassi e zuccheri. La sua è una semplicità studiata, che racconta il territorio attraverso piatti essenziali ma intensi.
Il Reale, ospitato nell’ex monastero cinquecentesco Casadonna a Castel di Sangro, è diventato nel tempo un punto di riferimento dell’alta cucina italiana. Nel 2014 ha conquistato la terza stella Michelin, un traguardo raro e prestigioso. Oggi, con questo nuovo record del Gambero Rosso, Romito conferma la sua capacità di unire tradizione e innovazione, influenzando chef e appassionati in tutto il mondo.
Gambero Rosso 2027: le novità e i grandi assenti
La presentazione della guida si è tenuta alla Nuvola di Roma, in un evento che ha celebrato i 40 anni del Gambero Rosso, ormai un punto fermo per la ristorazione italiana. Quest’anno la guida cambia passo: addio alle valutazioni separate per cucina, cantina e servizio. Ora si dà un voto complessivo all’esperienza. Sono stati introdotti tre simboli distinti: Forchette per i ristoranti, Gamberi per le trattorie, Bottiglie per i wine bar, ciascuno con una scala da uno a tre per indicare il livello di eccellenza.
Il panorama dei migliori ristoranti resta agguerrito, ma si vedono segnali di cambiamento. Oltre a Romito, l’Osteria Francescana di Massimo Bottura a Modena ottiene 98 punti, mentre Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba si ferma a 97. Risultati che mostrano una certa stabilità, ma anche qualche lieve flessione rispetto al passato. La guida accoglie 316 nuove proposte, per un totale di 2.573 locali selezionati. Tra le Tre Forchette spiccano nuovi ingressi come Condividere a Torino, Glam Enrico Bartolini a Venezia, Materia a Cernobbio, Orma a Roma e Famiglia Rana a Oppeano, oltre al ritorno del Signum di Salina.
Premi speciali per tre pilastri della cucina italiana
Non mancano riconoscimenti a storiche insegne che hanno segnato la cucina italiana contemporanea. Dal Pescatore Santini a Canneto sull’Oglio, Enoteca Pinchiorri a Firenze e Don Alfonso 1890 a Massa Lubrense vengono premiati per la loro lunga tradizione di eccellenza. Pur senza variazioni di punteggio, restano punti di riferimento imprescindibili nel panorama nazionale e internazionale.
Il quadro che emerge conferma un settore ricco e complesso, dove innovazione e tradizione si intrecciano ogni giorno. L’esempio di Niko Romito e del suo Reale indica una strada chiara: puntare sulla qualità delle materie prime, sulla pulizia dei sapori e sulla continua ricerca dell’equilibrio nei dettagli. I numeri e i riconoscimenti del Gambero Rosso 2027 segnano un cambio di passo, accompagnando un mondo della ristorazione sempre più in evoluzione.
