A Crespi d’Adda, l’autunno 2026 non si limita a concerti e spettacoli. Filosofi, storici e studiosi animano piazze e vicoli, trasformando la cultura in un confronto diretto. Tra dibattiti accesi, letture condivise e mostre, si parla di filosofia e Medioevo, ma anche di lavoro e società. Qui, la cultura esce dalle aule universitarie per farsi esperienza concreta, lontana dalla banalità dei social. Un invito a pensare, discutere, vivere idee complesse in mezzo alla gente.
Festivalfilosofia 2026: il caos che ci aiuta a capire il mondo
Dal 14 al 20 settembre, Modena, Carpi e Sassuolo ospitano la ventiseiesima edizione di festivalfilosofia, un appuntamento ormai fondamentale per chi si interessa di filosofia e vuole riflettere su questioni attuali. Il tema di quest’anno è il caos: non un semplice disordine, ma un fenomeno con una sua logica, capace di generare anche ordine e cambiamento.
Più di centocinquanta eventi tra lezioni, mostre e spettacoli animeranno piazze e cortili. Tra i protagonisti spiccano nomi come Massimo Cacciari, Michela Marzano e Stefano Massini, accanto a voci più giovani come David Armitage e Alfio Quarteroni. Non mancheranno nemmeno letture dei grandi classici del pensiero occidentale, per approfondire il senso del disordine e dell’incertezza.
Tutti gli eventi sono gratuiti e combinano filosofia, arte e spettacolo. Tra i momenti più intensi ci sono le performance che raccontano il caos di oggi: Domenico Starnone parla degli errori che segnano le nostre vite, Mario Tozzi affronta il cambiamento climatico e Andrea Pennacchi si concentra sul dramma della guerra. Anche lo sport, con il collettivo La Ragione di Stato, diventa metafora delle follie geopolitiche del nostro tempo.
A completare il festival, quasi quaranta mostre e installazioni mettono in luce il legame tra caos e creatività. Un’esperienza che intreccia discipline diverse, per aiutarci a capire meglio un elemento che sembra dominare la nostra epoca.
Saluzzo e la Festa del libro medievale: il Medioevo a tavola
Dal 23 al 25 ottobre, il borgo medievale di Saluzzo ospita la sesta edizione della Festa del libro medievale e antico, che quest’anno si concentra su “A tavola nel Medioevo”. Tra libri, incontri, musica e mostre, il festival offre un’occasione per scoprire la vita quotidiana e le tradizioni alimentari del Medioevo da un punto di vista nuovo e approfondito.
L’apertura è affidata a Jacopo Veneziani, storico dell’arte che parlerà di arte, cibo e convivialità dal Medioevo a oggi. Nel corso della manifestazione, studiosi come Virtus Maria Zallot e Beatrice Del Bo racconteranno aspetti meno noti della vita medievale, come i mestieri considerati infamanti, in anteprima a Portici di Carta.
Tra i momenti più attesi il “Premio Chevalier Errant”, che si chiuderà con un dialogo tra Jordi Savall, uno dei massimi interpreti di musica antica, e il regista Fredo Valla, seguito da un concerto esclusivo.
Il festival coinvolge anche il territorio: da settembre i “Racconti del Marchesato” animeranno luoghi come Manta e Verzuolo, portando l’atmosfera medievale nelle piazze. Tra le novità, il primo Silent Book Party dedicato ai libri medievali, un evento silenzioso ma intenso, ospitato negli spazi storici della Castiglia.
Il cibo nel Medioevo non era solo nutrimento, ma uno strumento di distinzione sociale e potere. La quantità e la qualità del cibo raccontavano non solo ricchezza, ma anche percorsi di vita, religiosi e sociali. La tavola diventava così una scena politica, teatro di incontri diplomatici ma anche di tensioni e rivolte. Immagini come il pane colorato o i banchetti reali restituiscono un quadro vivido di quel mondo.
Crespi d’Adda e il Festival di Letteratura del Lavoro: etica, memoria e futuro
Dall’11 ottobre al 6 dicembre, il villaggio operaio di Crespi d’Adda, patrimonio Unesco, ospita l’ottava edizione del Festival di Letteratura del Lavoro “Produzioni Ininterrotte”. Oltre venti eventi gratuiti animeranno l’Unesco Visitor Centre, con autori, storici, giornalisti e imprenditori pronti a discutere di etica, trasformazioni e sfide del lavoro.
Il festival ripercorre la storia e il presente del mondo produttivo, affrontando temi come innovazione, benessere e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’11 ottobre, ad esempio, Andrea Guarguaglini e Francesco Belliti presenteranno “Il pentagramma della prevenzione”, un progetto che unisce musica e sicurezza per creare ambienti più sani e collaborativi.
Il 24 e 25 ottobre si parlerà di architettura industriale con Roberto Parisi e Marta Averna, che racconteranno come fabbriche e spazi produttivi possano trasformarsi in luoghi vissuti e significativi, oltre che efficienti.
Non mancherà uno sguardo alla memoria storica, con storie di famiglie imprenditoriali come i Doneda o grandi marchi come Amaro Lucano e Birra Peroni, con incontri previsti tra ottobre e novembre. La dignità del lavoro e la lotta contro lo sfruttamento saranno al centro di dibattiti con Sara Monaci e Giovanni Ferrarese, che affronteranno temi come il caporalato e le condizioni di lavoro precarie.
Il racconto del lavoro si arricchisce anche di immagini e documentari, con proiezioni che spaziano dalla scienza nelle arti alla vita di Salvatore Ferragamo, offrendo uno sguardo integrato su tecnologia, storia e creatività. Così il festival diventa un ponte tra passato e futuro, uno strumento per capire il presente del lavoro e immaginare una nuova dimensione più umana e sostenibile.
