Il mondo rurale torna sotto i riflettori, attraverso l’obiettivo del Premio Internazionale Stanislao Farri. Fino al 9 agosto 2026, fotografi da tutto il mondo – dai giovani talenti ai professionisti navigati – possono iscriversi alla seconda edizione di questo concorso. Non è solo una gara, ma una vera e propria finestra su paesaggi, tradizioni e trasformazioni di un universo spesso nascosto, dimenticato. Dietro l’iniziativa c’è il Comune di Bibbiano, che rende omaggio a Stanislao Farri, fotografo emiliano capace di raccontare con rigore e passione l’anima delle comunità e dei territori che ha attraversato.
Stanislao Farri, il maestro che ha raccontato l’Emilia rurale
Stanislao Farri ha lasciato un segno indelebile nella fotografia italiana. Nato tipografo, nel 1955 ha scelto la fotografia, diventandone un professionista e dedicandosi con passione alla sua terra, la provincia di Reggio Emilia. Con oltre 500 mostre in Italia e all’estero, Farri si è distinto per i suoi ritratti attenti dei beni culturali, delle comunità e delle tradizioni popolari. Ha scavato a fondo nel mondo rurale, raccontando caseifici e le vite delle classi lavoratrici, costruendo un archivio prezioso. Questa seconda edizione del premio vuole rendere omaggio a questo percorso, proponendo come tema il paesaggio rurale in tutte le sue sfaccettature, memorie e trasformazioni.
Due categorie, regole precise e un omaggio al bianco e nero
Il concorso si divide in due sezioni distinte. La categoria Under 30 permette ai giovani fotografi di presentare un progetto con 20 immagini, a colori o in bianco e nero. Uno spazio pensato per dare spazio alla creatività e alla sperimentazione dei nuovi talenti. Per chi ha più di 30 anni, invece, la regola è ferrea: il progetto deve essere realizzato esclusivamente in bianco e nero. Una scelta che richiama lo stile iconico di Farri, il cui sguardo si è spesso espresso nelle tonalità monocromatiche, capaci di cogliere la profondità e l’intensità del paesaggio e delle persone ritratte. In entrambe le sezioni la lunghezza del progetto è la stessa, per garantire una valutazione equa e completa.
Una giuria internazionale e premi che offrono visibilità e ospitalità
I lavori in gara saranno valutati da una giuria internazionale con nomi di spicco come Claudio Argentiero, Federica Berzioli, Giuseppe Cicozzetti, Pierre Evrard, Marcello Francone, Melanie Meggs e Marcella Muller. Un gruppo che mette a confronto esperienze e sensibilità diverse, garantendo un giudizio di alto livello. L’annuncio dei vincitori è previsto per il 1° settembre 2026, tramite il sito ufficiale del Comune di Bibbiano. Il premio per ogni categoria consiste in una mostra personale con quindici immagini del progetto scelto, allestita nello Spazio Arte Spallanzani a Barco di Bibbiano, una cornice prestigiosa per i lavori degli artisti. Inoltre, i progetti saranno raccolti in un catalogo pubblicato da Corsiero Editore, un ulteriore riconoscimento e strumento di diffusione.
Ospitalità e riconoscimenti per i finalisti, per valorizzare la fotografia locale
I vincitori riceveranno anche una targa ufficiale del premio e un soggiorno di una notte per due persone in un Bed & Breakfast locale, il Corte Bebbi, con colazione inclusa. Non mancherà una cena di benvenuto all’Osteria della Capra, momento di convivialità legata al territorio. Un’esperienza completa che unisce arte, ospitalità e conoscenza culturale del territorio reggiano. Ai due finalisti andrà una menzione d’onore con la pubblicazione di almeno una loro fotografia nel catalogo ufficiale, ampliando così la visibilità anche a chi non si aggiudica il primo premio. Una scelta che conferma la volontà di dare spazio a più talenti.
Partecipare a questa open call significa entrare in una tradizione che unisce fotografia e territorio, memoria e contemporaneità. I vincitori avranno l’occasione di esporre i propri lavori in un contesto riconosciuto e di lasciare un segno nella storia culturale dell’Emilia-Romagna, dove la fotografia diventa strumento di racconto e riflessione sul paesaggio rurale.
