La sera si fa più fresca, e un aroma dolce e avvolgente invade le strade di Barcellona. È la Castanyada, la festa d’autunno che ogni anno, tra il 31 ottobre e i primi giorni di novembre, trasforma la Catalogna in un grande abbraccio di sapori e tradizioni. Castagne appena arrostite, dolci tipici e risate si mescolano nelle piazze, dove famiglie e visitatori si ritrovano senza fretta, come a voler fermare il tempo. Camminare tra le vie di Girona o Tarragona significa respirare un passato che si fa presente, semplice e caloroso.
Castagne e campane: le radici di una festa popolare
La Castanyada non è solo una scusa per gustare qualche specialità. Le sue origini affondano nel legame con il giorno di Ognissanti, il 1° novembre, una data molto sentita in Catalogna. Si narra che nella notte tra il 31 ottobre e il mattino seguente, le campane delle chiese suonassero senza sosta per ricordare i defunti. Per scaldarsi durante quella veglia lunga e fredda, la gente mangiava castagne appena tolte dal fuoco, calde e nutrienti.
Il simbolo più conosciuto è la castanyera, una figura che ha resistito al passare del tempo: un’anziana signora con abiti scuri, grembiule e fazzoletto in testa, che ancora oggi nelle strade catalane vende castagne fumanti in coni di carta. Non è solo una venditrice, ma la custode di una tradizione che parla di semplicità e calore umano, un gesto che riscalda corpo e anima con l’arrivo dell’inverno.
Tra caldarroste e dolci: il gusto della strada in autunno
Durante la Castanyada, le città si riempiono di profumi intensi che invitano a fermarsi. Le caldarroste, vendute ancora bollenti in coni di carta, scacciano via il freddo delle prime serate. Accanto a loro, spuntano i boniatos, patate dolci dalla polpa morbida, cotte alla brace o al forno, che aggiungono un tocco dolce e originale ai sapori della stagione.
Ma il vero protagonista è il panellet, un dolce tipico catalano fatto con pochi ingredienti: farina di mandorle, zucchero, patata bollita e scorza di limone. I classici panellets sono ricoperti di pinoli tostati, che donano una croccantezza piacevole in contrasto con la morbidezza dell’interno. Dai laboratori artigianali ai banchetti in strada, i pasticceri reinventano la ricetta con varianti al cioccolato, miele, caffè, cocco e mela cotogna, stuzzicando i palati più curiosi.
A completare il quadro, il moscatell: un vino dolce e aromatico, ottenuto da uve Moscato. Un sorso di questo nettare accompagna i dolci e suggella quel legame profondo tra territorio, storia e sapori.
Panellets fatti in casa: la ricetta della tradizione
Preparare i panellets a casa significa portare un pezzo di Catalogna sulla propria tavola. Per una trentina di dolcetti servono 250 grammi di farina di mandorle, 200 grammi di zucchero a velo, 150 grammi di patata bollita e schiacciata, un tuorlo d’uovo per lucidare, scorza di limone grattugiata e 150 grammi di pinoli.
Si parte dalla patata lessata e ben raffreddata, che si mescola a mano con farina di mandorle, zucchero e scorza di limone fino a ottenere un impasto morbido e lavorabile. Dopo aver formato un panetto, lo si mette in frigo per almeno due ore, così diventa più facile da modellare. Poi si preparano tante palline grandi come una noce, che si passano nell’albume o nell’acqua per far aderire i pinoli.
Disposte su una teglia coperta di carta forno, le palline vanno spennellate con il tuorlo sbattuto per una doratura uniforme. In forno a 200 °C per una decina di minuti, i panellets escono croccanti fuori e morbidi dentro, pronti per essere gustati subito o conservati qualche giorno.
Così, anno dopo anno, la Castanyada trasforma piazze e strade in un palcoscenico di sapori e tradizioni, unendo passato e presente in un mosaico d’autunno che racconta l’identità e la voglia di stare insieme.
