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Spoleto Jazz 2026: l’autunno umbro celebra John Coltrane con concerti nei teatri storici

Redazione 22 Settembre 2026

Quando le luci si abbassano al Teatro Caio Melisso, l’autunno spoletino prende vita con note che vibrano nell’aria, pronte a incantare. Dal 16 ottobre al 20 novembre, Spoleto diventa un palcoscenico di virtuosismo e sperimentazione sonora. È la settima edizione di Spoleto Jazz, un festival ormai radicato nel cuore degli appassionati, capace di trasformare la città in un crocevia di emozioni e incontri musicali. Tra i suoi teatri simbolo, il Caio Melisso e il Nuovo Gian Carlo Menotti, si intrecciano sonorità che vanno dal jazz più puro alle contaminazioni più audaci. Quest’anno, il filo rosso è un tributo intenso a John Coltrane, la cui musica continua a rappresentare libertà e passione senza tempo.

Spoleto Jazz, il jazz che racconta la città

Il jazz torna a battere forte nel cuore di Spoleto, confermando la sua vocazione di ponte tra tradizione e innovazione culturale. Il Comune di Spoleto, insieme a Visioninmusica, ha messo a punto una formula che coinvolge il pubblico con proposte sempre nuove, capaci di attirare anche chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. Il sindaco Andrea Sisti sottolinea come il festival sia ormai un tratto distintivo della città, capace di attrarre nomi di rilievo internazionale e di educare all’ascolto consapevole. La musica jazz, con la sua libertà di improvvisazione e la capacità di mescolare stili, riflette quella vocazione all’apertura e allo scambio culturale che da sempre contraddistingue Spoleto. Negli anni il festival ha portato la città su un palcoscenico più ampio, avvicinandola a un linguaggio che oscilla tra creatività e rigore. Spoleto Jazz è oggi un segnale tangibile della vitalità culturale del territorio e un trampolino per la scena musicale nazionale e internazionale.

Questa settima edizione è particolarmente importante per diversi motivi. Prima di tutto, la valorizzazione del ruolo femminile, con la presenza di artiste di spessore, che testimonia una nuova apertura verso linguaggi e sonorità diverse. Il festival fa da cassa di risonanza per esperienze musicali ampie, portate avanti sia da giovani talenti che da artisti affermati. Il contesto è poi di quelli che parlano da soli: il Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi e il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti sono luoghi carichi di storia, dove il jazz si intreccia con l’identità della città, regalando al pubblico un’esperienza fuori dall’ordinario.

Un programma fitto di nomi e appuntamenti da non perdere

Si parte venerdì 16 ottobre con Judith Hill, una delle voci soul più apprezzate a livello mondiale. Polistrumentista e cantautrice, Hill ha costruito la sua carriera al fianco di giganti come Michael Jackson e Prince. Il suo concerto al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti promette emozioni vere, grazie alla sua capacità di passare con naturalezza da melodie intense a ritmi coinvolgenti. Una partenza di grande spessore per la rassegna.

La seconda parte del festival punta forte sul pianismo europeo contemporaneo. Venerdì 6 novembre al Teatro Caio Melisso si esibiranno due protagonisti di rilievo: Zsigmond Gerlóczy, giovane talento ungherese già apprezzato da maestri come Keith Jarrett e Tigran Hamasyan, proporrà il suo repertorio di Bagatelle in un percorso sonoro raffinato e creativo. A seguire, il Daniel García Trio darà vita a un’esplosione di energia con pianoforte, contrabbasso e batteria. La presenza di musicisti come Reinier “El Negrón” Elizarde e Michael Olivera assicura una serata vibrante e ricca di dinamiche. Virtuosismo e groove si mescoleranno sul palco in una performance unica.

La chiusura, venerdì 20 novembre, è affidata a Emma Smith, una voce riconoscibile e apprezzata nel panorama jazz contemporaneo. La cantante britannica, che ha collaborato con artisti come Michael Bublé e la Quincy Jones Orchestra, porta con sé una storia familiare legata alla grande musica . Smith rappresenta la continuità della grande vocalità jazz, rinnovata con sensibilità moderna e interpretazioni intense. Il suo concerto al Teatro Caio Melisso chiuderà il festival lasciando un ricordo indelebile.

“Jazz! Is a Love Supreme”: il cuore pulsante della rassegna

Il motto di questa edizione, “Jazz! Is a Love Supreme”, è un chiaro omaggio al capolavoro di John Coltrane, ma guarda anche oltre, parlando della natura stessa del jazz. Un messaggio che vede la musica come una forma d’amore profondo e libero, capace di creare un legame immediato tra chi suona e chi ascolta. Spoleto Jazz 2026 mette al centro proprio questo scambio, quell’esperienza che va oltre le parole e si vive nel momento dell’esecuzione.

Silvia Alunni, direttrice artistica del festival, spiega che questa formula incarna l’essenza dell’evento: aperto alla sperimentazione, ma sempre ancorato a una passione sincera per la musica. Il richiamo a Coltrane si traduce in una forte attenzione alla libertà espressiva, che si riflette nella varietà degli artisti in cartellone e nello spirito innovativo della proposta. La contaminazione di stili, atmosfere e ritmi rende Spoleto Jazz un’esperienza viva, in continuo movimento.

La forza del festival sta proprio in questo equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Un invito per il pubblico a entrare in sintonia con gli artisti, a cogliere ogni sfumatura, a lasciarsi trasportare da atmosfere ora intense, ora sospese. In una città come Spoleto, ricca di storia e cultura, il festival si conferma un abbraccio perfetto tra patrimonio artistico e musica dal vivo, una realtà che ormai segna il calendario culturale da sette anni.

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