Appena ti avvicini alle opere, senti un’energia che quasi ti spinge dentro, a superare barriere non solo fisiche ma anche mentali. Non si tratta più di semplici tele appese al muro: sono portali che aprono squarci sull’infinito. È quello che accade a Modena, nella Galleria BPER, dove fino al 7 febbraio 2027 si può visitare CAOS χάος. Spazi e poetiche dell’arte informale. Qui il gesto dell’artista esce dal quadro, diventa spazio palpabile, materia viva che racconta storie nuove, inattese. E quel termine greco, χάος, non significa caos come lo immaginiamo, ma un vuoto primordiale, l’origine di ogni forma.
Caos: origine e spazio aperto nell’arte informale del dopoguerra
Al centro della mostra c’è proprio il caos, inteso come quel vuoto carico di potenzialità da cui l’arte informale pesca per affrancarsi dalle regole tradizionali. Dopo la guerra, gli artisti sentivano il bisogno di cercare nuove strade espressive, rompendo con i canoni della pittura classica. La tela diventa un campo di sperimentazione dove il gesto spontaneo e la materia prendono il ruolo da protagonisti.
Questa stagione nasce dal desiderio di ripensare lo spazio artistico dopo la devastazione del conflitto mondiale. Così nascono forme in cui casualità e imprevedibilità si riflettono nel gesto e nella materia. Le superfici mostrano tracce di pennellate libere, frammenti di materia che sfidano la staticità, accendendo la curiosità dello spettatore anche sul piano tattile e sensoriale. L’opera sembra allargarsi oltre i confini della tela, diventando uno spazio da abitare con la mente o addirittura con il corpo.
I protagonisti e le poetiche in mostra a Modena
A guidare questo racconto visivo ci sono i grandi nomi dell’Informale italiano. Alberto Burri, per esempio, trasforma la tela in un laboratorio materico dove ogni bruciatura o strappo apre nuovi orizzonti visivi e simbolici. Lucio Fontana, con i suoi celebri tagli e buchi, rompe la superficie piatta del quadro, aprendo vere e proprie finestre verso spazi infiniti. Due modi diversi di superare i limiti tradizionali della pittura che si incontrano qui.
Accanto a loro, artisti come Carla Accardi, Afro Basaldella, Renato Birolli, Giuseppe Capogrossi, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi Parmeggiani, Giulio Turcato ed Emilio Vedova completano il quadro. Ognuno porta una voce unica, figlia di un’epoca di grandi cambiamenti culturali e sociali, lasciando tracce che ancora oggi influenzano il linguaggio visivo. Le opere arrivano sia dalla corporate collection BPER sia da prestiti di musei e collezioni private, offrendo così un percorso espositivo ampio e articolato.
Dalla tela allo spazio immaginario: l’esperienza dello spettatore
Le opere qui esposte non si limitano a stare appese, ma si aprono allo spettatore, coinvolgendolo in un’esperienza che è insieme sensoriale e mentale. Le dimensioni e la disposizione delle opere invitano a muovere lo sguardo e il corpo liberamente, trasformando la superficie pittorica in un ambiente da attraversare con gli occhi e con la fantasia.
Il percorso suggerisce una nuova modalità di vivere l’arte, dove il caso gioca un ruolo centrale. Le superfici composite, i segni materici, i tagli che deformano la tela spingono chi guarda a rivedere continuamente la propria percezione. Si crea un dialogo aperto, in cui ogni osservazione diventa parte dell’opera e apre a riflessioni sempre diverse.
Da segnalare anche il ricco programma culturale che accompagna la mostra: incontri ARTalk, visite guidate e attività didattiche dedicate alle scuole. L’obiettivo è coinvolgere un pubblico ampio, stimolando non solo la contemplazione ma anche il pensiero critico e l’apertura a nuovi orizzonti culturali.
Questa esposizione è dunque un appuntamento importante per valorizzare un patrimonio storico-artistico, riconoscendo nell’arte informale un linguaggio capace di raccontare la complessità e la ricchezza del suo tempo. Le opere, con i loro spazi aperti e le poetiche vibranti, continuano a parlare a chi le guarda, offrendo nuove occasioni di incontro con l’arte e con i suoi infiniti significati.
