
Sassuolo ha riaperto le porte della Paggeria Arte, un luogo che per decenni è rimasto sospeso tra passato e presente. Un edificio che racconta storie di paggi e corti ducali, ora trasformato in un laboratorio vibrante di arte contemporanea. Grazie a un intervento finanziato dal PNRR, quel pezzo di storia non è più un semplice monumento polveroso, ma un cuore pulsante dove convivono artisti affermati, giovani promettenti e la tradizione secolare della ceramica locale. Qui, il passato si mescola al futuro in un dialogo che Sassuolo aspettava da tempo.
Paggeria Arte rinasce grazie al PNRR: tre milioni per un restauro profondo
Il restauro di Paggeria Arte ha richiesto un investimento di circa tre milioni di euro, reso possibile dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’edificio, risalente al 1650 e progettato da Bartolomeo Avanzini per ospitare i paggi della corte estense, è stato sottoposto a un intervento completo. Dai lavori strutturali che ne garantiscono la sicurezza, fino al recupero degli interni e delle facciate, ogni dettaglio è stato curato per ridare dignità e funzionalità a questa testimonianza storica.
Il progetto non si è limitato al restauro, ma ha trasformato gli spazi in un polo culturale moderno: sale per mostre, laboratori, workshop e incontri pensati soprattutto per i giovani. Un luogo dove l’arte si può scoprire, imparare e vivere. Il tutto in continuità con il complesso delle Paggerie del Palazzo Ducale, un patrimonio che Sassuolo guarda con orgoglio, legato a doppio filo alla sua storia e alla sua vocazione produttiva.
Nicolas Ballario alla guida: con gli occhi puntati su contemporaneo e territorio
Per guidare questa nuova fase è stato scelto Nicolas Ballario, giornalista e curatore con una lunga esperienza nella cultura. Il suo compito è creare un programma capace di unire sperimentazione e tradizione, con uno sguardo particolare alla ceramica, cuore pulsante dell’identità di Sassuolo.
Ballario vuole farne uno spazio aperto, dove il pubblico possa entrare in contatto diretto con l’arte attraverso esperienze diverse. La formazione dei giovani sarà al centro, con eventi che uniscono pratica artistica e didattica. La ceramica, simbolo storico della città, verrà riletta in chiave contemporanea, grazie a collaborazioni con artisti italiani e internazionali. Un racconto in cui la vocazione locale diventa punto di partenza per dialogare con l’arte globale.
Damien Hirst inaugura la nuova stagione con Only One
L’appuntamento d’apertura è fissato per il 27 e 28 giugno con Only One, un format che porta in città opere di artisti di fama internazionale per brevi, ma intensi momenti espositivi.
Il protagonista sarà Damien Hirst, una delle figure più influenti dell’arte contemporanea. In mostra uno dei suoi Spot Paintings, celebre serie di tele punteggiate da cerchi colorati, tutti diversi e mai ripetuti. L’installazione, immersa in una piscina di palline colorate, invita i visitatori a immergersi letteralmente nell’opera, giocando con il contrasto tra la precisione geometrica dei punti e la casualità dell’ambiente circostante.
Ballario spiega che l’allestimento vuole cambiare il modo di guardare l’arte, espandendo i confini del quadro nello spazio fisico. Sabato 27 giugno alle 18 è previsto un incontro pubblico in cui il curatore approfondirà la poetica di Hirst e presenterà le prossime tappe di Paggeria Arte.
Programmazione autunnale: confronto tra maestri e giovani talenti
Dopo l’estate, Paggeria Arte continuerà a puntare su un calendario ricco e variegato, con artisti internazionali e giovani emergenti italiani. Dal 18 al 20 settembre, in occasione del festivalfilosofia, sono in programma due mostre personali di rilievo: da un lato Julian Schnabel, protagonista della pittura mondiale dagli anni Ottanta; dall’altro Pietro Moretti, giovane promessa della scena italiana.
Questa scelta vuole mettere a confronto generazioni e stili diversi, offrendo al pubblico un quadro ampio della pittura contemporanea. Un dialogo critico tra approcci distinti ma complementari, che mantiene alta l’attenzione su sperimentazione e innovazione. Così Paggeria Arte si conferma come uno spazio vivo e aperto, capace di coinvolgere un pubblico variegato e di stimolare riflessioni profonde sul presente dell’arte.



