
Il Porto Antico di Genova si trasforma, come ogni anno, in un caleidoscopio di suoni e colori. Dal 13 giugno, con un’anteprima, fino al 24, il Suq Festival torna a far vibrare la città con teatro, musica e incontri che sfidano le barriere culturali. Il grande tendone in Piazza delle Feste, decorato da Luca Antonucci, accoglie chiunque voglia immergersi in un viaggio fatto di lingue diverse e sapori lontani. Carla Peirolero e Bintou Ouattara, alla guida artistica del festival, lanciano un invito potente: attraversare i confini, non solo geografici, ma anche quelli delle nostre percezioni. Storie da ogni angolo del mondo si intrecciano qui, pronte a farci guardare oltre.
Teatro, danza e musica: storie di migrazione e radici che si intrecciano
Il teatro resta il cuore pulsante del Suq Festival, con dieci spettacoli che raccontano viaggi, memorie e cambiamenti. Tra questi, tre prime nazionali portano sul palco racconti e linguaggi diversi. Iran, Libano, Marocco, Algeria e Brasile non sono solo luoghi sulla mappa, ma si animano nelle esperienze personali degli artisti. La compagnia libanese di Bassam Abou Diab mette in scena, con danza e narrazione, come il corpo vive la minaccia della guerra. C’è anche una performance in lingua dei segni, che abbatte le barriere tra udenti e non udenti, celebrando la sordità come identità culturale.
Molti spettacoli mescolano recitazione, musica e movimento. In “Ceci n’est pas Omar”, la drammaturgia fisica racconta il confronto di un giovane italo-algerino con le proprie radici e il peso della famiglia. “Dk Radio – Funeral Party” usa clownerie e surreale per rompere gli schemi del teatro tradizionale, mentre “Si son fatte le due” punta sul grottesco e il nonsense per mettere a fuoco le contraddizioni del presente, partendo dall’esperienza femminile.
Musica dal mondo e sostenibilità: il festival che guarda avanti
La musica fa da colonna sonora a ogni giornata del festival, con proposte che attraversano continenti e generi. Il 14 giugno il gruppo francese Bal o Gadjo porta groove e polifonie intense. Dal Senegal arriva Oumy, rapper e cantante del Sahel, che il 17 giugno incanterà il pubblico con la sua voce e il suo impegno da attivista. Dal Mozambico, la giovane cantautrice Osvalda Nhacune, con una voce che ricorda Miriam Makeba. E sul fronte locale, il quartetto ligure Alter Echo mescola armonie barocche e rock contemporaneo.
Il 21 giugno, per la Festa della Musica, tocca a La Nuova Zena, una comunità musicale che dà spazio alle seconde generazioni, ispirate da tradizioni diverse. Oltre ai concerti, il festival propone incontri e workshop dedicati alla cultura e all’identità.
Non manca un’attenzione concreta all’ambiente: sotto il marchio EcoSuq, il festival è #plasticfree e organizza laboratori su biodiversità e raccolta differenziata, campagne contro gli sprechi e attività per coinvolgere i più piccoli. C’è anche una raccolta di occhiali usati, per sostenere un progetto di inclusione visiva promosso dall’Occhialeria Sociale.
Sapori da tutto il mondo: show cooking e laboratori per grandi e bambini
Il Suq Festival è anche un viaggio nei sapori. Tra gli appuntamenti più attesi, gli show cooking dedicati alla cucina iraniana, con un occhio di riguardo alla pasticceria dello chef Kumalé. Non mancherà un laboratorio speciale per preparare le empanadas, piatto tipico del Perù, grazie a Mi Rico Perù.
Per i più piccoli, il laboratorio “In viaggio tra spezie e racconti” offre la possibilità di creare la propria miscela di aromi, accompagnata da storie e tradizioni legate alle spezie. A questo si aggiunge il gioco sensoriale Partecipastory, realizzato con l’Università di Genova, che invita a un contatto diretto con il mondo vegetale.
Libri e riflessioni su migrazioni, identità e attualità
Il festival si arricchisce con incontri con autori e dibattiti su temi sociali e politici, sempre in linea con lo spirito del Suq. Si parte con un omaggio a Goffredo Fofi, critico e intellettuale recentemente scomparso, ricordato per il suo legame con il festival e il suo contributo culturale.
Tra gli ospiti, Loris De Filippi il 15 giugno presenta “E ancora chiediamo perdono”, un racconto diretto da Gaza sull’assistenza sanitaria in tempo di guerra. Il 18 giugno Marco Aime parlerà di Thomas Sankara, figura chiave della storia africana recente. Il 19 giugno Maria Pace Ottieri, con “La prima volta che siamo stati bianchi”, esplora il dialogo tra Africa ed Europa attraverso la religione Vudù in Benin.
Gli appuntamenti di EcoSuq chiudono il cerchio con temi green, dalla città a misura di bambino alle campagne contro la pubblicità fossile, passando per consigli pratici da adottare in famiglia e nella comunità.
Il Suq Festival 2024 si conferma così uno spazio vivo di scambio e confronto: un invito a superare barriere e confini attraverso la cultura. Per dieci giorni, Genova e il suo Porto Antico diventano casa di voci e storie che arrivano da lontano, pronte a incontrarsi e raccontarsi.



