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Art Déco Week 2024: Viaggio nell’Italia degli anni ruggenti tra arte, architettura e stile

Redazione 12 Ottobre 2026

Basta sollevare lo sguardo lungo un viale di Milano o Roma per imbattersi in angoli nascosti di storia. Sono i segni vividi degli anni Venti e Trenta, un’epoca che in Italia ha cambiato volto alle città, portando con sé un vento nuovo di modernità e stile. Tra geometrie nette e linee decise, l’Art Déco ha rivoluzionato architettura e design, lasciando tracce ancora oggi visibili, se solo si sa dove guardare. Dal 18 al 24 novembre 2024, l’Italia celebra questo patrimonio con la Art Déco Week: quaranta itinerari sparsi dal Nord al Sud, per riscoprire un’epoca in cui ogni dettaglio raccontava velocità, eleganza e un modo tutto nuovo di vivere la città.

Art Déco Week: un festival su scala nazionale che riscopre radici e simboli

A firmare questa iniziativa è l’Associazione Italia Liberty, guidata da Andrea Speziali, storico dell’arte e dell’architettura, che sarà anche la voce delle conferenze online del programma. Art Déco Week segue idealmente le orme di Art Nouveau Week, appuntamento ormai consolidato che nel 2027 celebrerà la sua nona edizione, ma apre ora una nuova pagina di esplorazione. L’obiettivo è attraversare 20 regioni italiane con 40 itinerari guidati e sette incontri scientifici trasmessi in diretta, ogni giorno dalle 11 alle 12:30. A rappresentare questa edizione è la conchiglia, simbolo naturale e versatile che richiama la transizione dalle forme libere e sinuose dell’Art Nouveau all’ordine, alla simmetria e al ritmo geometrico dell’Art Déco. Un piccolo elemento che diventa metafora di un cambiamento culturale e stilistico, ma anche di un modo diverso di raccontare e vivere la modernità in Italia.

Itinerari per scoprire l’Art Déco in città grandi e piccole

La varietà degli itinerari è davvero notevole. A Milano, per esempio, si segue la traccia di Piero Portaluppi, architetto di spicco che ha lasciato opere come l’ex Albergo Diurno Venezia in piazza Oberdan. Qui si respira ancora l’atmosfera di una città che negli anni Trenta si affacciava alla modernità con stile e cura urbanistica. Roma racconta se stessa attraverso alberghi e cinema, tappe di un turismo di lusso e di una cultura spettacolare che hanno segnato la Capitale come specchio di un’epoca. Torino mette in luce il suo volto elegante e urbano, mentre Palermo unisce l’Avantgarde del Futurismo all’Art Déco con interventi pubblici di grande impatto visivo realizzati negli anni d’oro del movimento.

Il mare, scenario imprescindibile, offre spunti unici: da Senigallia con la sua Rotonda a Mare, simbolo della modernità balneare, al Lido di Venezia con il maestoso Palazzo del Cinema, vera icona degli anni ruggenti e della mondanità. Genova racconta gli anni Venti con l’opera complessa di Gino Coppedè, mentre Viareggio mostra il passaggio dal Liberty all’Art Déco attraverso Galileo Chini. Udine stupisce ancora con il Caffè Contarena, ricco di colori e affreschi spettacolari. Sono città e luoghi che, tra palazzi, ville e spazi pubblici, creano una mappa capace di legare passato e presente in un percorso di scoperta culturale.

Architetture simbolo e protagonisti dell’Art Déco italiano

Tra le visite più suggestive ci sono le Terme Berzieri di Salsomaggiore, un gioiello di gusto decorativo e benessere, e Villa Grock a Imperia, esempio di architettura eccentrica dove la fantasia incontra la forma. Dal nord al sud, gli edifici storici raccontano un’Italia variegata: Pescara con l’Aurum, Napoli con la Stazione Marittima, Brescia e la piazza della Vittoria, fino a Cagliari con la Palazzina Scano, che arricchisce il patrimonio Art Déco isolano.

