Nel cuore di Genk, tra le colline verdi che un tempo ospitavano una miniera di carbone, sorge un luogo fuori dal comune. The Battery, lo studio e la galleria di Koen Vanmechelen, è molto più di uno spazio espositivo. Qui, in un’ex miniera di Zwartberg abbandonata da anni, arte, natura e scienza si intrecciano in modo inedito. Vanmechelen, nato nel 1965 a Sint-Truiden, ha trasformato quei 24 ettari in un parco vivo, dove opere d’arte dialogano con gli animali e la storia industriale resta impressa nel terreno. Un museo a cielo aperto, un esperimento di convivenza tra vita e creatività.
L’area che ospita LABIOMISTA ha una storia fatta di carbone e animali. Un tempo, qui si estraeva il carbone nelle miniere di Zwartberg, Winterslag e Waterschei, pilastri dell’economia locale. Dopo la chiusura di quelle miniere e la fine dell’attività dello zoo, attivo dal 1970 al 1997, il sito è rimasto abbandonato, fino a quando Vanmechelen ne ha immaginato la rinascita. Oggi, il parco ospita animali come lama, zebre, cammelli, nandù di Darwin, tapiri e una ricca varietà di uccelli, tra cui due condor che volano liberi in una grande voliera sopra la serra “Looking Glass”.
Ma LABIOMISTA non è solo un rifugio per animali: qui arte, allevamento e ricerca si intrecciano. Le opere di Vanmechelen si fondono con la biodiversità del parco, dando vita a installazioni come CosmoGolem , T-Rex e Golden Cord , mentre nuovi lavori sono in arrivo per arricchire ulteriormente il percorso.
The Battery, lo studio firmato dall’architetto svizzero Mario Botta, è molto più di uno spazio espositivo. È una sorta di “cabinet de curiosités” moderno, dove architettura e scienza si incontrano. Vanmechelen definisce il suo lavoro come un modo per rompere “la gabbia” che limita la creatività e aprire nuove strade per il futuro. Al centro del suo progetto c’è l’ibridazione, tema che nasce nel 1999 con il Cosmopolitan Chicken Project, un esperimento sulle razze di polli che parla di identità, diversità genetica e legami tra culture e specie.
L’artista non si limita alle arti visive: musica e pittura entrano nel gioco con eventi come il Wild Gene Festival dell’agosto 2023, quando il gruppo di Youssou N’Dour, Le Super Étoile de Dakar, ha animato il parco mentre Vanmechelen dipingeva un enorme quadro di nove metri.
Vanmechelen porta con sé la passione per gli animali fin da bambino. Racconta di aver iniziato ad allevare polli a soli cinque anni, affascinato dalle diverse razze che rappresentano culture diverse: dal Poulet de Bresse francese al pollo cinese, dal Denizli turco al Mechelse Koekoek belga. Per lui, questi incroci sono una metafora dell’evoluzione, ma anche un monito a non perdere la ricchezza genetica e culturale.
LABIOMISTA nasce proprio da questo desiderio: mettere in relazione flora, fauna e umanità, in un rapporto di rispetto dove la natura è vista come una biblioteca di conoscenza, non una risorsa da sfruttare.
La collaborazione con Mario Botta è stata decisiva per LABIOMISTA. The Battery non è stato scelto a caso come fulcro del parco. Botta, che aveva visitato il sito da bambino, ha voluto riflettere la memoria mineraria del luogo usando la pietra nera, simbolo della sua storia industriale.
La struttura ospita una serra e una voliera in cima, dove convivono predatori e prede, come i condor protetti. Il progetto è nato dall’incontro tra la visione artistica di Vanmechelen e la sensibilità architettonica di Botta, dando nuova vita a un luogo carico di storia.
Prima di dedicarsi all’arte a tempo pieno, Vanmechelen ha lavorato per più di dieci anni come chef, portando in cucina la stessa creatività che poi ha applicato alle sue opere. Ricorda piatti originali come la mousse di cioccolato bianco al formaggio di capra, e accostamenti insoliti nati dalla sua sensibilità artistica.
L’idea di incrociare razze di pollo è nata proprio accanto ai fornelli, quando ha cominciato ad allevare galline come fossero opere d’arte viventi. Disegni, sculture e allevamento si sono così fusi in un unico percorso che unisce arte, natura e cultura del cibo.
Tra le tecniche di Vanmechelen, la tassidermia ha un ruolo particolare. Le pellicce e le pelli usate provengono solo da animali morti naturalmente o recuperati da parchi e zoo. L’artista è chiaro: non uccide mai per creare arte. Conservare questi corpi significa dare loro una nuova forma, mantenere viva la memoria e stimolare una riflessione sul rapporto tra uomo e natura.
Un esempio è Endless, una pantera nera con un anello che porta la scritta “senza fine”. Queste sculture parlano di vita e di evoluzione continua, invitando a guardare più a fondo la materia vivente.
L’Africa è una parte fondamentale del lavoro di Vanmechelen, vista sia come culla dell’umanità sia come fonte di ispirazione culturale. Sposato con Chido Govera, donna dello Zimbabwe, l’artista abbraccia il concetto di “ubuntu”, la filosofia che parla di reciprocità e appartenenza a un tutto.
Questo legame si riflette nelle sue opere, che raccontano radici culturali e sociali profonde, rafforzando il messaggio di LABIOMISTA: una convivenza inclusiva e sostenibile tra società, natura e arte.
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