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Artissima 2026 a Torino: Premi, Acquisizioni e Verdetti dell’Edizione più Audace

Redazione 30 Ottobre 2026

All’Oval del Lingotto, fra luci e ombre, Artissima 2026 ha messo in scena un’arte che non si accontenta. Qui, a Torino, 183 gallerie da 35 paesi hanno animato gli spazi con opere che sfidano convenzioni e rischiano nuovi territori. Non è stata solo una fiera, ma un vero laboratorio di sperimentazione, dove ogni installazione, scultura o progetto multimediale raccontava la voglia di spingersi oltre. Un’energia palpabile, intensa e riflessiva allo stesso tempo, ha attraversato le sale, segnando una rottura con la tradizione e le logiche di mercato.

“Fancy”: l’arte come corpo flessibile e acrobatico

Il tema di questa edizione, Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, prende spunto dal pensiero di Martha Nussbaum, che vede nella fantasia uno strumento per adattarsi e attraversare culture diverse. È stata questa l’idea che ha attraversato tutta la fiera, invitando artisti e curatori a lasciare da parte approcci rigidi per abbracciare forme espressive più fluide e dinamiche. L’Oval si è trasformato in un luogo di scambio e contaminazione tra linguaggi diversi, dove ogni artista ha potuto muoversi con l’agilità di un acrobata. La scelta di affrontare un tema così profondo ha colpito molti, confermando Artissima 2026 come un appuntamento che va oltre il semplice mercato.

I visitatori lo hanno percepito chiaramente: non si trattava solo di opere belle da vedere, ma di proposte che chiedevano al pubblico di mettersi in gioco, di riflettere. Il coinvolgimento emotivo e intellettuale ha avuto la meglio sul puro stupore estetico. Un segno che le formule consolidate stanno scricchiolando, sostituite da un coraggio che ha messo in luce differenze e sperimentazioni.

I premi: nuovi volti e conferme nel panorama artistico

Artissima 2026 ha distribuito una serie di premi pensati per sostenere la ricerca e valorizzare la qualità delle esposizioni. Il Seletti Wonder Award, al suo debutto, è andato a Vadim Fishkin, rappresentato dalla Gregor Podnar Gallery di Vienna. La giuria ha scelto la sua opera Lighthouse, una lampadina intermittente che parla della fragilità umana nell’era dell’intelligenza artificiale. Il premio prevede un contributo per sviluppare un progetto speciale in vista della prossima edizione del 2027.

Juliana Frontin, artista brasiliana e DJ, ha conquistato il prestigioso Premio illy Present Future. Le sue installazioni, che lavorano sul suono e la sua materialità con effetti spaziali e relazionali, le permetteranno di realizzare una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Un riconoscimento che continua a scovare talenti emergenti capaci di rinnovare il panorama contemporaneo.

Il Premio Orlane per l’Arte è andato alla Lehmann Gallery, premiata per un allestimento che indaga il tempo e la sua percezione nell’arte. Con un premio di 10.000 euro, questa iniziativa sostiene da sempre realtà indipendenti che cercano un dialogo profondo tra opere e spettatori.

Sguardi dal mondo e residenze per nuove voci artistiche

Tra i riconoscimenti internazionali spicca il Premio Archivorum Unwritten, assegnato al duo Ben Stanwix e Xhanti Zwelendaba della Reservoir Gallery di Cape Town. Il premio da 20.000 euro servirà a realizzare una pubblicazione d’artista con Archivorum, sottolineando l’importanza di affiancare ai progetti espositivi anche quelli editoriali.

Il Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte è stato consegnato a Martina Simeti, fondatrice di una galleria milanese, apprezzata per la capacità di costruire relazioni solide con gli artisti e per il gusto nell’accostare poetiche diverse in fiera. Anche per lei un premio da 10.000 euro.

Il Premio Oelle – Mediterraneo Antico ha guardato ai territori meno esplorati, premiando l’artista cilena Sofía Salazar Rosales, che trasforma materia e storia in narrazioni socio-politiche. La residenza di ricerca in Sicilia, con una mostra alla Fondazione Oelle, testimonia l’attenzione a contaminazioni culturali e radici profonde.

Fondazioni e spazi pubblici protagonisti dell’arte contemporanea

Tra le voci più autorevoli, la fotografa cilena Paz Errázuriz, classe 1944, ha vinto il Premio Pista 500. La sua opera diventerà un intervento permanente sulla rampa della Pinacoteca Agnelli, un segnale forte dell’impegno della fiera nel valorizzare anche artisti con una lunga carriera e un impatto duraturo sul territorio.

Il Premio ad occhi chiusi…, promosso dalla Fondazione Merz, ha invece scelto Hu Yun, artista rappresentato dalla galleria A+ WORKS of ART di Kuala Lumpur, portando l’attenzione su linguaggi non convenzionali e su un’indagine sensibile delle forme contemporanee.

Per sostenere le gallerie emergenti, l’Artissima New Entries Fund ha selezionato Lutnița di Chișinău, WHOISPOLA di Varsavia e Clauda di Praga, riconosciute per originalità e qualità. Il fondo conferma il suo ruolo chiave nel supportare spazi indipendenti e nuovi talenti.

The Curators’ Choice: uno sguardo fresco sulle nuove realtà

Novità di questa edizione è il programma The Curators’ Choice, promosso dalla Fondazione Arte CRT. Un gruppo di curatori internazionali ha individuato i progetti più interessanti, segnalando gallerie come IMPORT EXPORT, eastcontemporary, Lehmann Gallery e Marli Matsumoto, tra le altre. Questa iniziativa punta a valorizzare la qualità e l’innovazione, promuovendo un dialogo internazionale e interdisciplinare.

L’elenco dei nomi racconta un panorama vivo, fatto di tradizione e avanguardia, di territori consolidati e nuove piattaforme culturali. Un progetto che vuole mettere in luce realtà spesso poco visibili, aprendo spazi di confronto con istituzioni e professionisti.

Artissima 2026 si conferma così un appuntamento fondamentale nel mondo dell’arte contemporanea, capace di rinnovarsi e mettere in campo stimoli e riconoscimenti con uno spirito originale e variegato.

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