# Napoli si trasforma sotto il segno di Cecily Brown
Trentaquattro opere — dipinti e disegni — che raccontano un paesaggio in bilico tra fascino antico e turismo di massa. Fino al 19 dicembre, alla Thomas Dane Gallery, si respira un’atmosfera carica di contrasti: tramonti infuocati si mescolano a spiagge affollate, rovine che sembrano sussurrare storie dimenticate. Chi varca la soglia si ritrova in un mondo dove il caos dei visitatori si confonde con la memoria della città, in un gioco instabile di luci e ombre. È un’estate sospesa, fatta di miti antichi e tensioni contemporanee che non si lasciano ignorare.
Cecily Brown e Napoli: un legame profondo
L’attrazione di Brown per Napoli nasce negli anni Novanta, durante una visita prima del suo trasferimento da Londra a New York. Fu la luce calda sul mare, l’energia delle strade e le ombre sovrapposte a catturare la sua attenzione. Quell’incontro ha lasciato un segno che si è fatto strada negli anni, dando vita a diverse mostre e progetti. Nel 2019, sempre alla Thomas Dane Gallery, presentò “We Didn’t Mean to Go to Sea”, una mostra in cui il tema del naufragio si intrecciava con la pittura romantica e il fenomeno migratorio. Nel 2022, il Museo e Real Bosco di Capodimonte espose una grande tela con disegni ispirati all’affresco palermitano “Trionfo della Morte”. Questi appuntamenti anticipano le riflessioni dell’attuale mostra, che indaga il turismo di massa e il suo impatto sui luoghi storici e sulla vita quotidiana.
Tra folla, rovine e conflitti: l’estate nelle tele di Brown
L’opera che dà il titolo alla mostra, “A sunset, a ruin, a crowd, and a battle” , è un olio su lino diviso in due parti, vibrante e in continuo movimento. Sullo sfondo si accumulano figure misteriose e frammenti storici, in un ritmo pittorico che sembra mutare senza sosta. Le immagini emergono e svaniscono sulla tela, come il paesaggio che cambia continuamente. In “Sorrento Sunset” , la scena si sposta su una località balneare moderna, invasa dalla folla estiva. Qui Brown mette a fuoco il contrasto tra il tramonto spettacolare e l’ossessione dei turisti, armati di smartphone, intenti a catturare il momento perfetto. Le pennellate dense e sovrapposte, con arancioni, azzurri e gialli, spezzano la vista, trasformando la vacanza in un groviglio frenetico di socialità. Con “Sea Battle of Naples” , invece, la luce e il panorama del Golfo entrano dalla veranda della galleria, creando un dialogo diretto tra dentro e fuori.
Classici e moderni nello sguardo di Brown
I dipinti più piccoli si concentrano su dettagli apparentemente secondari dell’estate. “Angelina, the waitress at the pizzeria” si confronta con tre lavori dedicati a Pandora, figura mitologica ricca di significati. Questo riferimento apre una riflessione sugli spazi urbani nascosti e sulle atmosfere opulente della Belle Époque. Un altro filo importante è Giorgio de Chirico: nella serie “Untitled ”, piazze e statue metafisiche si popolano di turisti in competizione continua, creando un contrasto ironico tra immobilità e agitazione. La stessa ironia attraversa “Untitled ”, dove spiagge sovraffollate diventano simboli di una folla invasiva e iperconnessa.
Tecniche e sperimentazioni tra disegni e pittura bifrontale
Un altro punto forte della mostra è la sezione dedicata a disegni e incisioni, realizzati con tecniche diverse, dall’acquerello al carboncino. “Tequila Sunrise” e “Tequila Sunset” , nate in collaborazione con Two Palms, combinano colori su carta dipinta a mano per ricreare l’effetto sfumato di cocktail serviti sulle spiagge europee, trasformando dettagli di cultura pop in arte. Un esperimento chiave è “The new lagoon ” , un doppio dipinto su entrambi i lati della tela, firmato da Brown e pensato per essere visto in due modi. Questo lavoro sfida lo spettatore a rivedere la prospettiva tradizionale e a cambiare continuamente punto di vista. La cura per i margini delle tele rivela piccoli dettagli nascosti, invitando a una lettura attenta e mai scontata.
Pittura tra storia e presente: satira e tensione sociale
Nel complesso, la pittura di Cecily Brown si inserisce in un vasto dialogo con la storia dell’arte, da Francis Bacon a Rembrandt, rielaborando motivi diversi con un linguaggio pittorico vibrante e instabile. Le immagini nascono e si disfano, come in una metamorfosi continua. Il quotidiano diventa oggetto di satira, dentro un paesaggio dove la corsa al momento perfetto si trasforma in una gara collettiva che coinvolge tutti. Napoli, con le sue rovine, i turisti e la luce intensa, torna così protagonista di un racconto artistico dove passato e presente si fondono in un tramonto epico e caotico.
