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Rubaiya Qatar 2026: oltre 120 artisti internazionali per la quadriennale d’arte contemporanea a Doha

Redazione 22 Ottobre 2026

Nel novembre 2026, Doha si trasformerà in un grande palcoscenico per l’arte contemporanea.
Rubaiya Qatar, una quadriennale internazionale, porterà in scena oltre 120 artisti provenienti da più di 45 Paesi. Non si tratta di una semplice esposizione: sarà un viaggio che intreccia arte, storia e ambiente. La città si animerà con opere distribuite tra musei, gallerie e spazi pubblici, tutte legate da un tema cruciale: l’acqua. Questa risorsa, essenziale per la vita, diventa qui un filo conduttore che unisce culture diverse e racconta un mondo in rapida trasformazione.

Rubaiya Qatar: nasce una quadriennale per il futuro culturale del Golfo

Il 21 novembre 2026 si accendono i riflettori su Rubaiya Qatar, progetto voluto e promosso da Qatar Museums sotto la guida di Sheikha Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani. L’evento durerà fino al 30 aprile 2027 e coinvolgerà i principali spazi culturali di Doha, tra cui il Museum of Islamic Art, il Mathaf: Arab Museum of Modern Art, la QM Gallery a Katara e la rinnovata sede di ALRIWAQ Arts + Architecture. L’obiettivo è chiaro: portare Doha tra le capitali mondiali dell’arte contemporanea, sfruttando appieno la posizione strategica e la storia del Golfo.

Più di 120 artisti da oltre 45 Paesi affronteranno un tema centrale: l’acqua. Scelta per il suo legame profondo con la tradizione marittima della regione, ma anche per il suo significato universale. La quadriennale non vuole solo mostrare opere, ma proporre una riflessione sull’ecologia globale, sulle vie e gli scambi culturali che l’acqua ha favorito nel tempo. Rubaiya Qatar rilancia l’importanza del Golfo, non come un’area periferica, ma come un crocevia di rotte, scoperte e incontri tra popoli che hanno segnato la storia.

La direzione artistica è affidata a curatori di livello internazionale, mentre ALRIWAQ Arts + Architecture coordinerà l’evento su più sedi, favorendo sinergie tra musei e spazi all’aperto. L’edizione inaugurale si presenta quindi come un laboratorio culturale che unisce arte contemporanea, storia marittima e temi ambientali, spaziando dall’archeologia fino alle nuove tecnologie.

Unruly Waters: la mostra principale racconta la storia globale dell’acqua e le culture del Golfo

Al centro della quadriennale c’è Unruly Waters, ospitata principalmente da ALRIWAQ Arts + Architecture, con estensioni al Museum of Islamic Art e al MIA Park. Il titolo riprende il libro dello storico Sunil Amrith e mette in luce il ruolo dell’acqua come motore di connessioni globali nel corso dei secoli. Gli organizzatori, tra cui Tom Eccles e Ruba Katrib, hanno costruito una narrazione dove correnti oceaniche, monsoni e rotte commerciali diventano chiavi per capire la diffusione di culture, idee e persone.

La mostra presenta oltre 30 nuove commissioni e coinvolge artisti di rilievo come Bani Abidi, Lawrence Abu Hamdan, Sophia Al-Maria, Mohamed Bourouissa e Oscar Murillo. Il percorso espositivo spazia dal cinema alla pittura, dalle performance alle installazioni digitali, includendo anche sperimentazioni con l’intelligenza artificiale. Le opere dialogano con reperti storici, come i materiali ritrovati al largo di Giava nel relitto della nave di Cirebon del X secolo, custoditi da Qatar Museums.

Unruly Waters riscrive la storia delle vie marittime del Golfo, non più confine marginale ma passaggio cruciale di scambi e incontri culturali. L’acqua diventa così uno strumento per osservare la complessità e il cambiamento di queste reti antiche e contemporanee.

