# All’Art Basel Paris 2026, l’energia non manca, anche se la fiera ha chiuso prima del previsto
Le gallerie italiane mostrano un mosaico ricchissimo: dai maestri del dopoguerra alle voci più fresche della scena contemporanea. Ogni stand racconta una storia, un dialogo intenso tra passato e presente. Non solo dipinti e sculture, ma anche installazioni, performance e opere verbo-visive che sorprendono e coinvolgono. L’Italia si conferma protagonista, con artisti di primo piano che richiamano l’attenzione di tutto il mondo dell’arte.
Boetti e la tradizione italiana in mostra di pregio
Tornabuoni Art punta i riflettori su un’opera rara e significativa di Alighiero Boetti, “I mille fiumi più lunghi del mondo”. Due tessuti ricamati del 1975, che anticipano gli iconici arazzi degli anni successivi, oggi conservati in collezioni prestigiose come il MoMA di New York. Questi pezzi raccontano il percorso di Boetti, capace di catturare la complessità del mondo attraverso immagini simboliche e geometriche, anticipando temi che avrebbero segnato l’arte contemporanea. Un’occasione preziosa, vista poco in mostra, per approfondire un capitolo importante della ricerca artistica italiana.
Accanto a Boetti, Cardi Gallery propone un allestimento che mescola storia e innovazione, con opere del dopoguerra e contemporanee. Il loro spazio si trasforma in un punto d’incontro tra epoche diverse, mettendo in relazione nomi come Lucio Fontana e Giorgio de Chirico con artisti internazionali del calibro di Louise Bourgeois e Jean Dubuffet. La mostra costruisce un confronto serrato tra scuole, narrazioni e tecniche, mettendo in luce continuità e rotture nella scena globale.
Modernità e contemporaneità: Giò Marconi e Massimodecarlo in primo piano
Giò Marconi presenta un percorso che attraversa l’avanguardia italiana dagli anni Sessanta a oggi. Opere di Valerio Adami, Enrico Baj e Christo dialogano con capisaldi come Man Ray ed Emilio Tadini, dando vita a una conversazione visiva intensa. Il curatore punta sull’eterogeneità delle esperienze, offrendo un affresco vivace e complesso della modernità che continua a contaminarsi con il presente.
Massimodecarlo segue questa linea con una selezione internazionale e multidisciplinare. Artisti come Carla Accardi e Jim Hodges si incrociano con nuove voci da vari continenti, dimostrando come la scena italiana si inserisca in un contesto globale. Tra le opere spicca il lavoro di Yan Pei-Ming, protagonista anche di una mostra satellite a Rue de Turenne, che amplia lo spazio espositivo parigino.
P420 ed Emanuela Campoli: corpo, linguaggio e identità
La bolognese P420 porta a Parigi un mix di passato e presente, unendo figure storiche come Filippo de Pisis ad artisti contemporanei come Irma Blank e June Crespo. L’esposizione mette in luce diverse forme d’espressione, dalla pittura materica alla scultura fino alla performance, continuando quel dialogo tra storia e sperimentazione tipico delle gallerie italiane emergenti.
Emanuela Campoli accoglie Tomaso Binga, cioè Bianca Pucciarelli Menna, pioniera della poesia verbo-visiva e della performance in Italia. La serie “Polistirolo”, nata negli anni Settanta, trasforma scarti di imballaggi in sculture e composizioni cariche di significato. La scelta di questa artista apre una riflessione su genere e identità, temi centrali per capire l’evoluzione della scena italiana. Accanto a Binga, trovano spazio anche Paulina Peavy, Benni Bosetto e altri, arricchendo il discorso sul corpo e la materia.
Alfonso Artiaco e Galleria Continua, tra multidisciplinarietà e internazionalità
Alfonso Artiaco presenta un gruppo di artisti che spazia tra generazioni e linguaggi diversi. Dal concettuale di Sol LeWitt ai lavori più recenti di Veronica Bisesti e Tursic & Mille, la galleria racconta storie legate ai miti e al valore della tradizione culturale. L’iniziativa “Oh La La!” affronta il tema dei Mythes et Légendes con opere che riflettono sul potere delle narrazioni oggi.
Galleria Continua costruisce un dialogo tra geografie e stili diversi, con nomi come Ai Weiwei, Anish Kapoor, Michelangelo Pistoletto e Adel Abdessemed. La loro proposta sottolinea la dimensione globale dell’arte contemporanea, rinnovando al tempo stesso l’attenzione verso l’arte italiana e bilanciando innovazione e radici storiche.
Gallerie di Bologna, Milano e il fuori fiera
P420 si conferma fiera della sua radice bolognese, con artisti che parlano al presente. Il focus sulle sperimentazioni concettuali e corporee rende lo spazio una tappa obbligata per chi vuole seguire da vicino la scena italiana.
Al booth B49 Alfonso Artiaco copre un ampio spettro di stili, mentre Galleria Raffaella Cortese punta su nomi come Francesco Arena e Monica Bonvicini. Da segnalare anche “Ciel” di Marcello Maloberti, un’installazione alta venti metri su Avenue Winston Churchill che gioca con la percezione dello spettatore e il rapporto tra segno e ambiente.
Collaborazioni e impegno politico nella scena contemporanea
Galleria Franco Noero, con un format collaborativo, presenta un progetto insieme alla tedesca Meyer Riegger. Il dialogo curatoriale mette in luce artisti italiani e internazionali come Pier Paolo Calzolari, Lara Favaretto e Robert Mapplethorpe, costruendo una rete che supera confini e discipline.
FANTA-MLN propone una riflessione su censura e resistenza, con opere di Adelita Husni-Bey e Jonas Staal. Laveronica arte contemporanea affronta invece temi politici e diritti umani con rigore, sottolineando il ruolo dell’arte come strumento di denuncia e consapevolezza.
Gallerie italo-europee e internazionali a Parigi
La presenza italiana si arricchisce grazie a gallerie internazionali con sedi in Italia. Victoria Miro porta a Parigi opere di Yayoi Kusama, tra cui il suggestivo “Life”, mentre Gagosian e Thaddaeus Ropac rafforzano il circuito espositivo con artisti che dialogano con il contesto italiano e globale. Questi spazi creano un ponte tra le città italiane e la capitale francese, confermando il ruolo di primo piano delle gallerie italiane nel circuito mondiale.
Art Basel Paris 2026 ha così mostrato un panorama variegato e vitale, dove storia e attualità si intrecciano senza perdere la propria identità. Le gallerie italiane ribadiscono con forza il loro impegno nella sperimentazione e nella riflessione critica, confermandosi protagoniste nel sistema artistico globale.
