Categories: Eventi

Alla GAM di Milano l’installazione Παρνασσός di Letizia Cariello dialoga con il Parnaso di Appiani fino al 2026

Sotto l’antico affresco di Andrea Appiani, nella Galleria d’Arte Moderna di Milano, un’installazione irrompe nello spazio con una forza che cattura e coinvolge. Παρνασσός Parnassός Parnassus, firmata LETIA – Letizia Cariello, non è solo un’opera da guardare: è un invito a muoversi, a seguire un ritmo che avvolge lo sguardo e il corpo in un vortice continuo. Forme circolari si intrecciano, fondendo tradizione e contemporaneità senza mai imitarle, in un dialogo serrato tra antico e moderno. Chi si avvicina si ritrova dentro una danza sospesa, racchiusa in una geometria che racconta storie di tempi lontani e presenti, senza soluzione di continuità.

Un’installazione pensata per lo spazio e la memoria

L’opera, che si potrà visitare fino al 5 luglio 2026, si lega a doppio filo con l’affresco Il Parnaso di Andrea Appiani, realizzato nel 1811. Quel dipinto, che un tempo decorava la sala da pranzo di una villa, oggi fa da sfondo alla struttura di Cariello: un’intelaiatura quadrata fatta di tubi di alluminio giallo-oro. I materiali moderni conferiscono leggerezza e trasparenza; guardare attraverso questa sorta di “voliera” contemporanea invita a compiere un giro completo, fisico e mentale, attorno agli elementi simbolici che compongono l’opera.

Gli spazi aperti della struttura permettono di osservare questo “gazebo” moderno con un equilibrio dimensionale studiato nei minimi dettagli. Le misure non sono casuali: nascono da uno studio approfondito che vuole richiamare la circolarità del Parnaso, luogo mitico e fonte di ispirazione poetica. L’installazione si radica nel presente senza perdere il contatto con la storia e la tradizione artistica, creando un ponte tra passato e contemporaneità.

Simboli circolari tra tempo e spazio

Al centro e sulle pareti interne della struttura trovano posto tre elementi chiave: tre coppie di calendari circolari e un globo di carta. I calendari, chiamati Calendario Vento e Calendario Luce , ruotano insieme seguendo gli assi verticali e orizzontali della struttura. Questa rotazione continua scandisce il tempo con un ritmo che sembra non fermarsi mai, trasmettendo allo spettatore una sensazione di movimento perpetuo, un ciclo che si rinnova costantemente.

Il Globo Mediatore , fatto di sottili centine di legno avvolte da carta, aggiunge una dimensione simbolica che rimanda all’architettura dell’universo. Inserito nel dialogo con gli altri elementi, richiama le orbite curve e la delicatezza dell’artigianato, arricchendo il senso complessivo dell’installazione.

Le luci giocano con le tonalità dorate della struttura e degli oggetti, amplificando un senso di trascendenza senza perdere la connessione con il presente. Le differenze e le somiglianze di colore creano un’armonia visiva che parla sia dell’eterno che del terreno, ma anche di una vibrazione che sfugge a queste due dimensioni.

Tra danza e ordine cosmico: la tensione del movimento

Questa installazione non è solo da guardare in modo statico, ma suggerisce un movimento, una coreografia invisibile. Le rotazioni diverse dei calendari, insieme a dettagli come una nappa pendente volutamente fuori scala rispetto al globo, introducono pause e variazioni che spezzano e modellano il ritmo. Questi contrasti creano una tensione dinamica che coinvolge chi si muove nello spazio, spingendolo a interagire con l’opera in modo attivo.

L’artista richiama anche la descrizione circolare dello scudo di Achille, citando una nota storica di Gioachino Chiarini. In questo senso, l’installazione si trasforma in una danza cosmica che abbraccia il caos primordiale, ma contiene già l’ordine nascente, il principio di un’architettura universale. Musica, pittura, scultura e architettura si intrecciano e si muovono insieme nel tempo, un tempo complesso e stratificato che Cariello definisce “il tempo dei mortali e degli immortali”, dove ritorno e destinazione convivono come coordinate.

In questo quadro, l’opera non si limita a richiamare simboli antichi, ma li trasforma, li rende nuovi, giocosi e ironici senza perdere la loro gravità formale. È un invito a riflettere su come memoria, materia e tempo si intreccino, mostrando la circolarità come un principio vivo e fluido che ricostruisce la realtà qui e ora, all’interno della GAM di Milano.

Redazione

Recent Posts

Addestrare l’intelligenza artificiale costa milioni di libri distrutti: il caso Project Panama di Anthropic

Milioni di libri distrutti per addestrare un’intelligenza artificiale. Non è il titolo di un romanzo…

29 minuti ago

Isole segrete dell’Egeo: alla scoperta del patrimonio archeologico e museale nascosto della Grecia

Nel cuore dell’Egeo, dove le rotte del turismo raramente si spingono, le isole di Samos,…

15 ore ago

Pompei Rivive il Canone di Policleto: Nuova Ricostruzione in Bronzo del Capolavoro Greco

A Pompei, il Canone di Policleto torna a farsi vedere, ma non come prima. Per…

15 ore ago

Il buon male di Samanta Schweblin: il libro che sconvolge l’ordinario in 150 pagine

Immagina il terreno che si spacca sotto i tuoi piedi, ti sfida Samanta Schweblin nel…

17 ore ago

Marzabotto, scoperto pozzo rituale etrusco con bronzi e scheletri nel santuario di Uni: una straordinaria scoperta archeologica

A Marzabotto, sotto il silenzio di secoli, è riaffiorato un pozzo rituale etrusco che ha…

19 ore ago

Emma Shapiro sfida Meta: la censura dei capezzoli su Instagram tra arte e diritti digitali

Emma Shapiro non è una persona qualunque. Artista, giornalista e attivista, vive in Spagna ma…

19 ore ago