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Hélia Paukner sarà la nuova direttrice artistica della Biennale di Lione dal 2027

Redazione 20 Ottobre 2026

Il 1° febbraio 2027 segnerà un cambio di passo per la scena artistica di Lione. Hélia Paukner prenderà le redini della Biennale, uno degli appuntamenti più attesi dell’arte contemporanea mondiale. Lascia il posto a Isabelle Bertolotti, che ha guidato l’evento dal 2018 con mano ferma. Paukner arriva con un bagaglio solido, costruito soprattutto al Mucem di Marsiglia. La scelta non è casuale: la città e i suoi partner vogliono rafforzare il legame tra la Biennale e il macLYON, il museo d’arte contemporanea locale. La vera novità? Paukner non sarà solo direttrice artistica della Biennale, ma assumerà anche la guida del macLYON, un doppio incarico che promette di rinnovare il panorama culturale lionese.

Una scelta strategica per la cultura lionese

Dietro la nomina di Paukner c’è un lungo percorso di selezione, curato dalla Ville de Lyon insieme al Ministero della Cultura francese, alla Métropole de Lyon e alla stessa Biennale. Il lavoro fatto sottolinea quanto la Biennale sia vista non solo come un evento, ma come un punto di riferimento culturale stabile per la città e l’intera regione. Fondata nel 1991 e oggi presieduta da Laurent Bayle, la Biennale ha costruito negli anni una reputazione internazionale di primo piano. Ha ospitato curatori di fama come Hans Ulrich Obrist e Ralph Rugoff, segnando così il suo ruolo di appuntamento di rilievo nel mondo dell’arte contemporanea. Alternandosi con la Biennale de la Danse, questo evento punta ora a fare un salto di qualità grazie alla nuova doppia direzione firmata Paukner.

Il legame tra Biennale e macLYON non è una novità, ma finora era piuttosto informale. Ora, con la nomina di Paukner a capo di entrambi, si punta a un coordinamento più stretto e organico. La Biennale non sarà più un evento isolato nel calendario culturale lionese, ma parte integrante di un progetto museale e artistico stabile e condiviso.

Tra presente e futuro: la 18ª edizione e il cambio di guardia

La nomina arriva proprio nel momento in cui la Biennale chiude la sua 18ª edizione, in programma fino al 13 dicembre 2026. Quest’anno la mostra, dal titolo “Passer d’un rêve à l’autre” , è curata da Catherine Nichols. Il filo conduttore sono le traboules di Lione, quei passaggi coperti che collegano i cortili interni dei palazzi storici. Questi spazi diventano una metafora per raccontare la città, dove economia, cura, creatività e lavoro si intrecciano in un tessuto sociale complesso. L’esposizione si snoda in vari luoghi: dalle Grandes Locos, spazio per eventi temporanei, al macLYON e al Musée des Tissus. Un chiaro esempio di come la Biennale lavori insieme alla città per trasformare gli spazi e ridefinire il senso stesso dell’arte contemporanea.

Il passaggio di consegne segna una nuova fase. Paukner prende in mano un progetto già solido, ma con ampi margini di crescita, in particolare per quanto riguarda l’internazionalizzazione e le collaborazioni artistiche.

Ritorno a casa per una curatrice con radici lionese

Hélia Paukner torna a Lione dopo l’esperienza al Mucem di Marsiglia, dove dal 2019 ha diretto il polo di arte contemporanea. Nata nel 1983, si è formata proprio a Lione, frequentando l’École normale supérieure e poi l’Institut national du patrimoine di Parigi. La sua carriera è partita al Musée des Beaux-Arts de Lyon, come assistente di ricerca della direzione, un’esperienza che le ha dato solide basi curatoriali. Al Mucem ha saputo unire arte contemporanea, ricerca antropologica e tematiche sociali. Ha curato progetti complessi e innovativi, come studi sulle collezioni di hip hop e graffiti, e si è distinta per acquisizioni importanti, tra cui opere di Michel Journiac sul tema dell’AIDS.

Tra le mostre più significative ci sono “Affleurements”, legata a un programma europeo di archeologia contemporanea, e la grande retrospettiva francese dedicata a Ghada Amer tra il 2022 e il 2023. Ha inoltre seguito rassegne di artisti come Clément Cogitore e Laure Prouvost, e ha partecipato al progetto dedicato a Don Quichotte. Al Mucem ha contribuito anche alla mostra permanente “Méditerranées”, che intreccia storie e immagini del Mediterraneo attraverso i secoli.

Le nuove direttrici per Biennale e macLYON

La Biennale ha annunciato tre linee guida principali per il nuovo corso sotto la direzione di Paukner. La prima riguarda il rafforzamento delle reti internazionali, per mantenere e ampliare il respiro globale dell’evento. La seconda punta a una connessione più profonda con il territorio lionese: non si tratta solo di presenza fisica, ma di coinvolgere davvero le comunità locali, mettendo in dialogo intenzioni artistiche e realtà sociali. Infine, la terza linea è la sperimentazione di nuovi modi di collaborare tra artisti, istituzioni e pubblico. L’obiettivo è creare un dialogo aperto e continuo, non solo durante la Biennale, ma anche nella costruzione di nuovi modelli di fruizione e produzione artistica.

Unendo la direzione della Biennale e quella del macLYON, si favorirà un collegamento più fluido tra le attività temporanee e la programmazione stabile del museo. Si supera così la separazione tradizionale, per offrire una visione unitaria in cui musei e manifestazioni lavorano insieme, condividono risorse e costruiscono una narrazione coerente sull’arte contemporanea.

Il 2027 si prospetta quindi come un anno decisivo per Lione, che punta a consolidare la sua posizione nel panorama internazionale dell’arte contemporanea affidandosi a un profilo curatoriale capace di unire radicamento locale e apertura sul mondo.

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