
Nel 2023, una delle sue tele più iconiche è stata battuta all’asta per cifre da capogiro, confermando quanto David Hockney continui a dominare il mercato dell’arte anche dopo la sua scomparsa. L’artista britannico, morto a 88 anni, non è stato solo un pittore: ha sfidato ogni confine tra tecnica e linguaggio visivo, passando con disinvoltura dal disegno alla fotografia, fino alla grafica digitale. Le sue piscine di Los Angeles, illuminate da una luce quasi irreale, i ritratti intensi e spesso raddoppiati di amici e familiari, raccontano un mondo che ha lasciato un’impronta indelebile sulla cultura contemporanea. La recente retrospettiva parigina alla Fondation Louis Vuitton ha richiamato folle di appassionati e critici, confermando che il fascino di Hockney è tutt’altro che tramontato. Dietro quei record d’asta c’è molto più del semplice mercato: c’è la testimonianza di un genio capace di reinventarsi e di parlare a più generazioni.
“Portrait of an Artist ”: il capolavoro che parla d’amore e distanza
Il dipinto “Portrait of an Artist ” del 1972 è senza dubbio l’apice della produzione di Hockney e il suo record più alto all’asta. Le sue dimensioni imponenti – 224,5 x 305 cm – lo rendono un’opera scenica che ha trovato casa nelle cronache di Christie’s a New York, dove il 15 novembre 2018 è stato battuto per 90,3 milioni di dollari. Il soggetto nasce da due fotografie sovrapposte per caso: una figura immersa nell’acqua, l’altra che la osserva. Da questo semplice incontro visivo, Hockney costruisce un dipinto che esplora il rapporto tra le due persone, separate come da un muro d’acqua. Ma quella piscina non è solo un motivo estetico: diventa una riflessione sulla fine di un amore, giocando con riflessi e luci sulla superficie liquida. Le piscine di Hockney, lontane dalla superficialità, si trasformano qui in uno strumento per indagare il tempo, la memoria e la distanza emotiva. Da allora, questa tela è diventata un’icona imprescindibile dell’arte contemporanea.
Henry Geldzahler e Christopher Scott: un ritratto che racconta la New York degli anni ’60
Tra i record di Hockney spicca anche “Henry Geldzahler and Christopher Scott” del 1969, venduto per 37,7 milioni di sterline a Londra nel marzo 2019. Il quadro mostra la coppia in un elegante appartamento di New York, dove dettagli come il divano in velluto rosa emergono con forza accanto ai protagonisti. Henry Geldzahler, noto curatore d’arte e critico, definì questa opera “epocale”, sottolineando come segnasse per Hockney la svolta da artista “moderno” a una strada più personale e originale. La storia del dipinto è legata anche al mondo editoriale e alla scena artistica americana, dalla prima esposizione alla André Emmerich Gallery fino all’acquisizione da parte di collezionisti importanti. Questo ritratto racconta un’intimità autentica, incorniciata dalla vibrante vita culturale di una città in fermento.
Christopher Isherwood e Don Bachardy: la luce californiana tra letteratura e arte
Nel 1968 Hockney dipinge “Christopher Isherwood e Don Bachardy”, venduto poi per 44,3 milioni di dollari a New York. È il primo doppio ritratto dell’artista ancora sul mercato. Qui lo scrittore inglese Isherwood, autore di “A Single Man”, appare accanto al compagno e artista californiano Bachardy, in un momento di tranquilla intimità nella loro casa di Santa Monica, illuminata dalla luce californiana. La composizione richiama l’arte rinascimentale, di cui Hockney era appassionato, ma incorpora anche elementi del minimalismo americano degli anni ’60. Questo quadro è una testimonianza della vita culturale della costa occidentale e delle contaminazioni tra arte e letteratura in quel periodo. È stato uno dei pezzi forti della retrospettiva parigina alla Fondation Louis Vuitton e resta uno dei lavori più significativi, anche dal punto di vista economico.
Nichols Canyon: il paesaggio intimo di Hockney a Los Angeles
“Nichols Canyon”, realizzato nel 1980, racconta una fase particolare della vita di Hockney, come ben descrive Martin Gayford nel libro “A Bigger Message”. Il titolo prende il nome dalla strada tortuosa che portava alla casa dell’artista a Los Angeles, da cui ogni giorno si dirigeva verso il suo studio nella pianura sottostante. Il dipinto narra questo viaggio quotidiano, con forme geometriche e colori intensi che mescolano paesaggio urbano e racconto personale. Venduto nel 2020 per 41 milioni di dollari da Phillips New York, “Nichols Canyon” segna un momento di passaggio e radicamento per l’artista britannico-americano, che trasforma le sue esperienze di viaggio e spazio in un linguaggio pittorico originale. L’opera dimostra come la vita di tutti i giorni possa diventare fonte di ispirazione elevata.
David Hockney lascia un’impronta indelebile nell’arte contemporanea. I suoi quattro record d’asta – dalle piscine iconiche agli spazi domestici, fino ai ritratti di amici celebri – raccontano anche la storia di un secolo di cambiamenti culturali. Nei suoi quadri la luce, gli spazi e i legami umani si trasformano in immagini capaci di catturare l’essenza stessa del tempo in cui ha vissuto.



