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VOKIANA a Roma: Mostra HARVEST alla CONTART Gallery per Roma Art Week 2026

Redazione 23 Aprile 2026

Il 22 aprile, Roma ha scelto di celebrare la Giornata mondiale della Terra con un evento che va oltre la semplice esposizione artistica. Alla Contart Gallery, nel cuore pulsante della città, si è accesa una mostra che parla di radici profonde, di conflitti che lacerano territori e di una speranza che resiste. Natalia Voronkina, conosciuta come VOKIANA, artista ucraina trasferitasi nella capitale, ha portato “One Square Kilometre”: un’installazione potente, figlia del progetto HARVEST. Qui l’arte non si limita a guardare, ma grida — denuncia la guerra, celebra la terra, invita a riflettere sul legame fragile e indissolubile tra uomo e natura.

Roma Art Week e RAW for Peace: arte e impegno in prima linea

Dal 22 al 26 aprile 2026 Roma si è trasformata in un palcoscenico dove arte e impegno civico si sono intrecciati. La mostra di VOKIANA è stata parte di RAW for Peace, iniziativa dentro la Roma Art Week dedicata a riflettere su pace e convivenza. Il 24 aprile, artisti e pubblico si sono confrontati in un dibattito serrato sugli effetti della guerra e sulle responsabilità culturali di ogni gesto creativo. RAW for Peace si è rivelata così una piattaforma aperta, dove l’arte ha parlato di pace e solidarietà, sottolineando l’urgenza di una responsabilità condivisa.

Non è un caso che “One Square Kilometre” sia stata ospitata in questo contesto. L’opera di VOKIANA si inserisce perfettamente nel tema, rappresentando un paesaggio agricolo che è insieme simbolo e vittima. La partecipazione a Roma Art Week, evento capace di mobilitare l’intera città, ha dato più forza al messaggio, trasformando la mostra da semplice esposizione a esperienza di sensibilizzazione e partecipazione diretta.

HARVEST: un racconto forte sul rapporto tra uomo e terra

HARVEST non è solo una mostra, ma un viaggio urgente nel rapporto tra uomo e suolo. Con un percorso maturato in dieci anni tra vari paesi, VOKIANA ha creato una serie di opere che mettono al centro la terra coltivata: fonte di vita, ma anche teatro di violenze e sfide. Il progetto mette in luce quanto il controllo e la salvaguardia del territorio siano vitali per le comunità e come la guerra spezzi questo equilibrio fragile.

Attraverso foto, sculture e video, HARVEST racconta una storia a più voci, che mostra non solo la bellezza del paesaggio agricolo, ma anche la sua vulnerabilità. In particolare, si sofferma sulla tragedia dei campi minati in Ucraina, uno dei punti più drammatici del conflitto, con effetti che superano i confini nazionali e toccano aspetti umanitari e ambientali. L’arte qui diventa strumento di consapevolezza e coinvolgimento emotivo, trasformando chi guarda in testimone e protagonista.

Il grano, simbolo ricorrente nel lavoro di VOKIANA, diventa metafora di vita, crescita e continuità. La nuova serie prevista per ottobre approfondirà questi temi, confermando la volontà dell’artista di intrecciare storia, natura e umanità in una narrazione intensa e coinvolgente.

Video arte e narrazione della crisi ucraina

Tra i momenti più forti della mostra “One Square Kilometre” c’è l’installazione video che esplora la complessità della guerra in Ucraina, con un focus sulle terre agricole minate. Qui il linguaggio è semplice e diretto, senza fronzoli estetici, per lasciare spazio alla forza delle immagini e alla loro capacità documentaria. Lo spettatore si trova così a confrontarsi con la drammaticità della situazione, tra danni ambientali e sofferenze delle comunità.

La scelta del video mostra l’attenzione di VOKIANA verso forme espressive moderne capaci di suscitare una risposta emotiva immediata. L’installazione non si limita a raccontare, ma interpella, svelando un territorio che è insieme risorsa agricola e spazio devastato dalla violenza. Il contrasto tra bellezza e distruzione è il cuore della riflessione, che spinge il pubblico a pensare alle conseguenze a lungo termine del conflitto.

Questa parte della mostra dimostra come l’arte di VOKIANA non sia solo estetica, ma si apra a un impegno civile urgente, trasformandosi in testimonianza viva della realtà attuale. La video arte diventa così strumento di denuncia e occasione per un dibattito necessario su pace e ricostruzione.

VOKIANA: un’artista tra identità, resistenza e natura

Natalia Voronkina, nata nel 1991, ha costruito la sua carriera attraversando culture diverse. Roma è oggi la sua casa, ma gli ultimi dieci anni l’hanno vista confrontarsi con ambienti e tradizioni variegate, da cui ha tratto spunti essenziali per la sua ricerca. La guerra in Ucraina ha segnato una svolta profonda nel suo lavoro, portando a una nuova urgenza espressiva e a un interesse forte per le conseguenze sociali e ambientali del conflitto.

La serie HARVEST segna questo passaggio, con un’attenzione particolare al paesaggio agricolo, protagonista non solo per il suo ruolo produttivo, ma anche per il valore simbolico e il legame con le comunità. L’arte di VOKIANA indaga memoria, identità collettiva e conseguenze del conflitto a livello globale, intrecciando storia recente e temi universali.

La sua poetica si basa sul rapporto tra uomo e natura, mettendo in luce i danni causati in tempo di guerra, ma anche la possibilità di resistenza e rinascita. Ogni opera porta con sé tensioni emotive e riflessioni etiche, aprendo un dialogo tra passato, presente e futuro.

Con un racconto ricco di simboli e memorie, VOKIANA si conferma figura di rilievo nella diaspora ucraina a Roma. Usa l’arte come strumento di consapevolezza e azione, capace di richiamare l’attenzione sulla fragilità dei territori e sull’importanza di una protezione condivisa.

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