Our Common Currents: l’acqua nella vita quotidiana di Doha

In parallelo, il 22 novembre apre alla QM Katara Gallery la mostra Our Common Currents, curata da Lina Patmali. Questa esposizione indaga il valore simbolico e concreto dell’acqua nella vita di tutti i giorni, esplorando il rapporto tra uomo e ambiente. Si concentra sull’uso rituale, agricolo e industriale dell’acqua, toccando temi come l’aridità, la pesca, il nuoto e la desalinizzazione.

Sono 12 artisti internazionali coinvolti, con quattro nuove commissioni affiancate da prestiti da collezioni istituzionali come quella del futuro Art Mill Museum. Tra i lavori più significativi, l’installazione di Taloi Havini, che include un giardino di piante desertiche e mangrovie, e un’opera ambientale del collettivo Latent Community che esplora i paesaggi di confine tra deserto e mare.

Altri lavori mettono in relazione elementi distanti tra loro, come il video di Miguel Fernández de Castro sul rapporto tra cavalli arabi, desalinizzazione e sali marini, o l’installazione digitale e tessile ispirata al lago Balkhash realizzata da Artcom Platform. La mostra vuole raccontare la complessità dell’acqua, radicata nel Golfo ma aperta a temi universali.

Seething Sea: tra arte, fede e ambiente nella tradizione marina del Golfo

Mathaf: Arab Museum of Modern Art ospiterà Seething Sea, che dal 22 novembre approfondisce il legame millenario tra le comunità del Golfo e il mare. Curata da Wadha Al-Aqeedi con il supporto di Loulwah Kutbi, la mostra si ispira a un’immagine marina evocativa del Corano. Il percorso indaga il rapporto tra fede, folklore e arti tradizionali, mettendo in luce le trasformazioni legate a sfide contemporanee come lo sfruttamento intensivo delle risorse, l’inquinamento e i conflitti.

Oltre 50 artisti e più di 80 opere, tra collezione permanente di Mathaf e prestiti internazionali, compongono un racconto che spazia dalla storia al presente, fino a visioni apocalittiche. Tra le novità, una grande installazione monumentale commissionata a Jasem AlSanea. Il progetto affronta il mare come fonte di vita, ma anche come teatro di tensioni ambientali e culturali, con un dialogo tra prospettive spirituali e scientifiche sul futuro.

Arte in città: interventi pubblici e nuove opere urbane a Doha

Rubaiya Qatar va oltre i muri dei musei, coinvolgendo la città e la periferia con diversi interventi pubblici. Al MIA Park tornerà untitled 2025 , progetto site-specific di Rirkrit Tiravanija pensato come luogo di incontro basato sulla condivisione di cibo e idee.

Nel cuore urbano, Jitish Kallat presenterà Here After Here After Here 25°17′33″N 51°32′46″E, una scultura circolare ispirata ai segnali stradali, mentre nuove opere di arte pubblica prenderanno forma negli spazi del futuro Art Mill Museum grazie a Ibrahim Mahama. Tra gli altri interventi, un lavoro di Lubna Chowdhary alle Torri di Barzan, un murale di Minerva Cuevas nella stazione della metropolitana del National Museum of Qatar, un’area gioco firmata da Shaikha Hala Al Khalifa ad Al Khor e una scultura di Nazgol Ansarinia in piazza Al Qubaib.

Questi progetti sottolineano la volontà della quadriennale di intrecciare arte e vita quotidiana, creando una rete di esperienze diffuse e aperte a tutta la comunità.

Oltre 130 protagonisti tra performance, workshop e incontri per tutta la durata della quadriennale

Nei cinque mesi di Rubaiya Qatar, il calendario si arricchirà di un fitto programma pubblico con artisti, curatori, educatori e operatori culturali. Sono più di 130 i protagonisti chiamati a animare eventi di vario genere: incontri con gli artisti, conferenze, spettacoli, workshop, proiezioni e visite guidate, distribuiti tra musei e spazi all’aperto in tutto il Qatar.

La manifestazione punta a rafforzare collaborazioni con istituzioni accademiche internazionali e a promuovere iniziative rivolte alle comunità locali, con l’obiettivo di far diventare l’arte uno strumento di inclusione e dialogo. Un programma che conferma l’impegno di Rubaiya Qatar nel costruire un confronto culturale aperto, stimolante e radicato nel territorio.

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