Skip to content
vangoghmultimediaexperience.it

vangoghmultimediaexperience.it

  • News
  • Eventi
  • Storie
  • Itinerari
  • Home
  • 2026
  • Ottobre
  • 15
  • Austin Camilleri a Venezia: le mappe sommerse del Mediterraneo tra arte e naufragi
  • Eventi

Austin Camilleri a Venezia: le mappe sommerse del Mediterraneo tra arte e naufragi

Redazione 15 Ottobre 2026

Blu profondo, quasi ipnotico, che si dilata sulle mappe e dissolve i contorni delle coste. Poi, all’improvviso, spuntano minuscoli punti, come impronte di un viaggio silenzioso. Non sono dettagli lasciati al caso, ma incisioni di piombo, tracce di rotte sommerse nel Mediterraneo. Austin Camilleri, artista maltese nato nel 1972, con la sua serie Ghost Trip cattura esattamente questo: un racconto frammentato dove la geografia si fa memoria. Le carte si trasformano in fondali d’acqua, sospesi tra ciò che si mostra e ciò che si nasconde. È questa materia, quasi viva, il cuore pulsante di CHapl, la mostra in corso a Venezia, alla galleria 10 & zero uno, che scava nel passato attraverso segni, solchi e pressioni, lasciando un ricordo tangibile e inquietante.

Mappe e memoria dei naufragi: quando il Mediterraneo parla in silenzio

È proprio sulle carte geografiche che prende forma il racconto di Camilleri, con una forza che oscilla tra visibilità e invisibilità. Le mappe, da sempre strumenti per orientarsi e controllare, si fanno qui superfici instabili, a metà strada tra mare aperto e fondale. L’inchiostro blu non cancella, ma attenua i contorni, sommergendo i disegni in una sorta di sospensione visiva. I piccoli punti impressi a piombo emergono come segnali indelebili: indicano i luoghi dove sono naufragate imbarcazioni di migranti, trasformando la carta in una testimonianza di presenza e assenza allo stesso tempo.

Ghost Trip non cerca di ricostruire rotte o restituire corpi scomparsi. Piuttosto, localizza la perdita, tenendola visibile e sottraendola all’oblio del mare. Questa doppia tensione mette a fuoco il limite della mappa: capace di orientare ma incapace di ricostruire fino in fondo le storie umane che si celano dietro quei punti. Le tracce di piombo diventano così impronte di memoria, sfide all’oblio che invitano a uno sguardo critico sul confine, politico e geografico, del Mediterraneo.

Passaporto e identità cancellata: il gesto forte di Camilleri

Nella Passport Series, Camilleri trasforma un documento ufficiale in campo d’azione artistico e politico. Sul proprio passaporto interviene coprendo con inchiostro rosso informazioni personali e timbri. Ma la cancellazione è solo parziale: le scritte continuano a intravedersi e sul retro della carta restano le impronte lasciate dalle piccole cartucce di piombo usate anche per incidere le mappe.

Il passaporto perde così la sua funzione originaria: non certifica più un’identità chiara né regola il passaggio dei confini. Diventa invece un luogo dove le informazioni si oscurano, ma le tracce restano, invisibili a un primo sguardo. Questo sovvertimento mette in crisi la lettura amministrativa dell’identità, che si sottrae alle definizioni ufficiali per restare impressa in una dimensione materiale, tattile, resistente alla cancellazione.

A-Riva: potere coloniale e navigazione in un unico corpo

Tra i pezzi chiave della mostra c’è la scultura A-Riva, collocata nella vecchia cella frigorifera della galleria veneziana, uno spazio pensato per conservare e sospendere il movimento. La scultura mette in dialogo la statua della regina Vittoria – ispirata a quella di Republic Square a La Valletta – con la carena di un’imbarcazione. Il volto della sovrana e lo scafo si fondono in un unico corpo di legno di tulipier, incarnando la stretta connessione tra il potere coloniale e i mezzi con cui si è diffuso.

La nave, strumento ambivalente, evoca non solo conquista ed espansione, ma anche lavoro, conflitto, fuga e resistenza. La riflessione si approfondisce se si guarda al concetto di Hydrarchy, elaborato dagli storici Linebaugh e Rediker, che mette a confronto il controllo marittimo dall’alto e le forme di autorganizzazione dei marinai. A-Riva dà forma a questa convivenza: il monumento perde la sua fissità simbolica per condividere la propria natura con un mezzo capace di sottrarsi al dominio e cambiare rotta.