La Sicilia emerge con alcune tra le espressioni più significative dello stile, soprattutto nei grandi palazzi postali di Catania e Palermo, simboli di innovazione tra le due guerre. Catania offre anche uno sguardo su Mario Mirko Vucetich, architetto legato a opere di rilievo come la Partita a Scacchi di Marostica. La sua attività, che ha toccato anche Tripoli e Bologna, ha lasciato un segno importante con un linguaggio architettonico moderno e personale.

A Imperia e La Spezia spiccano ville e Palazzo San Giorgio, testimonianze di un dialogo tra Razionalismo e Liberty che ha dato vita a un patrimonio ricco di significati artistici. Palazzo San Giorgio, in particolare, richiama interventi di figure come Franco Oliva, Raffaello Bibbiani e Manlio Costa, protagonisti del rinnovamento urbano tra le due guerre.

Emilia-Romagna e Toscana: decenni di innovazione e stile

L’Emilia-Romagna offre un panorama ricco. Ferrara con Palazzo Panfilio è un punto d’incontro tra cultura Déco e prime avvisaglie di modernità. Forlì racconta le grandi trasformazioni degli anni Trenta attraverso il Palazzo delle Poste in piazza Saffi, mentre la Casa del Fascio di Sogliano al Rubicone mostra da vicino la monumentalità e la semplicità delle forme tipiche di quell’epoca.

Firenze punta i riflettori sul Giunti Odeon, storico cinema in piazza Strozzi, ancora capace di trasmettere la passione per lo spettacolo e l’estetica degli anni ruggenti. In Umbria, a Perugia, Palazzo Lippi Alessandri mette in evidenza l’importanza delle arti applicate e dei dettagli interni, dimostrando che l’Art Déco non è solo facciate monumentali, ma anche mobili, superfici e ornamenti in un equilibrio raffinato.

Trentino-Alto Adige e Nord-Est: tra rigore e decorazioni

Il Trentino-Alto Adige si racconta attraverso Bolzano, con l’ex Casa del Fascio e le sue forme imponenti e razionali, simbolo del linguaggio architettonico autoritario del tempo, e Merano, che combina monumentalità e decorazioni legate alla tradizione termale, unendo modernità funzionale ed eleganza.

Nel Nord-Est, Gorizia mette in mostra il Palazzo delle Poste, opera di Angiolo Mazzoni, maestro capace di fondere mosaici e arti decorative in un progetto innovativo. Trieste, con un edificio Art Déco in via Genova, dimostra come questa nuova estetica si sia inserita nel tessuto urbano mitteleuropeo con forme semplici e dettagli geometrici calibrati.

Le conferenze online di Andrea Speziali: un viaggio nella cultura Art Déco

Andrea Speziali accompagnerà la manifestazione con sette conferenze scientifiche online, dal 18 al 24 novembre. Ogni incontro approfondirà un protagonista o un tema specifico: si parte da Piero Portaluppi e le sue geometrie, per passare a Galileo Chini e la scultura Déco tra Italia e New York, poi Gio Ponti e la diffusione internazionale dello stile nato a Parigi nel 1925. Si parlerà anche di architettura turistica tra Miami Beach e l’Italia e si chiuderà con la pittura moderna di Tamara de Lempicka.

L’obiettivo è offrire uno sguardo completo non solo sugli edifici, ma anche su ceramica, grafica, arredamento e pittura. Tutti questi elementi, messi insieme, raccontano un’Italia che cambiava volto e si preparava a guardare al futuro.

Come partecipare: informazioni pratiche per i visitatori

Le visite guidate, condotte da guide turistiche abilitate, si svolgeranno dal 18 al 24 novembre. Chi vuole partecipare deve inviare la richiesta entro il 14 novembre, indicando il codice del percorso scelto e il numero di partecipanti, tramite un modulo dedicato, via e-mail o SMS, seguendo le istruzioni dell’organizzazione.

Il pagamento va effettuato solo dopo aver ricevuto la conferma ufficiale, prevista entro le 22:00 del 15 novembre, e dovrà essere completato entro il 16 novembre secondo le modalità comunicate.

L’evento è un’occasione preziosa per riscoprire l’Italia del Novecento, scoprire tesori nascosti nelle nostre città e approfondire le radici di uno stile che ha segnato un’intera epoca nel costume e nella cultura.

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