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IPER Festival Roma: come le periferie riscrivono il futuro della città

Redazione 28 Maggio 2026

A Roma, le periferie smettono di essere l’ultimo anello della catena urbana per diventare protagoniste indiscusse di un racconto nuovo. È IPER, il festival nato dal Museo delle Periferie e guidato da Giorgio de Finis, a cambiare il modo di guardare questi spazi spesso dimenticati. Non si tratta di segnalare semplicemente dove finisce il centro, ma di riconoscere una città che pulsa oltre i suoi confini ufficiali. Qui, le periferie non sono vuoti da colmare: sono custodi di storie, memoria e partecipazione. Un palcoscenico dove la periferia smette di essere margine e diventa il cuore pulsante della vita culturale romana.

Super luoghi: il nuovo sguardo sulle periferie romane

Alla sua quinta edizione nel 2024, IPER si fonda sul concetto di “super luogo”, preso in prestito dalla riflessione di Marc Augé per il MAAM . L’obiettivo è trasformare la percezione delle periferie, da spazi marginali a territori complessi e stratificati, carichi di storie e significati sociali. Il festival, intitolato Super Lieux. Periferie: storie e geografie, sottolinea questa visione a più livelli degli spazi urbani.

Diversamente dai tanti progetti di rigenerazione che guardano alle periferie come a zone da sistemare, IPER parte da ciò che già c’è: pratiche, esperienze, identità autonome. Quartieri come il Quadraro, Corviale, Tor Marancia, Ex Snia e il MAAM sono spesso raccontati in modo superficiale o stereotipato. Qui invece il festival mette in luce esperienze culturali, sociali e politiche che mostrano come le periferie possano essere fucine di innovazione e creatività.

IPER dimostra che marginalità non è solo disagio, ma anche possibilità. In una città segnata da speculazione edilizia e disuguaglianze, questi spazi propongono nuove forme di inclusione. Il MAAM è l’esempio più evidente: un’occupazione abitativa diventata simbolo internazionale di riscatto sociale, dove arte e diritto alla casa convivono e si rafforzano a vicenda.

Quadraro: l’arte che si intreccia con la vita di quartiere

Nel cuore del Quadraro Vecchio, uno dei quartieri più antichi di Roma, quest’anno si svolge Überlagerungen, un progetto artistico diffuso curato da SpazioY, attivo nel quartiere da oltre dieci anni. In collaborazione con The Art Society, piattaforma che sostiene giovani artisti under 40, il progetto trasforma strade e spazi in palcoscenici per performance, installazioni e azioni site-specific.

Al centro c’è il concetto tedesco di Überlagerung, che indica la sovrapposizione di tempi, memorie e tracce nello spazio urbano. L’obiettivo è intercettare le molte anime del quartiere, fondendo vita quotidiana e arte, per offrire nuove chiavi di lettura di questo pezzo di città.

Il risultato è un laboratorio vivace e variegato, dove il pubblico può immergersi in percorsi pensati per stimolare riflessioni sul rapporto tra memoria, trasformazione e contemporaneità. Accanto alle opere principali, si svolgono eventi collaterali con la comunità e le associazioni locali, rafforzando il legame tra il festival e la vita del quartiere.

SpazioY, presente nel Quadraro dal 2014, conferma così il suo impegno in un’arte partecipata, che dialoga con la realtà sociale e culturale, costruendo una rete che coinvolge istituzioni, musei e realtà indipendenti.

Ex Snia: una giornata per ambiente e impegno civile

L’area del Lago ex-SNIA, scelta come una delle sedi del festival, diventa un punto di incontro per riflettere su ambiente e comunità. La giornata TUTT* AL LAGO propone un programma ricco di eventi dedicati al rapporto tra periferia e natura, con attenzione alla tutela dell’ambiente e alla resistenza contro lo sfruttamento del territorio.

Tra le iniziative spicca Martyrion di Teresa Antignani, un progetto performativo e fotografico che racconta le ferite ecologiche causate dall’inquinamento e dallo sfruttamento, ma anche le forme di opposizione civile nate in questi luoghi. Immagini e performance diventano così testimonianza di una resistenza fatta di cura e impegno.

La giornata si chiude con una lezione-spettacolo di Andrea Lanini, che unisce teoria, immagini e oggetti scenici per riflettere sul ruolo dell’arte come strumento capace di offrire nuove prospettive sull’ambiente e i simboli del nostro tempo. Le iniziative al Lago ex-SNIA confermano così l’impegno del festival nel coniugare rigenerazione urbana e consapevolezza ecologica, trasformando questi spazi in laboratori di qualità territoriale.

Corviale: il “Serpentone” che si reinventa con la comunità

Corviale, il grande complesso noto come “Serpentone”, spesso criticato per la sua architettura e le sue difficoltà, si conferma protagonista di un percorso di rigenerazione urbana e culturale grazie alle iniziative di IPER.

Il programma punta su contaminazioni culturali e sociali per smontare stereotipi e mostrare Corviale come laboratorio di innovazione. Tra i progetti più rilevanti ci sono Corviale Green KM, che mira a creare spazi verdi e piazze sostenibili, e la riqualificazione della scuola Mazzacurati. Entrambi puntano a restituire funzionalità e bellezza a luoghi fondamentali per la vita della comunità.

Il Laboratorio di Città Corviale, promosso dall’Università Roma Tre, coinvolge studenti e residenti in attività partecipative, studi aperti e sperimentazioni artistiche sull’abitare collaborativo. Le performance e le installazioni nascono per favorire l’incontro e il dialogo, restituendo senso di comunità allo spazio pubblico. Questo modo di leggere il territorio sfida i pregiudizi tradizionali sulle periferie romane.

Il programma include anche concerti, come quelli degli ’A67, e dibattiti pubblici che mettono a confronto Corviale con Scampia, creando un dialogo diretto tra due realtà che condividono esperienze di marginalità e rigenerazione.

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