Nel cuore di Milano, il Museo della Permanente si prepara a trasformarsi in un crocevia di storie e bellezza. Dal 5 all’8 novembre 2026, AMART tornerà con la sua ottava edizione, pronta a catturare l’attenzione di collezionisti e appassionati. Più di sessanta gallerie, italiane e internazionali, porteranno in scena opere che attraversano secoli, mescolando passato e presente con naturalezza sorprendente. Le sale di via Turati, custodi di un pezzo di storia milanese tra Ottocento e dopoguerra, accoglieranno mobili, dipinti, oggetti d’arte e design. Non si tratta solo di esposizione: AMART è un luogo dove il patrimonio si protegge e si valorizza, un ponte tra la memoria e il gusto contemporaneo.
Tradizione e modernità a braccetto nel cuore di Milano
Il Museo della Permanente, nel centro della città, farà da cornice a questa edizione. Costruito alla fine dell’Ottocento e ricostruito dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio si presta perfettamente a ospitare un’esposizione che spazia dal collezionismo classico alle proposte più fresche e innovative. AMART 2026 ha scelto un sottotitolo che parla chiaro: Antiquariato. Un piacere contemporaneo. Un modo per dire che gli oggetti d’arte antica non sono reliquie impolverate, ma presenze vive, capaci di integrarsi negli ambienti di oggi. I visitatori potranno confrontarsi con pezzi che portano con sé memoria e maestria artigiana, ma che sanno ancora farsi apprezzare.
L’evento è ormai un crocevia per collezionisti, galleristi e studiosi. Oltre 60 gallerie da città con grande tradizione artistica come Montecarlo, Parigi e Londra portano proposte che vanno dall’antiquariato classico alle arti decorative, dal modernariato al design. Un mix che parla di qualità e varietà.
Un mercato più selettivo e un pubblico in evoluzione
Il presidente dell’Associazione Antiquari Milanesi, Michele Subert, sottolinea come oggi il mercato antiquario sia più esigente e preparato. «Non si guarda più al mediocre o all’ordinario», spiega. «Si cerca il raro, l’inedito, con qualità impeccabile e provenienza certa». Questa nuova attenzione rinnova l’antiquariato, che non è più solo nostalgia ma si apre con consapevolezza al presente.
Lorenza Salamon, vicepresidente dell’Associazione, evidenzia come AMART riesca a parlare a un pubblico ampio e variegato. Da un lato ci sono i collezionisti di lungo corso, dall’altro i giovani appassionati, attratti dall’eccellenza della manifattura e dalla capacità degli oggetti antichi di dialogare con pezzi più accessibili. Questo incontro tra generazioni riscopre un piacere autentico: quello della ricerca e dell’abbinamento tra epoche diverse e nuove pratiche.
Capolavori e rarità in mostra nel 2026
AMART 2026 mette in vetrina una selezione di pezzi unici, ognuno testimone di epoche e tecniche diverse. Tra i mobili spicca un Secretaire di Giuseppe Maggiolini, raffinato esempio di ebanisteria che unisce dettagli tardobarocchi e neoclassici, proposto dalla galleria Allemandi Fine Art come simbolo di maestria e perfette simmetrie.
Nella pittura, spiccano Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato, con una Madonna col Bambino portata da Altomani & Sons, e Artemisia Gentileschi, con un’opera di Simone Pignoni esposta da Arcuti Fine Art, nota per i suoi colori intensi. BKV Fine Art presenta un ritratto del XVIII secolo, quello di Giulio Gregorio Orsini firmato Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto.
Non manca la scultura con un raro Busto di San Carlo Borromeo in marmo di Ercole Ferrata, protagonista della scultura barocca romana, portato da Botticelli Antichità. Tra gli arredi, spicca una coppia di consolle neoclassiche italiane, probabilmente opera di Ignazio Marchetti, esposte dalla galleria londinese Burzio.
La pittura lombarda del Seicento è rappresentata da una Veduta del Castello Sforzesco selezionata dalla Galleria Carlo Orsi. Tra gli oggetti d’arte decorativa, Gallori Turchi propone una coppia di pistole a pietra focaia del Seicento bresciano, vere rarità per i collezionisti.
Il percorso si chiude con opere del Novecento: l’acquaforte Natura morta con la caffettiera di Giorgio Morandi del 1933, presentata da Salamon Fine Art, mentre le gallerie Giamblanco e Giuseppe Piva espongono rispettivamente una composizione di Francesco Cairo e una rara armatura samurai del periodo Edo, accompagnata da una scultura lignea del XII secolo raffigurante Haira Taisho.
AMART e il restauro che fa vivere la storia
AMART 2026 non è solo esposizione e commercio, ma anche impegno concreto per la tutela del patrimonio culturale. In questa edizione verrà presentato il restauro del Ritratto di Giuseppe Baslini, dipinto da Giuseppe Bertini tra il 1875 e il 1880. Baslini è stato uno dei mercanti d’arte milanesi più influenti dell’Ottocento, figura chiave nella formazione della collezione Poldi Pezzoli.
Il quadro, esposto dal 2024 al Museo Poldi Pezzoli sopra la scala d’ingresso, aveva bisogno di un intervento accurato per riportare alla luce i dettagli e proteggere la superficie. Lo studio Luigi Parma ha condotto analisi con tecniche moderne – riflettografia, luce radente, infrarossi e ultravioletto – per capire come procedere al meglio.
Il restauro ha previsto una pulizia attenta, il consolidamento della pellicola pittorica, la rimozione di vernici ossidate e strati resinosi che offuscavano l’immagine, oltre a una riverniciatura e integrazione delle parti mancanti con tecniche di nebulizzazione. Anche la cornice è stata restaurata seguendo criteri di reversibilità e rispetto della storia dell’opera.
Questo progetto dimostra che AMART non è solo una vetrina di antiquariato, ma un motore di azioni concrete per salvare e valorizzare i tesori artistici di Milano.
