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Fondazione OELLE e Artissima a Catania: il Mediterraneo come crocevia dell’arte contemporanea

Redazione 22 Maggio 2026

Il Mediterraneo, con le sue coste che abbracciano civiltà millenarie, continua a raccontare storie di incontri e scambi. A Catania, venerdì 22 maggio alle 18:30, il Palazzo della Cultura si trasforma in un crocevia di voci e visioni con Echoes of Practice, intersezioni mediterranee. Non un banale confronto, ma un laboratorio vivo, dove la Sicilia dialoga con l’arte contemporanea. Qui, artisti, territorio e istituzioni si intrecciano, gettando ponti culturali nuovi e sorprendenti.

Premio OELLE, il ponte tra la Sicilia e il mondo dell’arte

Al centro dell’evento c’è il Premio OELLE – Mediterraneo Antico, un riconoscimento che ogni anno premia un artista scelto durante Artissima, la fiera internazionale di Torino dedicata all’arte contemporanea. Promosso dalla Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS, il premio è molto più di un trofeo: offre all’artista una residenza in Sicilia, un’immersione completa nella storia, nella società e nelle tradizioni dell’isola. Da questo scambio nascono opere che raccontano la Sicilia in modo nuovo, trasformandola in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.

Luigi Fassi, direttore di Artissima, sottolinea il valore profondo del premio: «Il vero senso di questo riconoscimento sta nel tempo che si costruisce, nelle relazioni che nascono e nei progetti che fioriscono dal confronto con un territorio». Il Premio OELLE diventa così un’esperienza di crescita culturale che arricchisce sia gli artisti sia la comunità che li accoglie.

Residenze d’artista in Sicilia: tradizione e apertura al mondo

Il ruolo delle residenze d’artista nel Mediterraneo sarà uno dei temi chiave dell’incontro a Catania. Spazi come questi, spesso inseriti in contesti ricchi di storia come la Sicilia, permettono di mettere in dialogo passato e presente. Ornella Laneri, presidente della Fondazione OELLE, parla di un valore «politico e formativo» di queste esperienze, soprattutto in territori che ancora oggi vengono visti come periferici nel circuito artistico internazionale. Le residenze sono occasioni preziose per far nascere contaminazioni nuove e aprire porte a giovani creativi siciliani, collegandoli a reti globali.

Con la sua storia millenaria e le sue tradizioni, la Sicilia si conferma un punto di riferimento per pratiche artistiche capaci di interpretare dinamiche sociali complesse. La Fondazione OELLE, con quattro edizioni del premio alle spalle, ha dimostrato di saper far emergere nuove narrazioni visive e forme di espressione che arricchiscono il patrimonio culturale dell’isola.

Voci e volti dell’evento: istituzioni e artisti a confronto

La serata, organizzata con il Comune di Catania, vedrà la partecipazione di importanti figure istituzionali e artistiche. Tra i presenti, Enrico Trantino, sindaco della Città Metropolitana e del Comune di Catania, e Lina Scalisi, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Tra i relatori anche Ornella Laneri, Luigi Fassi e Cesare Biasini Selvaggi, direttore editoriale di exibart. A portare la loro esperienza sul campo saranno Caroline Ricca Lee e Thomias Radin, vincitori del Premio OELLE rispettivamente nel 2023 e nel 2025.

Gli artisti racconteranno i loro percorsi e come l’esperienza siciliana abbia influenzato il loro lavoro, spingendoli verso nuove sperimentazioni. Le loro testimonianze saranno il cuore pulsante di Echoes of Practice, dimostrando come il confronto con la Sicilia possa diventare un vero motore per le pratiche artistiche contemporanee e per la crescita personale.

Non si tratta solo di un premio o di residenze: l’incontro accende i riflettori sul Mediterraneo come spazio vivo di scambio e produzione culturale nel 2024. In un momento di incertezze globali, la Sicilia si conferma un palcoscenico privilegiato per osservare l’incrocio tra arte, società e territorio.

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