In un campo di grano a Roma, spuntano molto più che spighe dorate. Natalia Voronkina, conosciuta come VOKIANA, da tempo trasforma quel paesaggio semplice in una narrazione potente. Ucraina di nascita, romana d’adozione, ha scelto il grano come filo conduttore per riflettere su memoria, responsabilità e futuro. HARVEST, il suo progetto più recente, non è solo natura in mostra: è un invito a guardare oltre, a intrecciare ricordi e impegno attraverso l’arte che parla più di mille parole.
HARVEST non è una mostra da guardare e basta: è un lavoro che si sviluppa nel tempo, attraversando pittura, scultura, installazioni e momenti di coinvolgimento diretto del pubblico. Per VOKIANA, il campo di grano non è un’immagine da catturare, ma uno spazio da vivere con mente e corpo.
Il cuore dell’opera sta nel rapporto tra uomo e terra, nel modo in cui le scelte di ognuno e i cambiamenti ambientali decidono cosa resta e cosa si perde. Il grano diventa così una metafora potente: parla di crescita e cura, ma anche di fragilità, di radici che possono spezzarsi e di ricordi che rischiano di svanire. Seminare non è solo un gesto agricolo, ma un atto di responsabilità e di attesa; coltivare significa prendersi cura di qualcosa che si vedrà solo al momento della raccolta.
Particolarmente toccante è il legame con la terra ucraina, spesso segnata da abbandoni e trasformazioni forzate. VOKIANA documenta quei terreni che oggi sono difficili da raggiungere o coltivare. La domanda che attraversa tutto il progetto è netta: cosa resta quando un luogo non può più essere vissuto? L’artista non si limita a raccontare con immagini o storia, ma mantiene viva la memoria, trasformandola in uno strumento di riflessione e di speranza.
Nel 2026, al Museo dell’Arte Classica della Sapienza a Roma, VOKIANA ha messo in scena una performance che ha lasciato il segno: “QUI C’ERA IL GRANO, QUI CI SARÀ IL GRANO”. Per cinque giorni, l’opera “Rinascita del grano” è stata sostituita da un’installazione temporanea, cambiando radicalmente il modo in cui il pubblico percepiva lo spazio.
Qui l’assenza diventa protagonista: un’opera se ne va, un’altra arriva solo per poco, e il vuoto stesso diventa parte dell’esperienza. Il titolo lega passato e futuro: il “c’era” richiama la memoria, il “ci sarà” guarda avanti, verso una possibile rinascita.
Quando l’opera originale è tornata al suo posto, non è stato un semplice ritorno alla normalità. Quel ciclo di sparizione e riapparizione ha dato nuova forza al simbolo del grano: un’immagine viva, che può scomparire ma anche essere richiamata dal ricordo e dall’immaginazione. La performance è stata anche raccolta in un video che conserva la sua forza, allargando la riflessione oltre la semplice forma pittorica o scultorea.
Un tratto distintivo di VOKIANA è il legame stretto tra la sua arte e la realtà, soprattutto quella dell’Ucraina. HARVEST si avvale della collaborazione con The HALO Trust, un’organizzazione che si occupa di sminamento umanitario. Così il progetto non resta solo simbolico o estetico, ma diventa un impegno vero, che restituisce terre agricole finalmente sicure e coltivabili.
Questa dimensione rafforza la poetica dell’artista: l’opera diventa luogo di partecipazione attiva, un punto d’incontro tra consapevolezza, responsabilità e azione sociale. L’arte non è più solo rappresentazione, ma un gesto che coinvolge chi guarda e chi partecipa.
Nel 2026, HARVEST è stato presentato in due momenti importanti a Roma. Dal primo all’8 ottobre la mostra ha trovato spazio a Europa Experience – David Sassoli, in Piazza Venezia, poi dal 10 al 16 ottobre si è spostata alla Contart Gallery di Via dei Gracchi 18, dove è stata esposta tutta la serie di opere.
La scelta di chiudere l’esposizione in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, promossa dalla FAO, non è casuale. Temi come la terra, il cibo, le comunità e la sostenibilità si intrecciano con il lavoro di VOKIANA, che collabora anche con il FAO WFF Youth Chapter Ukraine e il WFF Italy Chapter, realtà impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio alimentare. HARVEST diventa così un ponte tra arte contemporanea e questioni globali di grande attualità.
HARVEST non è solo una mostra, ma un percorso che si sviluppa nel tempo. VOKIANA riflette su come conservare ciò che rischia di sparire e come immaginare ciò che ancora non c’è. Il campo di grano, simbolo centrale, non porta nostalgia o rassegnazione. Al contrario, è una forza aperta, piena di promesse.
Nel suo ciclo, quello che si è perso può essere ricordato con consapevolezza. L’assenza non è definitiva: lascia spazio a immaginazione e speranza. Anche ciò che è stato interrotto può germogliare di nuovo. Con HARVEST, VOKIANA rinnova l’idea che coltivare la memoria è come seminare il futuro, mettendo in dialogo tempi diversi e invitando a una responsabilità condivisa. Il progetto va avanti, coinvolgendo persone e comunità, natura e cultura.
A Trieste, un tronco nodoso spunta tra il cemento, silenzioso testimone di un mondo che…
Il 21 marzo 2027 segna una data storica per Venezia e per Palazzo Grassi. Dopo…
Le foglie che cadono creano un tappeto dorato sotto i piedi, e intanto, tra i…
Ottobre in Catalogna porta con sé un’atmosfera unica: l’aria si fa densa di profumi intensi,…
Nel cuore di Cutrofiano, tra le vecchie mura di un palazzo che ospita biblioteca e…
Blu profondo, quasi ipnotico, che si dilata sulle mappe e dissolve i contorni delle coste.…