
I Bronzi di Riace non sono solo statue, ha esordito Fabrizio Sudano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, mentre si affacciava sulla terrazza con vista sul lo Stretto di Messina. Dopo un anno di incontri serrati e confronto costante, il museo ha finalmente svelato il suo Piano Strategico 2026-2028. Non è solo un elenco di interventi: è un cambio di passo deciso, che vuole uscire dalla logica degli interventi a spot per abbracciare una visione organica, capace di intrecciare cultura e sviluppo del territorio. Qui, dove i Bronzi di Riace sono il cuore pulsante di un patrimonio millenario, si apre una nuova stagione, fatta di ambizione e radici profonde.
Un piano strategico per innovare la gestione dei musei italiani
Oggi, a livello internazionale, sempre più musei adottano piani strategici di medio termine per orientare la gestione e lo sviluppo. Paesi come Regno Unito, Francia e Germania sono all’avanguardia nel diffondere documenti che mettono al centro sostenibilità economica, digitalizzazione e inclusione sociale. Negli Stati Uniti, poi, i musei no profit bilanciano la loro missione culturale con la necessità di mantenere solidità economica, aggiornando costantemente le strategie e rendendole pubbliche.
In Italia, invece, fuori dai grandi poli museali, la pianificazione strategica è meno diffusa. I grandi nomi come gli Uffizi o il Museo Archeologico Nazionale di Napoli hanno da tempo adottato politiche strategiche per rafforzare la loro posizione e attrattività, offrendo modelli di successo. Il Museo di Reggio Calabria si muove su un terreno diverso: il suo piano vuole costruire un’identità internazionale ancora da definire, capace di valorizzare il patrimonio culturale e il territorio, con uno sguardo particolare al Mediterraneo e alla storia della Magna Grecia.
Gli obiettivi del Piano Strategico 2026-2028 del MARC
Il documento, curato dal direttore Fabrizio Sudano e sviluppato con esperti come Ludovico Solima e Massimo Osanna, va oltre la classica idea del museo come semplice custode di reperti. Qui si parla di una gestione integrata, che trasforma il museo in un nodo culturale vivo e partecipato, in grado di creare sinergie con la comunità e di attrarre reti internazionali.
Particolare attenzione è riservata all’inclusione sociale e a forme di partecipazione attiva da parte del pubblico. Il museo non vuole essere solo un luogo da visitare, ma un ecosistema che offre esperienze sia fisiche che digitali, accessibili a tutti. Qualità, innovazione, ricerca e sostenibilità – ambientale, economica e sociale – sono le parole chiave. La trasparenza diventa un pilastro, aprendo la strada a nuove forme di governance culturale basate su un rapporto etico con cittadini e istituzioni.
MARC: un motore culturale e territoriale nel cuore della Calabria e del Mediterraneo
Diversamente dai grandi musei urbani che gestiscono grandi flussi turistici, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si trova a dover costruire una propria identità come punto di riferimento per la Magna Grecia. I Bronzi di Riace sono il simbolo attorno a cui sviluppare progetti e iniziative, coinvolgendo non solo la Calabria, ma anche la sponda dello Stretto di Messina in un sistema di sviluppo culturale integrato.
Il museo punta così a valorizzare non solo i reperti ma anche il contesto geografico, sociale e culturale che lo circonda. L’obiettivo è diventare un motore per il turismo e la cultura, rafforzando il legame con la comunità locale e creando una rete di eventi condivisi. L’accessibilità, anche in chiave digitale, allarga la fruizione e accorcia le distanze tra museo e pubblico, superando le difficoltà legate alle infrastrutture della città.
Le sfide e le attività previste dal Piano Strategico
Sul fronte economico, il MARC deve fare i conti con risorse più limitate rispetto a musei situati in aree più centrali e facilmente raggiungibili. L’autonomia finanziaria ridotta rende fondamentale attrarre finanziamenti e costruire partnership solide. Il piano strategico diventa così un laboratorio per sperimentare modelli sostenibili, capaci di coniugare le esigenze economiche con la missione culturale.
Tra le dieci attività principali, si segnalano il completamento dei lavori legati al PNRR, la creazione di una piattaforma digitale dedicata ai Bronzi di Riace, il nuovo allestimento della Sala Bronzi e una grande mostra sulla Magna Grecia. Non mancano eventi in rete, la pubblicazione di una nuova guida del museo, la rifunzionalizzazione del Roof Garden, il restauro degli stucchi di Terreti, un progetto pilota per il deposito di Locri Epizefiri e il restauro della necropoli di livello E.
Questi obiettivi, con tempi e modalità di monitoraggio ben definiti, garantiscono trasparenza e fanno del piano uno strumento dinamico, condiviso e in costante evoluzione. La strategia mira a trasformare il museo da semplice custode del passato a protagonista attivo dello sviluppo culturale e territoriale, una sfida complessa ma ricca di potenzialità, soprattutto in un contesto che resta periferico rispetto ai circuiti museali tradizionali.
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si propone così come un laboratorio di innovazione e inclusione, dimostrando che anche realtà meno centrali possono diventare motori culturali capaci di incidere sul futuro, con un progetto fondato su competenza, collaborazione e una visione integrata.



