Categories: Eventi

Cutrofiano Rivive con Donato De Donatis, il Fotografo della Vita Segreta del Salento

Nel cuore di Cutrofiano, tra le vecchie mura di un palazzo che ospita biblioteca e museo, il Salento si racconta attraverso immagini che parlano più di mille parole. La ceramica, tradizione secolare del paese, qui non è solo un mestiere: è un filo che unisce passato e presente, un’identità scolpita nel tempo. Tra quelle stanze, cariche di memoria, si conserva una raccolta di fotografie scattate da Donato De Donatis tra il 1975 e il 1987. Lui, cutrofianese doc, ha immortalato momenti e volti con l’occhio attento di chi sa che ogni scatto è un frammento prezioso di storia. La mostra “La memoria dei segni” riporta alla luce questo patrimonio visivo, restituendo vita a un’epoca di grandi trasformazioni, spesso nascosta negli angoli più autentici del paese.

Cutrofiano, il museo che custodisce la cultura della ceramica e della fotografia

Il museo di Cutrofiano è un punto di riferimento nella vita culturale della cittadina leccese, una sorta di scrigno che protegge e valorizza aspetti fondamentali dell’identità locale. La ceramica, fulcro di questa tradizione, non viene qui solo mostrata, ma raccontata: nelle tecniche, nelle trasformazioni e nel legame con il tessuto sociale che ha animato il territorio. Nel corso degli anni, il museo ha ospitato opere e contributi di artisti importanti, come Mario Cresci che nel 2024 ha sperimentato un dialogo originale tra fotografia e ceramica, ampliando così le possibilità espressive di entrambi i linguaggi. Questi spazi diventano più di un semplice museo: trasformano la storia in un’esperienza condivisa, tenendo vivi i ricordi e raccontando un’identità culturale strettamente legata anche alle trasformazioni sociali di Cutrofiano e della sua provincia.

L’allestimento più recente assume un valore particolare: non solo conserva immagini di un passato visivo, ma restituisce ai visitatori la doppia anima del museo, sia come contenitore materiale sia come custode di un patrimonio immateriale. Questa doppia natura unisce il racconto dei luoghi e delle persone, mettendo in luce la continua tensione tra memoria e presente. La mostra diventa così un passaggio di testimone tra generazioni, dove i segni del passato si trasformano in parole vive che attraversano il tempo.

Donato De Donatis racconta un Salento che cambia

Donato De Donatis è stato uno sguardo attento e partecipe sul Salento negli anni cruciali tra metà anni Settanta e fine anni Ottanta. Le sue fotografie non si limitano a fissare immagini, ma offrono una vera e propria analisi visiva della realtà che lo circondava, riflettendo sul valore del ricordo e dell’identità. Per oltre un decennio ha ritratto campagne, volti, riti collettivi, case e mestieri, fermando una cultura materiale radicata nella quotidianità di chi vive nella provincia di Lecce.

Le sue foto non inseguono l’eccezionale o il drammatico, ma raccontano il quotidiano con un dialogo diretto e sincero col presente. La natura stessa delle immagini crea un archivio dove l’esperienza personale si intreccia con il valore pubblico, trasformando quei documenti fotografici in un patrimonio condiviso. Tra gli esempi più significativi ci sono i ritratti delle campagne salentine, delle cappelle votive sparse nel paesaggio e delle cave, simboli di un rapporto complesso tra natura e lavoro.

De Donatis si concentra anche sui riti che scandiscono la vita della comunità, come la focara, momento intriso di tradizione e partecipazione collettiva, e i Giochi della Gioventù, espressione della vitalità cittadina nei momenti di aggregazione. La sua attenzione verso la “crita”, l’argilla che ha dato forma all’identità produttiva della zona, mette in luce il legame profondo tra materiali, lavoro e cultura.

“La memoria dei segni”: tra digitalizzazione, racconto collettivo e territorio

La mostra “La memoria dei segni: Cutrofiano e la provincia di Lecce nelle fotografie di Donato De Donatis ” è un progetto curato da Giorgio Coen Cagli, che ha scelto e organizzato gli scatti mettendo in risalto i legami profondi tra paesaggi, riti e materiali tipici del territorio. Visitabile fino al 2 dicembre nelle sale del museo di Cutrofiano, la mostra apre un dialogo tra passato e presente, rinnovato grazie a un accurato lavoro di digitalizzazione delle fotografie originali.

La digitalizzazione, curata da Federico Patrocinio, ha salvaguardato dettagli importanti come le cornici di carta originali, conservando intatta l’autenticità degli scatti e il contatto diretto con la tecnica analogica di De Donatis. Questo lavoro ha trasformato un archivio privato in un patrimonio culturale accessibile a tutti, restituendo un’esperienza sensoriale e storica di un’epoca ormai lontana ma ancora viva.

Oltre alle immagini, la mostra offre anche voci e ricordi raccolti da amici e conoscenti del fotografo, con interviste che inseriscono il racconto personale in un contesto più ampio. Questi contributi arricchiscono la narrazione, dando spessore sociale e umano ai volti e alle scene immortalate. Così, le fotografie mostrano luoghi che, pur cambiati, continuano a essere testimoni del tempo passato e della storia vissuta da comunità e singoli.

Memoria visiva e valorizzazione culturale a Cutrofiano

La mostra si inserisce in un progetto più ampio promosso da 34° Fuso, associazione che da tempo segue e tutela le storie e i patrimoni del Salento. Il progetto, sostenuto dal Comune di Cutrofiano e finanziato da Puglia Culture per la tutela e valorizzazione degli archivi fotografici storici pugliesi, dimostra come la memoria visiva possa diventare uno strumento di conoscenza e rinascita culturale.

L’esposizione, con orari prolungati fino a tardi nel weekend, garantisce un’ampia accessibilità a residenti e turisti, valorizzando il museo come luogo di incontro e scambio culturale. Iniziative come questa permettono alla comunità di investire nella propria storia, riaffermando l’importanza di conservare tracce che, pur nella loro semplicità, raccontano identità complesse e radicate. Le fotografie di Donato De Donatis non solo fermano il volto di un passato, ma offrono una chiave per capire la trasformazione del territorio e delle sue genti.

Redazione

Recent Posts

Trieste tra natura e urbanizzazione: le suggestive fotografie di Davide Palusa che fondono bosco e città

A Trieste, un tronco nodoso spunta tra il cemento, silenzioso testimone di un mondo che…

2 ore ago

Palazzo Grassi diventa sede permanente della Collezione Pinault a Venezia dal 2027

Il 21 marzo 2027 segna una data storica per Venezia e per Palazzo Grassi. Dopo…

2 ore ago

Autunno in Valle d’Aosta: incontri ravvicinati con stambecchi, muli e alpaca tra i colori della montagna

Le foglie che cadono creano un tappeto dorato sotto i piedi, e intanto, tra i…

3 ore ago

Autunno in Catalogna: Scopri le Rute del Vino tra i colori della Tardor

Ottobre in Catalogna porta con sé un’atmosfera unica: l’aria si fa densa di profumi intensi,…

5 ore ago

Austin Camilleri a Venezia: le mappe sommerse del Mediterraneo tra arte e naufragi

Blu profondo, quasi ipnotico, che si dilata sulle mappe e dissolve i contorni delle coste.…

9 ore ago

A Palermo l’Officina Creativa che Connette Arte e Design con la Scena Francese

Varcare la soglia dell’ex vetreria nel cuore di Palermo è come entrare in un altro…

9 ore ago