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Erwitt, Salgado e Chagall: le imperdibili mostre d’arte e fotografia in Italia questo autunno

Redazione 5 Settembre 2026

A Bologna, una raccolta di scatti di Elliott Erwitt cattura momenti di ironia e umanità che sembrano parlare direttamente allo spettatore. Intanto, a Bassano del Grappa, Sebastião Salgado espone immagini potenti che raccontano storie di impegno sociale e rispetto per il pianeta. Non lontano, ad Aosta, le tele di Marc Chagall aprono una finestra su un universo poetico e spirituale, fatto di colori intensi e simboli profondi. L’autunno italiano si anima così di tre appuntamenti imperdibili, capaci di trasformare una semplice passeggiata in un viaggio dentro la vita, l’arte e la fotografia. Un invito a guardare più da vicino, a fermarsi un attimo e a lasciarsi sorprendere.

Elliott Erwitt a Bologna: l’intimità dietro l’obiettivo

Dal 1° ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita “Elliott Erwitt. L’arte di osservare”. Erwitt, nato a Parigi nel 1928 e scomparso a New York nel 2023, è uno dei grandi maestri della fotografia del Novecento. La mostra offre uno sguardo inedito sulla sua opera, andando oltre le immagini iconiche per raccontare l’uomo dietro la macchina fotografica.

Curata da Biba Giacchetti e organizzata da Civita Mostre e Musei insieme al Settore Musei Civici del Comune di Bologna, la rassegna raccoglie circa cento fotografie che coprono tutta la carriera di Erwitt. Non solo i suoi scatti più famosi, ma anche immagini dalla sua collezione privata, molte mai esposte fino a oggi. Cinque sezioni scandiscono il percorso: dai reportage che hanno fatto la sua fama fino al suo diario fotografico, inteso come riflesso di emozioni e rapporti personali.

Accanto a scatti celebri, come quelli esposti nella storica mostra “The Family of Man” del 1955 al MoMA di New York, ci sono foto intime di famiglia, amici e del suo fedele cane Sammy. Tra queste spicca il ritratto della piccola Ellen, osservata dalla madre, un’immagine diventata iconica ma qui presentata come un momento privato, custode di un ricordo familiare. In mostra convivono così momenti storici, ritratti di personaggi famosi, scene di vita quotidiana e grandi eventi del Novecento, come il funerale di John Fitzgerald Kennedy.

Particolarmente toccante è la sezione dedicata al legame tra Erwitt e l’Italia. Prima di trasferirsi negli Stati Uniti, passò un periodo importante a Milano; a dieci anni dovette lasciare il Paese a causa delle leggi razziali fasciste. Quel distacco forzato non spezzò mai il suo rapporto con l’Italia, che continuò a visitare con affetto, nutrendo la sua sensibilità artistica. Gli anni trascorsi a Milano furono decisivi per il suo sguardo fotografico, capace di osservare il mondo con ironia e umanità.

Sebastião Salgado a Bassano del Grappa: il racconto di un mondo fragile

Al Museo Civico di Bassano del Grappa, dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, si celebra Sebastião Salgado, uno dei più grandi fotografi documentaristi degli ultimi decenni. La mostra, organizzata dal Comune e dai Musei Civici di Bassano in collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi e Silvana Editoriale, è la prima in Italia a offrire un ritratto completo dell’artista, scomparso lo scorso anno.

Oltre 160 fotografie raccontano una carriera lunga mezzo secolo. Il percorso si divide in due parti principali. La prima ripercorre i lavori iniziali, tra cui le serie “Other Americas”, “Sahel” e “Workers”. Qui Salgado documenta la durezza e le sofferenze dell’umanità, dai conflitti alle condizioni di lavoro, offrendo immagini potenti e indimenticabili.

La seconda parte è dedicata a “Genesis”, il progetto più ambizioso durato oltre sette anni. Questa serie celebra la natura incontaminata, i paesaggi e le comunità rimaste lontane dall’impatto dell’uomo. L’obiettivo è mettere in luce la bellezza e la fragilità del pianeta, una priorità urgente oggi più che mai.

La mostra segue un ordine cronologico che permette di capire l’evoluzione del pensiero artistico di Salgado. Il fotografo ha sempre voluto raccontare il mondo attraverso i volti e le storie di chi lo abita, mostrando sia il dolore sia la speranza. Salgado diceva che la sua opera è uno specchio della sua vita: ogni immagine riflette un’esperienza, un’emozione vissuta lungo il suo cammino.

Marc Chagall ad Aosta: poesia e spiritualità in mostra

Fino al 25 ottobre 2026 il Museo Archeologico Regionale di Aosta ospita “Tra Poesia e Spiritualità”, una mostra dedicata a Marc Chagall. Sono esposti 120 lavori tra dipinti, sculture, disegni, libri e ceramiche realizzati tra il 1922 e il 1980. Curata da Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, e organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Marc Chagall di Nizza, la rassegna approfondisce il rapporto tra l’arte di Chagall e la Bibbia, fonte di ispirazione poetica per l’artista.

Le opere evidenziano il messaggio biblico e il Cantico dei Cantici, con uno sguardo anche agli aspetti meno noti del suo lavoro, come le sculture in pietra e le vetrate artistiche. Tra i pezzi più significativi ci sono le sculture di Mosè e del Cristo crocifisso degli anni Cinquanta, oltre a maquette delle grandi vetrate realizzate per luoghi di culto come la cattedrale di Metz, la chiesa Fraumünster di Zurigo e la sinagoga di Gerusalemme.

La mostra mette in luce la forte spiritualità che attraversa l’arte di Chagall, capace di unire poesia, fede e immaginazione in un universo unico. L’allestimento coniuga la bellezza delle opere con un racconto culturale attento, aprendo spazi di approfondimento poco esplorati. Un’occasione rara per entrare nel mondo di uno dei maestri del Novecento e capire come la Bibbia abbia influenzato la sua creatività.

Queste tre mostre dimostrano come l’Italia resti un punto di riferimento per grandi eventi culturali, capaci di attirare appassionati di fotografia, arte e storia da tutto il Paese. Restano aperte ancora per qualche settimana, offrendo molte occasioni per riscoprire città, musei e patrimoni in un autunno in cui la cultura dialoga con il passato e il presente.

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