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Aste Bolaffi Torino: l’asta di Arte Moderna e Contemporanea con Michelangelo Pistoletto e Guglielmo Castelli il 3 novembre

Il 3 novembre, Torino si trasforma in un palcoscenico d’arte con l’asta di Arte Moderna e Contemporanea di Aste Bolaffi. Cinque giorni prima, dal 29 ottobre, le opere saranno esposte al pubblico: sculture di metallo che sembrano quasi prendere vita, figure femminili che raccontano storie di epoche lontane, e una palette di colori intensa, capace di attraversare più di un secolo di creatività. È un’occasione rara, dove nomi celebri e pezzi unici si incontrano, pronti a svelare ogni dettaglio a chi saprà guardare con attenzione.

Il Novecento tra edizioni e multipli: un racconto di sperimentazione

Tra le tante sorprese in catalogo, i multipli e le edizioni occupano un posto di rilievo. Spesso sottovalutati, in questa occasione mostrano invece tutto il loro valore. Il portfolio Mythologie di Giorgio de Chirico e Jean Cocteau, datato 1938, è uno di quei pezzi che non passano inosservati, per la sua importanza storica e artistica. Accanto a questo, spicca una rara acquaforte di Giorgio Morandi, che conferma l’interesse per un Novecento capace di scavare nel simbolo con calma e riflessione.

Non manca Joan Miró, con una stampa di grande formato che mescola astrazione e surrealismo in modo unico. Le ceramiche di Pablo Picasso presenti in catalogo aggiungono poi un tocco materico, svelando un lato meno conosciuto dell’artista, più legato alla sperimentazione con materiali diversi dal semplice dipinto.

Tra i pezzi di rilievo, c’è anche la lapide La donnola e la lima di Salvo, prodotta a Torino dalla Galleria Multipli, un esempio di dialogo tra arte e artigianato contemporaneo. E poi il libro di Alighiero Boetti, I mille fiumi più lunghi del mondo , che racconta un percorso poetico e concettuale di grande fascino.

La fotografia non è da meno: artisti come Matiz, Giacomelli, Fontana, Ghirri e Hoferoffrono una selezione di immagini intense, capaci di restituire atmosfere e momenti cruciali del secolo scorso.

Opere uniche da non perdere: da Zecchin a Pistoletto

La sezione delle opere uniche è un vero e proprio scrigno di tesori che attraversano epoche e stili. Al centro c’è Vittorio Zecchin con Tre principesse nel giardino , una delle dieci tele del ciclo Le mille e una notte, capolavoro del Liberty veneziano. Questo olio su tela, arricchito da dettagli in oro, misura 171×169 centimetri e testimonia la capacità decorativa e narrativa del movimento, oltre alla maestria tecnica di Zecchin. La stima si aggira tra i 45.000 e i 70.000 euro.

Felice Casorati, grande protagonista del Novecento piemontese, è presente con un paralume dipinto: un oggetto meno noto ma che racconta la sua ricerca sulla luce e sulla forma in modo originale.

Il gruppo dei Sei di Torino, che ha segnato la scena artistica locale, è rappresentato da opere come il Nudo rosa di Gigi Chessa, un dipinto dal forte impatto espressivo, stimato tra 8.000 e 14.000 euro.

Da non perdere poi i fiori vibranti di Filippo de Pisis degli anni Quaranta, un importante dipinto floreale di Mario Tozzi del 1925 e un grande Ennio Morlotti degli anni Settanta, proveniente da una mostra londinese alla Galleria Marlborough, a sottolineare il riconoscimento internazionale dell’artista.

I grandi nomi e i lotti più preziosi dell’asta di novembre

Tra i nomi di spicco c’è Renato Guttuso, con due tele significative: Amici di via Margutta e un grande nudo, entrambi rappresentativi del suo impegno realistico e della forza dell’arte italiana del secondo Novecento.

Tra i pezzi con stime più alte, si segnala Superficie bianca di Enrico Castellani, acrilico su tela del 2005, 100×80 cm, che esplora lo spazio e la materia, valutato fino a 170.000 euro.

Non passa inosservato il Senza titolo di Mario Schifano , realizzato con smalto e pastello su tela , stimato tra 60.000 e 100.000 euro.

E poi Michelangelo Pistoletto con la sua iconica Pianista , una serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio, unica nel suo genere, che misura 148 x 125 centimetri. L’opera invita lo spettatore a riflettere sull’immagine e a partecipare attivamente, un tema centrale nella ricerca di Pistoletto. La stima supera i 600.000 euro, rendendolo uno dei lotti più importanti dell’asta.

A chiudere il capitolo contemporaneo, Mur 807 di Reynaud, un assemblaggio di materiali del 1967 lungo tre metri, valutato intorno ai 30.000 euro, con un chiaro interesse museale.

Sculture di rilievo: la storia dietro La Zingara di Arturo Martini

Anche la scultura ha il suo spazio con nomi come Sandro Chia, Agustín Cárdenas e Piero Gilardi. Spicca San Giorgio e il drago, bronzo unico di Salvo, stimato tra 10.000 e 15.000 euro.

Ma il pezzo forte è senza dubbio La Zingara di Arturo Martini, scultura in grès alta oltre due metri, realizzata tra il 1933 e il 1934. Si tratta di un esemplare da stampo con foggiatura a colaggio, frutto di una complessa sperimentazione tecnica. L’opera nasce da una statua in gesso sviluppata con l’industriale Mathon e presentata alla II Quadriennale di Roma nel 1935. Passare dal modello al grès richiese continui aggiustamenti, tanto che, delle sei copie catalogate, oggi ne esistono solo tre.

Quella all’asta ha una storia speciale: apparteneva a Domenico Caraceni, che la comprò direttamente da Martini nel 1947 e la espose nel suo showroom milanese fino alla chiusura. La stima oscilla tra 60.000 e 100.000 euro.

Il contemporaneo torinese tra giovani talenti e grandi nomi

L’asta si chiude con uno sguardo al presente, puntando i riflettori sulla scena contemporanea torinese e sulle nuove generazioni. In catalogo c’è un gruppo significativo di artisti attivi, che esprimono una creatività vivace e originale.

Tra loro spicca La variabilità del peso delle cose , grande dittico di Guglielmo Castelli, stimato tra 40.000 e 60.000 euro. L’opera racconta un approccio sperimentale e dinamico, capace di rinnovare il rapporto tra forma e materia in chiave moderna.

Con questa selezione, Aste Bolaffi offre un’occasione preziosa per incontrare passato e futuro dell’arte, proprio nel cuore di Torino, una città che da sempre pulsa come centro culturale e artistico. La settimana dell’arte si arricchisce così di nuovi spunti e sorprese, anticipando un’asta che promette di emozionare collezionisti e appassionati.

Redazione

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