Quando le luci si accendono sulle strade di Torino, la città cambia volto. Torino Art Week 2026 non è solo un evento, ma un vero e proprio risveglio artistico che invade il centro storico e oltre. Tra gallerie che aprono nuovi spazi espositivi e installazioni luminose capaci di trasformare piazze e vicoli, ogni angolo si anima di creatività. Le proposte, pensate sia per gli addetti ai lavori sia per chi ama l’arte, si spingono fino a Borgo Crimea, raccontando storie che intrecciano temi sociali, ambientali e culturali. Luce Gallery e Febo e Dafne, ad esempio, lanciano uno sguardo profondo dentro paesaggi interiori e connessioni invisibili con la natura. Nel frattempo, Palazzo Madama e l’Accademia Albertina si fanno teatro di riflessioni sulla città stessa, tra passato e futuro, in un dialogo continuo tra arte e trasformazione urbana.
Nel cuore di Torino: Pirazzi, Barlettani e Chechik raccontano l’invisibile
Luce Gallery, nel centro storico, presenta “Basta Giocare”, la personale di Francesco Pirazzi. Le sue opere scavano in dimensioni ambigue, dove la semplicità nasconde stati d’animo complessi. Con una poetica che celebra il mistero come chiave per percepire il mondo, Pirazzi spinge a riscoprire un universo che, pur spesso dato per scontato, conserva la sua enigmatica profondità.
A pochi passi, Febo e Dafne ospita “Invisibile meraviglia. Il disegno nascosto della natura”, curata da Massimo Ghirardini. Qui si incontrano le opere di Massimo Barlettani e Karina Chechik, due sguardi diversi sulla bellezza effimera della natura e il suo disegno nascosto. Tra riflessi di luce e vibrazioni sottili, le immagini raccontano un legame profondo tra esseri viventi e la loro dimensione interiore. Barlettani con i suoi disegni di fiori svela l’invisibile tensione che unisce tutti i viventi, mentre Chechik conduce in un viaggio mentale tra paesaggi dell’anima, dove il cammino diventa esperienza emotiva e meditazione.
Intanto a Largo Montebello, si accende la “Ice Cream Light” di Vanessa Safavi, una installazione luminosa composta da 54 sagome al neon a forma di coni gelato multicolori. L’opera celebra con ironia e leggerezza alcuni stereotipi positivi sull’Italia, tra creatività e gusto, e si inserisce nel programma di Luci d’Artista, che da anni trasforma la città con interventi artistici pensati per tutti.
Videoarte e nuove sedi: il fermento di Vicolo Gaudenzio Ferrari
A Vicolo Gaudenzio Ferrari, la Fondazione Recontemporary propone due mostre che puntano i riflettori sulla videoarte e sulle dinamiche sociali di oggi. “Hikikomori” di Megan Volpe mette in scena il fenomeno giapponese dell’isolamento sociale, creando uno spazio immersivo dove architetture e tubi disegnano un paesaggio mentale. L’opera mostra come protezione e isolamento si confondano attraverso la tecnologia. Accanto, Santiago Sierra presenta un video del 2023 che documenta movimenti imposti dalla polizia durante arresti: le figure diventano sagome anonime per denunciare il potere che si esercita sul corpo e nello spazio pubblico.
Nella stessa zona, la galleria parigina Ciaccia Levi ha aperto la sua nuova sede a Torino, scegliendo l’attico della storica Bottega d’Erasmo in via Gaudenzio Ferrari. Una scelta che rafforza il ruolo della città come punto di incontro nell’arte europea contemporanea.
Lungo via Po, l’Accademia Albertina e Palazzo Madama ampliano la loro proposta. L’Accademia riporta in scena “Stelle danzanti”, un’opera luminosa che rielabora Matisse con tocchi poetici che richiamano Hayao Miyazaki, sottolineando la danza come simbolo di unità. All’interno, il World Press Photo Contest presenta oltre 140 scatti di fotoreporter internazionali, che raccontano con forza i grandi temi dell’anno passato.
Palazzo Madama ospita “Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884-1961”, un’esposizione che indaga come l’arte visiva rifletta i cambiamenti urbani attraverso il corpo umano. Tra moda, arte e trasformazioni sociali, si ripercorrono le grandi esposizioni tra XIX e XX secolo. Continuano poi “Giardini. L’arte di vivere la natura nel Settecento”, con disegni e progetti dedicati all’arte paesaggistica del XVIII secolo, e “Bianco al femminile”, che racconta il rapporto tra il colore bianco, i tessuti e il ruolo delle donne nella storia tessile attraverso sette secoli di opere.
