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La sedia con le pesche di Matisse battuta all’asta a New York per 48,4 milioni di dollari, record storico

Redazione 20 Maggio 2026

A New York, una sedia decorata con pesche ha stracciato ogni aspettativa. La Chaise lorraine di Henri Matisse, nascosta per decenni in una collezione privata, è volata a 48,4 milioni di dollari durante un’asta notturna. Le offerte si sono susseguite senza sosta, trasformando un semplice oggetto di legno in un capolavoro da record. Sotheby’s ha visto così uno dei suoi momenti più brillanti, con incanti che hanno superato i cento milioni, attirando l’attenzione di appassionati e collezionisti da tutto il mondo.

La Chaise Lorraine: un oggetto semplice che racconta una svolta artistica

La sedia di Matisse non è un quadro nel senso tradizionale. La sua apparente semplicità inganna: un telaio di legno e un tessuto dipinto con pesche si trasformano in un’indagine profonda sulla forma e sul colore. Il pezzo arriva dalla collezione Barbier Mueller ed è rimasto nascosto al mercato per quasi un secolo. Nel catalogo d’asta si sottolinea come questa sedia “racchiuda la chiave per capire la pittura di Matisse”, proprio per il modo in cui l’artista trasforma oggetti di uso quotidiano in un’esplorazione radicale.

La battaglia tra offerenti è durata più di dieci minuti, con quattro partecipanti che si sono sfidati fino all’ultima telefonata. A chiudere la vendita è stato Francis Asquith, esperto senior di Sotheby’s per l’arte impressionista e moderna. L’opera ha superato di gran lunga le aspettative, fermandosi a 48,4 milioni di dollari, quasi il doppio della stima minima.

Questo prezzo è il secondo più alto mai raggiunto da un’opera di Matisse in asta pubblica. Nel complesso, la vendita ha avuto un tasso di venduto del 98%, segno di un mercato solido e vivace.

I grandi protagonisti della serata: nomi e opere di storia

La vendita non si è fermata a La Chaise lorraine. Tra i lotti principali spiccava Arlequin di Pablo Picasso, venduto a 42,6 milioni di dollari. Proveniente dalla collezione di Adele ed Enrico Donati, questo capolavoro del 1909 ha una storia importante: fu acquistato originariamente da Daniel-Henry Kahnweiler, il celebre mercante di Picasso.

Un altro momento di rilievo è stata la vendita di La Moisson en Provence di Vincent Van Gogh, che ha raggiunto i 29,4 milioni. È il secondo prezzo più alto mai pagato per un’opera su carta del pittore olandese, confermando la tenuta del mercato delle sue opere grafiche e dei disegni.

Non è passato inosservato nemmeno un lavoro senza titolo di Mark Rothko del 1959, venduto per 9,3 milioni di dollari. È il prezzo più alto mai registrato per un’opera su carta di queste dimensioni dell’artista. Rothko, reduce da altri record recenti, continua a rafforzare la sua posizione nel mercato dell’arte moderna.

Aste combattute e collezionismo globale: Giacometti e Matisse confermano il loro valore

Tra i momenti più caldi dell’asta c’è stata anche la vendita di La Clairière di Alberto Giacometti, aggiudicata a 23,1 milioni. Tre offerenti si sono contesi l’opera per cinque minuti di rilanci serrati. Giacometti resta un punto fermo per i collezionisti, con prezzi che confermano il suo ruolo centrale nell’arte del Novecento.

L’asta si è chiusa con un altro lavoro di Matisse, La Séance du matin, aggiudicato per 20 milioni a un collezionista asiatico, a conferma del valore internazionale e della domanda costante per l’artista francese.

A tenere alta l’attenzione, nelle prossime settimane, ci sarà la Lewis Collection, un’altra raccolta di grande rilievo che debutterà a giugno sulle piazze londinesi. Un appuntamento che promette di proseguire questa ondata di vivacità nel mercato dell’arte moderna e contemporanea.

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