Quando una scultura vola a cifre da record, il mercato dell’arte non può che tremare. Nel 2026, tra New York, Londra e Parigi, alcune opere hanno cambiato le regole del gioco, sfidando ogni previsione. È un fermento che attraversa decenni e stili, dai capolavori di Brancusi alle creazioni più recenti di Lalanne. Cinque sculture, in particolare, hanno monopolizzato gli sguardi e i portafogli, tracciando una fotografia nitida di questo momento unico.
Brancusi e la sua Danaïde: il trionfo di New York
Il 18 maggio, a New York, Christie’s ha messo sotto i riflettori Danaïde, la celebre testa in bronzo dorato di Constantin Brancusi. Realizzata nel 1913, la scultura ha raggiunto un prezzo da capogiro: 107,5 milioni di dollari, facendo segnare un record personale per l’artista e piazzandosi come seconda scultura più costosa mai venduta all’asta. Ispirata alla musa Margit Pogany e con chiari richiami all’arte buddhista asiatica, Danaïde ha una storia affascinante. Acquistata nel 2002 da Samuel Irving Newhouse a 18,2 milioni, oggi vale quasi sei volte tanto. Quella serata ha visto un incasso totale superiore al miliardo di dollari, con altri record importanti, come quello di Jackson Pollock. Un evento che ha ribadito il ruolo di Brancusi come uno dei giganti indiscussi della scultura.
Londra celebra il Laocoonte “Hamilton”: un antico che fa storia
Il primo luglio, Sotheby’s Londra ha battuto all’asta un bronzo a grandezza naturale di Auguste-Jean Marie Carbonneaux, noto come Laocoonte “Hamilton”. Realizzata nel 1817 con la tecnica della fusione in sabbia, questa scultura è uno dei pochi pezzi monumentali rimasti del famoso Laocoonte romano. Commissionata da George Watson Taylor, l’opera ha viaggiato tra collezioni prestigiose, tra cui quelle dei duchi di Buckingham e degli Hamilton, da cui prende il nome. Dopo quasi 150 anni in una collezione privata inglese, il pezzo è tornato sotto i riflettori, anche grazie alla popolarità del film Odyssey di Christopher Nolan. La vendita ha superato le aspettative, chiudendo a 13,6 milioni di sterline , stabilendo un nuovo record mondiale per le sculture neoclassiche in asta.
La Petite danseuse di Degas, tra eleganza e realtà cruda
A Londra, Sotheby’s ha proposto nel 2026 la Petite danseuse de quatorze ans, una fusione in bronzo postuma della celebre scultura in cera di Edgar Degas, realizzata tra il 1879 e il 1881. La giovane ballerina Marie van Goethem, ritratta dall’artista, è un’immagine cruda e autentica di un mondo ai margini, dove il teatro raccontava storie di fatica e contraddizioni sociali. Presentata per la prima volta nel 1881, l’opera suscitò scalpore per la sua verosimiglianza e per il modo in cui metteva a nudo una realtà difficile. Il valore di questa scultura è cresciuto costantemente: dai 7,7 milioni del 2000 ai 25,1 milioni del 2026. L’esemplare venduto faceva parte della Lewis Collection, una delle più preziose mai battute in Europa, contribuendo a portare il totale delle vendite a quasi 393 milioni di dollari.
King and Queen di Henry Moore: un ritorno atteso da 70 anni
Il 5 marzo, Christie’s Londra ha messo in vendita King and Queen, una delle opere più iconiche di Henry Moore, realizzata tra il 1952 e il 1953. Si tratta dell’ultimo esemplare privato rimasto di questa coppia di figure in bronzo, caratterizzate da una patina verde scuro, ispirata all’arte egizia e mesoamericana. Moore creò queste sculture negli anni dell’incoronazione di Elisabetta II, anche se ha sempre negato che fossero un riferimento diretto a quell’evento. L’opera è rimasta nella stessa collezione britannica dal 1954 fino a oggi, quando è stata messa all’asta. La gara tra sei collezionisti è stata serrata, con rilanci che hanno portato il prezzo finale oltre i 26 milioni di sterline, più del doppio rispetto alle stime iniziali. Un nuovo record mondiale per Moore che ha aperto la Marquee Week con una vendita totale che ha superato i 197 milioni di sterline.
Le mele di Claude Lalanne: un successo tra design e scultura
Nel 2026 le opere di Claude Lalanne hanno conquistato nuovo slancio, soprattutto con le sue celebri sculture a forma di mela. La Pomme de New York, alta quasi due metri e mezzo, è stata aggiudicata a Parigi, durante la Marquee Week di Christie’s, per poco più di 6 milioni di euro. Prima dell’asta, la scultura è stata esposta in luoghi simbolici come Park Avenue e i giardini di Versailles, aumentando così la sua popolarità. Ma è stata la Pomme d’Hiver, venduta da Sotheby’s New York il 22 aprile per quasi 8,8 milioni di dollari, a stabilire il nuovo record per l’artista. Questi risultati mostrano quanto stia crescendo l’interesse per il confine tra scultura e design nell’arte contemporanea. Pur non essendo la più costosa tra le sue opere, la grande mela dorata è diventata un simbolo della popolarità e del dinamismo del mercato Lalanne nel 2026.