Nel Quadrilatero Romano: de Chirico, Ontani e nuovi sguardi
Nel Quadrilatero Romano, la galleria Mazzoleni presenta “Giorgio de Chirico. Enigma contemporaneo”, una mostra che mette a confronto il maestro della metafisica con altri artisti, tra passato e presente. Nasce così una “metafisica continua”, un dialogo tra opere classiche e sperimentali. Alberto Savinio, Giulio Paolini, Salvo si confrontano con lavori inediti o site-specific di Nunzio, Paolini, Senatore e altri, evocando miti, classicità e trasformazioni.
Vicino a Porta Nuova, tra le Luci d’Artista, spicca “Scia’Mano” di Luigi Ontani, una installazione lenticolare bifacciale che appare come una presenza sciamanica nel Giardino Sambuy. L’opera rende omaggio alla tradizione magica di Torino e si trova proprio davanti alla storica libreria Fogola, evocando un immaginario che unisce memoria e presente della città.
A pochi passi, A Pick Gallery presenta due mostre: “The Gender of Images” di Tonino Lacertosa e “The Insiders” dell’artista cinese SunJing. Lacertosa riflette sul ruolo della memoria e sulla trasformazione delle immagini, partendo da fotografie d’archivio che tornano a vivere sulla tela come echi lontani. SunJing propone un realismo psicologico: i corpi sono paesaggi emotivi attraversati da tensioni e conflitti interiori, lontani dal semplice ritratto, pieni di desideri e inquietudini.
Borgo Crimea e oltre: Flashback Art Fair e iniziative tra memoria e presente
A Borgo Crimea, Flashback Art Fair inaugura la sua 24ª edizione con il tema “IN TIME”. La fiera conferma il suo ruolo di spazio dedicato all’arte contemporanea a Torino, riflettendo sul tempo come dimensione fluida dove passato e presente si intrecciano. Le gallerie propongono opere che interrogano la memoria come materia viva, mettendo in dialogo lavori di epoche diverse.
Tra le novità, “Neverland Gaza” di Alessandro Bulgini evoca un rito immaginario ispirato alla condivisione del tè tra le macerie durante il Ramadan, mentre “Compassione” di Alexander Mostafa Fazari utilizza una coperta termica d’emergenza come base per segni calligrafici tratti da poeti classici arabi. Al Padiglione B si trova “Opera Viva, il Manifesto – Barriera di Milano 2015-2024”, progetto fotografico curato da Bulgini. L’installazione “Unconscious Elevation” di Carl von Pfeil invita il visitatore a un’esperienza sensoriale e meditativa, con un ascensore che conduce a nuovi livelli di percezione.
Sul tetto del Padiglione C, “mater” è una Luce d’Artista firmata Bulgini, dedicata ai nati nell’ex-brefotrofio di Torino oggi gestito dall’Associazione Flashback, un’opera che lega memoria e identità collettiva.
In piazza Bottesini, “Opera Viva, il Manifesto – IN TIME” supera i confini storici confrontando simboli come il Bucintoro dei Savoia e la Global Sumud Flotilla. L’esposizione invita a riflettere sul viaggio e le migrazioni, trasformando la barca a vela da simbolo di potere a strumento di responsabilità condivisa.
Al Museo dell’Automobile, due mostre che guardano avanti
Al MAUTO, il Museo Nazionale dell’Automobile, si inaugurano due mostre nella sede di corso Unità d’Italia. “Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia” riunisce quaranta artisti selezionati da Lorenza Bravetta e Philippe Séclier: immagini e sculture che raccontano come l’automobile abbia influenzato la cultura visiva per più di un secolo.
Nella Project Room, “Full Speed Gerald Laing” celebra il protagonista della Pop Art inglese con opere inedite e un focus sul suo rapporto con velocità, tecnologia e immaginario di massa. Curata da Elena Geuna, la mostra presenta un repertorio intenso e poco conosciuto in Italia, mettendo in luce il ruolo di Laing nell’arte internazionale.
Il museo conferma così il suo posto sulla mappa culturale di Torino, inserendosi nel quadro più ampio della Torino Art Week e proponendo un confronto vivo tra tradizione e innovazione, storia e contemporaneità.
