All’Oval del Lingotto, il brusio delle conversazioni si mescolava al battito dei passi: Artissima 2026 era tornata, più vivace che mai. Il tema scelto, “Fancy: A Flexible, Acrobatic Body”, ha sfidato tutti a uscire dagli schemi, a lasciarsi andare a nuove prospettive — una sorta di invito a muoversi, mentalmente e fisicamente, seguendo l’idea di fantasia di Martha Nussbaum. Centottantatré gallerie, da 35 paesi diversi, hanno riempito gli spazi con proposte che non cercano scorciatoie, ma puntano su sperimentazione e ricerca. Il risultato è stato un ambiente carico di energia, capace di scuotere le certezze e mettere in crisi le regole del mercato dell’arte contemporanea.
Artissima 2026: un ponte tra gallerie, istituzioni e innovazione
La fiera si conferma tappa obbligata per l’arte internazionale, non solo per la quantità e qualità degli espositori, ma soprattutto per la capacità di tessere una rete solida tra fondazioni, musei, partner industriali e operatori del mercato. Questo sistema a più voci si traduce in premi concreti, finanziamenti per la ricerca e acquisizioni che danno slancio a carriere nuove e consolidate. Nove premi ufficiali, che non sono solo riconoscimenti simbolici, ma veri e propri incentivi economici e organizzativi per progetti originali e mostre future. Una rete complessa ma essenziale, che sostiene con decisione il cammino dell’arte contemporanea.
Seletti Wonder Award: l’umanità fragile di Vadim Fishkin
Il Seletti Wonder Award ha fatto il suo debutto premiando “Lighthouse” di Vadim Fishkin, artista rappresentato dalla galleria Gregor Podnar di Vienna. Una lampadina intermittente che simboleggia la fragilità umana in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale. La giuria ha apprezzato come l’opera riesca a riportare al centro la meraviglia e la vulnerabilità dell’esperienza umana. Il premio include un sostegno per la ricerca e la realizzazione di un progetto speciale all’edizione 2027 di Artissima, rinsaldando il legame tra artista e fiera.
Premio illy Present Future: Juliana Frontin tra suono e spazio
Juliana Frontin, artista brasiliana della galleria Yehudi Hollander Pappi di San Paolo, ha conquistato il ventiseiesimo premio illy Present Future, promosso da illycaffè. La sua opera indaga il rapporto tra materia e confini sonori, traducendo suoni in configurazioni spaziali che vanno oltre l’esperienza tradizionale. La giuria internazionale ha sottolineato la forza della sua ricerca, offrendo all’artista una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo durante Artissima 2027. Un passo decisivo per la carriera di Frontin e la sua affermazione nel panorama europeo.
I premi ai protagonisti dell’arte contemporanea: Orlane, Archivorum, Diana Bracco e altri
Tra gli altri riconoscimenti, spicca il Premio Orlane per l’Arte, giunto alla terza edizione, assegnato alla Lehmann Gallery per una proposta incentrata sul tempo e la durata. Stefano Collicelli Cagol, Chris Dercon e Andreja Hribernik, nella giuria, hanno lodato l’alta qualità della presentazione.
Il Premio Archivorum Unwritten ha premiato il duo Ben Stanwix e Xhanti Zwelendaba, rappresentati dalla galleria Reservoir di Cape Town. Con un premio da 20.000 euro, gli artisti realizzeranno una pubblicazione d’artista coordinata da Archivorum, esplorando temi legati a identità e memoria.
La quarta edizione del Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte, promosso da Fondazione Bracco insieme a Fondazione Roberto De Silva e Diana Bracco, ha riconosciuto Martina Simeti, fondatrice della galleria milanese omonima. Il premio da 10.000 euro è stato assegnato per la sua capacità di costruire rapporti solidi con gli artisti e per aver portato in fiera un confronto poetico intenso tra due posizioni artistiche molto diverse.
Mediterraneo antico e nuova residenza per Sofía Salazar Rosales
Il Premio Oelle – Mediterraneo Antico, dedicato a ricerche artistiche dal Sud del mondo, è andato a Sofía Salazar Rosales, rappresentata dalla galleria ChertLüdde di Berlino. Il suo lavoro trasforma materiali in contenitori di storie socio-politiche e rotte di scambio, dialogando con tradizioni e memorie mediterranee. Per lei, una residenza di ricerca in Sicilia, che si concluderà con una mostra alla Fondazione Oelle, un’occasione per intrecciare storia, territorio e contemporaneità.
La fotografia in primo piano con Paz Errázuriz e il Premio Pista 500
Sulla storica rampa della Pinacoteca Agnelli si è materializzato il progetto di Paz Errázuriz, fotografa cilena nata nel 1944 e rappresentata dalla galleria Mor Charpentier. Vincitrice della quarta edizione del Premio Pista 500, realizzerà un’opera site-specific per il billboard permanente del Lingotto. L’installazione, che sarà inaugurata nel 2027, arricchirà gli spazi pubblici torinesi con un lavoro di forte valore storico e sociale.
Premi “Ad occhi chiusi” e Artissima New Entries Fund: sostegno e innovazione
La sesta edizione del Premio “Ad occhi chiusi”, promosso dalla Fondazione Merz, ha incoronato Hu Yun, rappresentato dalla galleria A+ WORKS of ART di Kuala Lumpur, per la qualità e l’originalità delle sue ricerche visive.
Il programma Artissima New Entries Fund, dedicato a sostenere gallerie emergenti, ha premiato tre realtà internazionali: la moldava Lutnița di Chișinău, la polacca WHOISPOLA di Varsavia e la ceca Clauda di Praga. Sono state scelte per l’equilibrio generazionale, la rilettura della tradizione e la qualità delle personali, come nel caso di Tereza Kalousová.
The Curators’ Choice: uno sguardo globale sulle gallerie emergenti
Una novità di questa edizione è stata l’introduzione di The Curators’ Choice, un programma finanziato dalla Fondazione Arte CRT. Un gruppo internazionale di curatori e direttori ha selezionato gallerie emergenti che si sono distinte per rigore e originalità. Tra queste, IMPORT EXPORT, eastcontemporary, Kodlcontemporary, Lehmann Gallery, Marli Matsumoto, Yehudi Hollander-Pappi, Alma Pearl e altre ancora. Un quadro ampio e articolato che fotografa lo stato dell’arte contemporanea, con le sue diverse geografie e tendenze.
Artissima 2026 a Torino ha dunque confermato il suo ruolo di piattaforma fondamentale, capace di accogliere la complessità del presente artistico. Un vero laboratorio dove sperimentazione e dialogo internazionale si intrecciano, offrendo un’offerta culturale ricca e indispensabile per il futuro del settore.
