Le città parlano attraverso le sue opere, dicevano di Miquel Navarro, e a Mislata quel linguaggio si è appena fatto più silenzioso. Il 1° novembre 2024, a 81 anni, lo scultore di fama internazionale si è spento nella stessa città che gli ha dato i natali e lo ha visto crescere. Ma il suo lascito va oltre le statue di metallo e cemento che hanno trasformato gli spazi urbani: pochi mesi fa aveva inaugurato la Casa-Taller, non un semplice museo, ma un vero scrigno vivo, dove conservare e far rivivere tutta la sua carriera. Navarro non ha mai smesso di spingere i confini tra materia, forma e spazio, segnando indelebilmente la scultura contemporanea e la comunità che lo ha visto nascere.
Da pittore a scultore: la svolta decisiva
Miquel Navarro nasce nel 1945 a Mislata, alle porte di Valencia. Inizia il suo percorso artistico come pittore, frequentando la Scuola Superiore di Belle Arti di San Carlos dal 1964 al 1968. Ma all’inizio degli anni Settanta lascia progressivamente il pennello per abbracciare con passione la scultura, una scelta che cambia per sempre la sua strada. Pur senza abbandonare del tutto la pittura e la poesia, è nella scultura che trova il modo migliore per esprimersi.
La sua ricerca ruota attorno alla trasformazione dello spazio e al dialogo con materiali diversi: terracotta, ferro, materiali ignifughi. Con pazienza artigianale e soluzioni raffinate, dà vita alle sue “Ciudades” – veri e propri agglomerati architettonici in miniatura. Queste opere rappresentano la città come un organismo vivo, con le sue arterie di strade e i volumi verticali di muri e torri, un’immagine originale e potente che ha segnato tutta la sua produzione.
Dal successo internazionale al legame con l’Italia
Le “Ciudades” di Navarro hanno conquistato il mondo, diventando simboli di una scultura che fonde architettura, materia e riflessione sociale. La sua fama ha varcato i confini spagnoli, toccando città importanti in ogni continente. Nel 2000 la sua partecipazione alla 7ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia è stato uno dei momenti più alti della sua carriera. Le sue forme archetipe sull’isola di San Giorgio Maggiore hanno stupito pubblico e critica, grazie anche al lavoro di Manuel Blanco e al supporto della Generalitat Valenciana e della Fundación Eduardo Capa.
Da allora l’Italia è diventata una tappa fondamentale, con mostre e riconoscimenti che hanno consolidato il suo rapporto con il paese. Le sue opere sono entrate in collezioni prestigiose come il Museo Guggenheim di New York e numerosi altri spazi culturali di rilievo. Anche l’IVAM di Valencia conserva oltre cinquecento sue creazioni, donate dallo stesso artista. La sua arte non è rimasta ancorata solo al territorio natale, ma si è diffusa in un circuito globale, testimoniando la portata e l’influenza della sua opera.
La Casa-Taller di Mislata, un’eredità viva
Nonostante la fama e i numerosi viaggi, Navarro non ha mai spezzato il legame con Mislata. Negli ultimi anni questo legame si è concretizzato nella Casa-Taller, inaugurata nell’estate del 2024. Situata nel cuore della sua città, la Casa-Taller è uno spazio che ospita più di quattrocento delle sue opere. Navarro ha voluto donare gran parte della sua produzione, trasformando questo luogo in un archivio vivo e in un punto di riferimento fondamentale per chi vuole approfondire il suo lavoro.
Non ci sono solo le sculture più note: la Casa-Taller conserva anche materiali meno conosciuti ma ugualmente importanti. Tra questi, una fotografia manipolata di un giovane Miguel Ángel Silvestre prima che diventasse famoso in tv, e piccole opere legate al cinema donate a personaggi come Pedro Almodóvar. Tutto questo dimostra la versatilità di Navarro e la sua capacità di dialogare con mondi artistici diversi, dalla fotografia al cinema. Così la Casa-Taller diventa non solo un luogo di memoria, ma un presidio culturale vivo, capace di attirare un pubblico variegato.
Un’eredità riconosciuta in tutto il mondo
Nel corso della sua vita, Miquel Navarro ha raccolto molti premi, tra cui il prestigioso Premio Nazionale di Arti Plastiche nel 1986. Il valore della sua arte si misura anche nelle grandi mostre che ha tenuto a New York, Parigi, Tokyo e altrove, dove le sue sculture urbane hanno trovato un pubblico internazionale. Navarro ha costruito un linguaggio unico, capace di rivoluzionare la scultura contemporanea unendo sensibilità architettonica e forza materica.
La sua morte a 81 anni chiude un capitolo importante per la scultura spagnola e internazionale. Ma il suo lascito resta vivo nel laboratorio e nelle sue opere, che raccontano città reali e immaginarie, strutture fragili eppure cariche di significato. Il mondo dell’arte perde una voce originale, ma grazie alla Casa-Taller di Mislata la sua visione continuerà a vivere, offrendo a studiosi e appassionati la possibilità di esplorare una produzione ricca e intensa, capace di parlare al presente con forza e passione.
