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La GAM di Torino celebra il Novecento con una mostra unica di opere su carta fino al 2026

Redazione 16 Luglio 2026

Tra le pareti della GAM di Torino, il Novecento prende vita su più di 600 opere su carta. Disegni, incisioni, acquerelli e dipinti si susseguono, svelando un secolo che ha trasformato radicalmente il modo di fare arte. Sono ventuno le sale che scandiscono questo percorso, ognuna con un tema preciso, quasi come se gli artisti avessero lasciato scorrere la matita senza censura. Un racconto intenso, palpabile, che si può quasi toccare con mano.

Il segno che parla: tra narrazioni e sperimentazioni

Curata da Elena Volpato e Fabio Cafagna, la mostra mette al centro il disegno, forma pura e essenziale dell’arte. La carta, fragile e intima, diventa lo spazio dove artisti fondamentali del secolo scorso hanno riversato sperimentazioni e visioni. Le ventuno sezioni attraversano diverse stagioni e temi, dai ritratto ai sogni, dalle malinconie alle forme più astratte, come arabeschi e concetti spaziali.

Non è solo un racconto storico, ma una scoperta di nuove acquisizioni e della forza del gesto artistico. Il percorso crea un dialogo tra epoche e autori, quasi una mostra collettiva in un unico grande progetto. I temi sono tanti e profondi: introspezione, erotismo, guerra, vita quotidiana, astrattismo, teatro, cronache del tempo. Tutto filtrato dalla sensibilità di chi ha mosso la matita per fermare la realtà o l’immaginazione.

Pesce Khete, l’“intruso” che spezza la narrazione

Tra le sale, una in particolare spicca: la “Sentinella”, dedicata all’artista contemporaneo Pesce Khete. Le sue opere, sparse lungo il percorso, parlano con un linguaggio che va dal disegno alla pittura a olio, usando colori vivaci e mescolando figurazione e astrattismo informale.

Questo inserimento non è casuale. Pesce Khete rompe la linea temporale tradizionale, creando dissonanze che invitano a guardare la mostra con occhi nuovi. Le sue opere diventano ponti tra passato e presente, generando un dialogo sorprendente e a tratti provocatorio dentro il museo. L’“intruso” è uno strumento per rinfrescare le interpretazioni e dare vita a nuove relazioni tra le opere.

Un’immersione nel Novecento: 600 opere da scoprire fino al 2026

La mostra resterà aperta fino al 1° novembre 2026, offrendo l’opportunità di ammirare una selezione vasta, soprattutto dalle collezioni della GAM. Grazie al sostegno della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris e della Fondazione Arte CRT, si possono vedere anche tanti pezzi acquisiti di recente. Il materiale copre un arco di tempo che va dagli anni Venti fino alla fine degli anni Novanta, senza trascurare i movimenti chiave del secolo.

Ogni sala è come una piccola mostra a sé, con opere numerate e schede dettagliate che aiutano a riconoscere gli artisti e a capire il contesto. Il percorso si snoda tra matite e pennelli, scoprendo connessioni e contrasti. Si parte con ritratti di artisti simbolisti come Giacomo Grosso e un disegno attribuito a Gustav Klimt. Poi spazio a malinconie e sogni, con collage dadaisti di Max Ernst e litografie di esponenti dell’espressionismo tedesco come Otto Müller ed Ernst Ludwig Kirchner.

Si prosegue con la scena torinese, con nomi come Mario Sturani, Mario Passanti e Carlo Turina, per arrivare al futurismo e al dialogo con artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni e Paul Klee. Non mancano studi su design e oggetti di uso quotidiano, che mostrano l’energia progettuale del periodo.

Protagonisti e temi chiave della mostra

Tra i punti forti del percorso ci sono sezioni dedicate a figure e temi emblematici. Nei fogli di Felice Casorati e Luigi Spazzapan emergono sguardi intensi e introspettivi, mentre la pittura si estende con studi di De Pisis e con una vasta raccolta di Lucio Fontana, che conta quasi seimila opere su carta.

Il viaggio continua con “Arabeschi”, che raccoglie il decennio creativo di Tancredi insieme a lavori di Julius Bissier e Osvaldo Licini. Un focus sulla Scuola d’Incisione dell’Accademia Albertina ricostruisce la tradizione torinese con maestri come Marcello Boglione e Enrico Paulucci.

La narrazione affronta anche la storia sociale e politica del Novecento, con opere di Renato Birolli che raccontano conflitti e lotte. Tra le protagoniste femminili spicca Carol Rama, con una produzione energica e trasgressiva, accanto a Mino Maccari e Giannetto Fieschi.

L’itinerario artistico abbraccia infine manifestazioni pop con Andy Warhol e Robert Rauschenberg, e innesti contemporanei come Giuseppe Penone, Mario Merz e Nanni Valentini, le cui opere si espandono dalla carta a installazioni ambientali.

Torino e il Novecento: un legame saldo e vivace

La mostra sottolinea il forte legame tra Torino e l’arte del Novecento. La Scuola di Incisione dell’Accademia Albertina, attiva fin dai primi anni del secolo, ha formato artisti capaci di rinnovare tecniche e linguaggi. Queste esperienze trovano spazio nel racconto più ampio che copre stili e correnti europee.

L’energia creativa locale emerge chiara, inserita in un contesto culturale di respiro internazionale. Attraverso disegni e stampe si coglie la tensione tra tradizione e innovazione, una costante che ha segnato il Novecento, soprattutto nel Nord Italia.

Un secolo complesso, fatto di intrecci sociali e visioni audaci, prende nuova vita negli spazi della GAM. Il filo del disegno guida il visitatore attraverso storia, memoria e innovazione, offrendo un’occasione preziosa per entrare nel segno degli artisti e delle loro epoche.

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