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Art Basel Qatar 2027: Il Futuro dell’Art World Dopo il Successo di Parigi

Redazione 28 Ottobre 2026

Il mondo dell’arte è in continuo movimento, e chi lo vive sa bene che non ci si può fermare un attimo. Dopo la chiusura anticipata di Art Basel Paris, gli occhi sono già rivolti verso il prossimo grande appuntamento: Art Basel Doha, che tornerà dal 28 al 30 gennaio 2027, con anteprime già il 26 e 27. Ma qui non si tratta solo di una fiera, bensì di un tassello fondamentale di una strategia più ampia. Art Basel sta puntando dritto su una regione in fermento — il cosiddetto MENASA, che abbraccia Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale — con l’obiettivo di creare una rete solida, capace di superare confini geografici e le tradizionali dinamiche degli eventi d’arte. Un progetto che vuole lasciare il segno, più di una semplice esposizione.

Art Basel Qatar 2027: un’occasione per far risplendere la regione MENASA nel mondo

La prossima edizione di Art Basel Qatar si presenta con numeri di rilievo: 82 gallerie da 37 paesi e territori, per un totale di 80 progetti monografici. Si punta a mettere in luce il lavoro di singoli artisti, dando spazio a approfondimenti e ricerche personali piuttosto che a esposizioni generiche. Il modello, già apprezzato nella prima edizione, viene ora perfezionato. Dietro la direzione artistica c’è Wassan Al-Khudhairi, curatrice irachena, affiancata da Vincenzo de Bellis, Chief Artistic Officer e Global Director di Art Basel, nonché Artistic Director di Art Basel Qatar 2027.

Il tema scelto, between / بين , non è solo un titolo, ma un’idea forte: rappresenta lo spazio di passaggio, gli incontri, le relazioni, le possibilità tra la regione MENASA e il resto del mondo. Si indaga come le tendenze globali abbiano influenzato questi territori e, allo stesso tempo, come le pratiche artistiche e i racconti culturali locali abbiano contribuito a plasmare il discorso artistico internazionale. L’obiettivo è mettere in luce la regione non solo come interlocutore, ma come protagonista attivo sulla scena mondiale.

Artisti e gallerie: la varietà che racconta un territorio

La scelta dei partecipanti riflette chiaramente l’attenzione alla scena regionale. Circa metà degli artisti proviene proprio dall’area MENASA. E oltre un terzo delle gallerie è legato a spazi operanti in Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale. Ben 30 gallerie partecipano per la prima volta, segno di un interesse internazionale crescente verso queste realtà, sia emergenti che consolidate.

Tra gli artisti in programma, nomi di spicco come Mohammed Alfaraj, Monira Al Qadiri, Dana Awartani, Ibrahim El-Salahi, Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Hassan Hajjaj, Yazan Khalili, Waqas Khan, Seher Shah, Shahzia Sikander e Vian Sora. Questi creatori saranno presentati sia da gallerie locali sia da realtà internazionali, aprendo un confronto ricco tra diversi sguardi e culture.

Tra le gallerie radicate nella regione ci sono Athr, Green Art Gallery, Lawrie Shabibi, Tabari Art Space, The Third Line, Hafez Gallery, Sfeir-Semler Gallery, Al Markhiya Gallery e Gypsum Gallery, tutte di nuovo presenti a Doha. Sul fronte internazionale non mancano nomi di peso di Art Basel, come Gagosian, David Zwirner, White Cube, Lisson Gallery, Sprüth Magers, neugerriemschneider, Matthew Marks Gallery, Acquavella Galleries e Mendes Wood DM. Dall’Italia, invece, arrivano Galleria Continua, Lia Rumma, Mazzoleni, Franco Noero, Gió Marconi, 193 Gallery, Cardi Gallery, Laveronica Arte Contemporanea, Galleria Lorcan O’Neill e Tornabuoni Art.

Non mancano poi diverse gallerie locali che esordiscono nel circuito Art Basel, tra cui Efie Gallery, Iyad Qanazea, Le LAB Gallery, Alhosh Gallery, Contemporary Art Platform e Dastan Gallery. Un chiaro segnale di apertura del mercato internazionale verso le produzioni locali, con l’obiettivo di costruire una rete di opportunità inclusiva e diffusa.

Collectors Majlis: un programma pensato per rafforzare il sistema artistico locale

Art Basel Qatar 2027 non è solo una fiera. Tra le novità c’è Collectors Majlis, un programma annuale creato per consolidare le relazioni tra collezionisti, gallerie e istituzioni. L’obiettivo è sviluppare il mercato locale e regionale, sostenendo l’intero ecosistema artistico con una serie di iniziative distribuite nel corso dell’anno.

Collectors Majlis partirà nell’ottobre 2026, poco prima dell’apertura ufficiale della fiera. Le attività includeranno masterclass, workshop, incontri su invito riservati agli operatori del settore, esperienze culturali, visite a collezioni private, salon artistici e sessioni pratiche. Il fine è chiaro: mettere in contatto collezionisti locali e internazionali, abbattere le distanze e promuovere un sistema dell’arte vivo e connesso.

Noah Horowitz, CEO di Art Basel, ha definito la fiera di Doha come una piattaforma pensata per durare, con l’obiettivo di far crescere in modo stabile e sostenuto la scena artistica regionale. Per Vincenzo de Bellis la sfida è costruire un evento profondamente legato al contesto locale ma capace di avere un respiro globale, sfruttando la rete internazionale di Art Basel senza perdere l’identità delle comunità e delle culture che rappresenta. A Doha si coltiva dunque un modello che cerca di unire locale e globale, con un equilibrio ambizioso nel panorama mondiale dell’arte.

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