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Call per artisti e architetti under 35: crea la nuova opera per il Gazometro di Roma entro luglio 2026

Nel cuore pulsante dell’Ostiense, il vecchio Gazometro si prepara a una rivoluzione artistica. Non è una semplice decorazione: è un invito diretto, rivolto a chi ha meno di 35 anni, artisti e architetti pronti a scrivere una nuova pagina nella storia di questo gigante industriale. Il tempo per partecipare c’è, fino al 2026. Un’occasione rara per mescolare memoria e futuro, trasformando un simbolo del passato in un laboratorio di innovazione urbana. Roma guarda avanti, e lo fa attraverso le mani e le menti dei giovani creativi.

Gazometro, da fabbrica a laboratorio urbano

Il Gazometro è stato per decenni simbolo dell’industria del gas a Roma. Oggi invece è diventato uno spazio vivo, dove si intrecciano ricerca, tecnologia e memoria storica. Dal 2024 ospita ROAD – Rome Advanced District, un centro nato dalla collaborazione tra big come Eni, Acea e Gruppo FS, con lo scopo di promuovere sviluppo urbano sostenibile e tecnologie innovative.

Questo passaggio dall’industria tradizionale a un polo sperimentale è terreno fertile per un intervento artistico che sappia raccontare le tante anime del luogo. L’opera che nascerà dovrà inserirsi con creatività e rispetto in questo contesto stratificato, diventando un nuovo punto di riferimento nell’Ostiense. Il Gazometro non è solo una struttura metallica, ma un simbolo di come Roma cambia, un crocevia fra passato e futuro.

Come partecipare alla call: cosa serve e chi può candidarsi

La call for ideas è aperta a giovani artisti e architetti italiani sotto i 35 anni, da soli o in gruppo. L’obiettivo è proporre progetti per un’installazione, un padiglione o un monumento da collocare nell’area di ROAD al Gazometro. C’è tempo fino al 31 luglio 2026 per inviare le proposte, così da poter lavorare con calma a idee originali e ben strutturate.

Chi partecipa deve pensare a un’opera che parli direttamente con il luogo, la sua storia industriale e il ruolo attuale di centro per la ricerca e l’innovazione sostenibile. La sfida è dare vita a un intervento capace di aprire nuove interpretazioni e riflessioni sul tessuto urbano, seguendo l’idea che l’arte aiuta a trasformare le città, creando simboli e spazi condivisi.

Le proposte saranno valutate da una giuria composta da esperti di Spazio Taverna, ROAD, Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e MAXXI Architettura. I criteri principali saranno la qualità del progetto, l’integrazione con il contesto e l’impatto culturale. Il vincitore riceverà un premio di 3mila euro. La partecipazione è gratuita e le candidature vanno presentate tramite il form sul sito di Spazio Taverna. L’esito sarà annunciato a settembre 2026.

Promotori e il valore culturale della sfida

La call è promossa da Spazio Taverna, studio curatoriale romano fondato da Marco Bassan e Ludovico Pratesi, che lavora sul rapporto tra arte, patrimonio e trasformazioni sociali. Progetti come Genius Loci e ArtxSociety testimoniano il loro impegno nel costruire legami tra artisti, imprese e territori. Il loro coinvolgimento garantisce un approccio attento alla rigenerazione urbana attraverso l’arte.

Accanto a Spazio Taverna c’è ROAD, il principale centro romano dedicato all’innovazione sostenibile. ROAD nasce per promuovere collaborazione tra pubblico e privato su temi come decarbonizzazione, economia circolare e smart city. Il Gazometro è diventato il loro laboratorio permanente per sperimentare idee e soluzioni che modellino il futuro di Roma. Questa call unisce arte e tecnologia in un contesto dinamico e in continua evoluzione.

La sfida è ambiziosa: mettere insieme giovani creativi, storia industriale, sostenibilità e rigenerazione urbana. L’opera che nascerà non sarà solo un progetto artistico, ma un vero e proprio manifesto delle trasformazioni culturali e sociali che Roma sta vivendo nel 2024. Ascoltare questo dialogo tra passato e futuro è fondamentale per capire come la città cambia e quale ruolo può giocare l’arte in questo percorso.

Redazione

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