Luglio a Delhi porta con sé un battito speciale: l’India Couture Week è tornata, ma questa volta lascia la capitale per un palazzo storico che racconta storie diverse dal solito. Tra ricami finissimi e tessuti che sembrano dipinti, l’evento si conferma un crocevia dove l’artigianato tradizionale si fonde con sguardi nuovi sull’uomo. Mentre la stagione dei matrimoni si avvicina, tre giovani designer emergono con idee fresche, pronte a rivoluzionare lo stile e a catturare l’attenzione globale.
Anamika Khanna e il Falaknuma Palace: quando la moda diventa racconto
L’apertura di quest’anno ha avuto un sapore speciale. Anamika Khanna, una delle figure più innovative della moda indiana, ha scelto Hyderabad e il sontuoso Falaknuma Palace per presentare la sua collezione Moonlit Palace. Un gesto che va oltre Delhi, portando sotto i riflettori le antiche tradizioni tessili del Sud.
Con un passato da ballerina e pittrice, Anamika Khanna si è sempre distinta per la capacità di mescolare artigianato locale e design contemporaneo, riscrivendo le regole del guardaroba tradizionale. Prima designer indiana a sfilare a Parigi e a esportare il proprio marchio nel mercato globale, è un nome che conta.
Moonlit Palace sorprende chi si aspettava sari o lehenga. Qui ci sono gonne dal sapore vittoriano, tulle leggero e ricami metallici. La pittura Kalighat si fonde con pizzi e tagli netti, creando capi che non copiano il passato ma lo reinventano in chiave contemporanea ed elegante.
Anche il menswear prende spazio. Lo sherwani tradizionale si trasforma con code di frac e tulle, accompagnato da stivali rialzati che richiamano i classici mojari e jutti punjabi, ma rinnovati. Pantaloni in raso e soprabiti ricamati con motivi quasi surreali completano un quadro di alta moda che unisce artigianato e sperimentazione con coraggio.
Rahul Mishra: il ricamo diventa scultura, la lentezza è filosofia
A chiudere l’India Couture Week è stato Rahul Mishra, con uno show che ha lasciato il segno per intensità e originalità. Nato in un piccolo villaggio vicino a Kanpur e con una laurea in fisica, Mishra ha fatto del ricamo la sua cifra stilistica. Formatosi tra Ahmedabad e Milano, ha conquistato il mondo della moda vincendo il Woolmark Prize nel 2014 e sfilando a Parigi.
La sua collezione, già vista alla Paris Haute Couture Week, punta sul ricamo trompe-l’œil. Tecniche come lo zardozi, unite a cristalli e perline, trasformano gli abiti in vere e proprie sculture tessili. I motivi prendono spunto da dettagli architettonici dei templi e da figure sacre, raccontando ore e ore di lavoro paziente.
Lo spettacolo si è aperto con un’atmosfera teatrale e si è chiuso con l’attrice Sobhita Dhulipala trasformata nella dea Devi, simbolo della capsule bridal. Mishra mostra una moda che guarda avanti, ma non dimentica le radici, abbracciando un artigianato lento, quasi meditativo, attento a ogni dettaglio.
Kunal Rawal: l’uomo protagonista, tra tradizione e audacia
Mentre l’artigianato torna a splendere, Kunal Rawal rompe gli schemi della moda maschile tradizionale con risultati sorprendenti. Esperto di bridalwear maschile, ha saputo rinnovare classici come sherwani e bandhgala per un pubblico globale, portando l’uomo al centro della scena.
Con influenze dallo streetwear e una tecnica raffinata – micro-ricami 3D e dettagli funzionali – Rawal propone un prêt-à-porter cerimoniale innovativo. La sua collezione all’India Couture Week gioca con silhouette stratificate e accostamenti insoliti, come stivali cowboy e da safari abbinati a modelli tradizionali.
Dietro questi esperimenti c’è una sfida: dare allo sposo un ruolo attivo, liberandolo dall’abito convenzionale e dalla passività. Rawal si fa portavoce di un’estetica che permette all’uomo di esprimersi con audacia e personalità.
Riconosciuto a livello internazionale, con presenze alla Paris Couture Week, Rawal unisce artigianato, tradizione e visione globale, segnando un passo avanti per la moda indiana e i simboli culturali legati al matrimonio.
