Il 21 marzo 2027 segna una data storica per Venezia e per Palazzo Grassi. Dopo anni in cui le sue sale hanno ospitato mostre temporanee di grande richiamo, il palazzo affacciato sul Canal Grande si trasforma: diventerà la casa permanente di oltre cento opere della Collezione Pinault. François Pinault, il collezionista francese che ha rivoluzionato il panorama dell’arte moderna e contemporanea in città, conferisce così un nuovo volto a questo spazio iconico. Punta della Dogana continuerà invece a vivere attraverso mostre temporanee, mentre il Teatrino manterrà il suo ruolo di luogo per cinema, performance e ricerca. Un cambio di passo che promette di ridefinire l’esperienza culturale a Venezia.
La storia di Palazzo Grassi come spazio espositivo parte nel 2006, dopo un restauro firmato dall’architetto Tadao Ando. Nel corso degli anni, il palazzo è diventato un punto di riferimento per l’arte contemporanea e moderna, ospitando 27 mostre temporanee di rilievo internazionale. Nel 2009 è stata inaugurata Punta della Dogana, anch’essa ristrutturata da Ando, mentre il complesso si è completato con il Teatrino e, nel 2021, con la Bourse de Commerce di Parigi. Nel frattempo, la Collezione Pinault è cresciuta fino a superare le 10.000 opere, abbracciando correnti artistiche, generazioni e aree geografiche diverse. Dopo due decenni di mostre temporanee, si è sentita l’esigenza di un allestimento fisso, capace di dare continuità e coerenza alla narrazione artistica e di far apprezzare pienamente il valore di ogni opera.
Passare a una sede fissa non significa però trasformare la mostra in qualcosa di immutabile. François Pinault mette l’accento sull’importanza del «tempo lungo» nell’esperienza artistica. Ogni opera cambia senso a seconda di chi la guarda, del contesto e del dialogo con le altre opere. L’allestimento stabile di Palazzo Grassi è pensato proprio per favorire questa relazione dinamica, permettendo di riscoprire le opere da nuove angolazioni e con riallestimenti nel tempo. Pinault ha spiegato che vuole evitare una collezione «congelata», preferendo un approccio aperto che stimoli riflessioni continue sul mondo attraverso l’arte. Il percorso espositivo sarà quindi flessibile, pronto ad accogliere nuove acquisizioni e a rivedere la disposizione delle opere.
Dietro il nuovo progetto espositivo c’è Emma Lavigne, direttrice e conservatrice generale della Collezione Pinault, supportata da un gruppo di curatori specializzati. La selezione permanente comprende oltre cento opere simbolo della vasta collezione. Grande attenzione è rivolta al legame con l’arte italiana: a inaugurare il percorso sarà un’opera di Mario Merz. Nel racconto artistico trovano spazio anche nomi come Maurizio Cattelan, Anne Imhof, Anicka Yi e Lucas Arruda, a offrire uno sguardo ampio e variegato sulla scena contemporanea. Nell’atrio, grandi installazioni segnano l’ingresso, tra cui spicca un’opera specchiante di Kimsooja che trasforma la percezione dello spazio, coinvolgendo il visitatore in un’esperienza immersiva. L’obiettivo è un allestimento permanente che sappia però rinnovarsi nel tempo, senza mai diventare statico.
La nuova organizzazione sposta la centralità su Palazzo Grassi, ma conferma il ruolo importante degli altri spazi Pinault a Venezia. Punta della Dogana continuerà a ospitare grandi mostre temporanee, monografiche o tematiche, portando in città produzioni di livello internazionale. Il Teatrino invece manterrà la sua vocazione per proiezioni cinematografiche, performance dal vivo e incontri culturali. Questa divisione di compiti garantisce una pluralità di proposte e pubblici, rafforzando il legame tra Pinault e Venezia. Palazzo Grassi, con la sua collezione permanente, diventerà così il cuore fisico e simbolico che tiene insieme l’intero sistema culturale ideato dal collezionista.
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