La cella frigorifera amplifica questa ambivalenza, bloccando la nave-simbolo in uno spazio chiuso, sospesa tra immobilità e promessa di un viaggio mai compiuto. Il titolo stesso, A-Riva, evoca un limbo tra arrivo e partenza, una traversata aperta e rimasta incompiuta.

Spazi e memoria: l’allestimento che racconta il passato

Nella sala principale della galleria 10 & zero uno restano visibili i ganci originali dell’ex macelleria, ancora usati per appendere le opere. Questi dettagli architettonici portano con sé una seconda storia, segnando l’uso passato dello spazio senza cancellarlo, ma anzi riattivandolo grazie all’allestimento. Come le carte incise a piombo, anche l’ambiente conserva le impronte del passato, mostrando come ciò che è stato rimane impresso nella materia e nelle superfici.

Lasciare visibili questi elementi sostiene il tema centrale della mostra: il rapporto tra ciò che resiste nel tempo e ciò che viene reinterpretato. In questo scenario, ogni dettaglio – dagli scaffali alla carta incisa – si presta a una nuova lettura, che rifiuta la perdita totale e lascia emergere frammenti di memoria capaci di far riflettere sulle storie raccontate.

Tra visibile e invisibile: la mappa come racconto di relazioni interrotte

Nel testo critico che accompagna la mostra, la curatrice Lucia Longhi richiama il concetto di Songlines delle popolazioni aborigene australiane. Questi percorsi tracciano legami tra territorio, memorie e conoscenze trasmesse oralmente. La mappa diventa così qualcosa di più di un semplice strumento fisico: è un racconto che conserva legami profondi.

Per Camilleri, però, il punto sulla mappa è più inquietante. Non indica solo una rotta o una direzione, ma segna un’interruzione, la frattura di un cammino, la distanza tra l’intenzione di partire e il risultato, spesso tragico. Il blu dell’inchiostro sommerge il paesaggio, creando un velo sommerso sotto cui resta solo la pressione del piombo a rivelare la perdita.

Questo confronto tra mappa e documento, tra superficie leggibile e traccia impressa, mette in luce il confine tra movimento regolato e movimento interrotto. Il passaporto decide chi può attraversare; la mappa racconta le rotte mai completate, dando visibilità a ciò che altrimenti resterebbe invisibile.

Il dialogo tra rosso e blu, tra cancellazione e immersione, tiene aperto il discorso su come si definiscono i confini dell’esistenza riconosciuta o negata, mostrando le contraddizioni di sistemi che stabiliscono chi può muoversi e chi resta ai margini della storia.

—

Così si apre CHapl di Austin Camilleri a Venezia, uno spazio dove carte, passaporti e sculture intrecciano storie di viaggi finiti e poteri sedimentati, restituendo a ogni segno una vita che sfugge all’oblio e invita a riflettere sul passato e sul presente del Mediterraneo.

Continue Reading

Previous: A Palermo l’Officina Creativa che Connette Arte e Design con la Scena Francese
Next: Cutrofiano Rivive con Donato De Donatis, il Fotografo della Vita Segreta del Salento

Related Stories

Palazzo Grassi diventa sede permanente della Collezione Pinault a Venezia dal 2027
  • Eventi

Palazzo Grassi diventa sede permanente della Collezione Pinault a Venezia dal 2027

15 Ottobre 2026
Italo Rondinella a Imola: Viaggio fotografico tra le Odissee e i Naufragi dei Migranti nel Mediterraneo Orientale
  • Eventi

Italo Rondinella a Imola: Viaggio fotografico tra le Odissee e i Naufragi dei Migranti nel Mediterraneo Orientale

15 Ottobre 2026
Trieste tra natura e urbanizzazione: le suggestive fotografie di Davide Palusa che fondono bosco e città
  • Eventi

Trieste tra natura e urbanizzazione: le suggestive fotografie di Davide Palusa che fondono bosco e città

15 Ottobre 2026

Articoli recenti

  • Palazzo Grassi diventa sede permanente della Collezione Pinault a Venezia dal 2027
  • Italo Rondinella a Imola: Viaggio fotografico tra le Odissee e i Naufragi dei Migranti nel Mediterraneo Orientale
  • Trieste tra natura e urbanizzazione: le suggestive fotografie di Davide Palusa che fondono bosco e città
  • Palazzo Grassi diventa sede permanente della Collezione Pinault a Venezia dal 2027
  • Autunno in Valle d’Aosta: incontri ravvicinati con stambecchi, muli e alpaca tra i colori della montagna
Copyright © All rights reserved.