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Valerie Hillings nominata prima direttrice del Guggenheim Abu Dhabi: apertura prevista per dicembre 2026

Dopo quasi vent’anni di attesa, il Guggenheim Abu Dhabi si prepara a una nuova fase decisiva: Valerie Hillings è stata nominata prima direttrice del museo. La struttura, progettata da Frank Gehry, aprirà finalmente le sue porte a dicembre 2026. Non sarà solo un museo, ma un crocevia di arte moderna e contemporanea, che spazierà dagli anni Sessanta fino a oggi, con un occhio attento sia al panorama globale sia alle radici culturali di Abu Dhabi. Un ruolo di grande responsabilità, che Hillings affronterà nel cuore di uno dei progetti più ambiziosi del mondo dell’arte.

Definire l’anima culturale del museo

Valerie Hillings è stata chiamata proprio per la sua lunga esperienza con il progetto, che segue fin dagli albori. L’obiettivo è chiaro: il museo non vuole essere una semplice succursale della rete Guggenheim, ma un’istituzione che offra una narrazione culturale originale, andando oltre i tradizionali riferimenti occidentali. Hillings avrà il compito di mettere a punto la linea artistica e strategica, curare le prime mostre e i programmi pubblici, inserendo nella collezione opere e storie dall’Asia occidentale, dal Nord Africa e dal sud-est asiatico.

La sfida non è solo di contenuto, ma anche di organizzazione espositiva, visto che il museo sarà il più grande della fondazione: circa 30 gallerie su 11.600 metri quadrati interni e altri 23mila metri quadrati all’aperto per sculture e installazioni. L’edificio stesso, con i suoi dieci coni scultorei, si integra nel paesaggio del Golfo Persico, diventando a tutti gli effetti un’installazione monumentale oltre che un museo.

Da New York ad Abu Dhabi, il percorso di Hillings

Valerie Hillings è una voce autorevole nel mondo dell’arte contemporanea moderna. Ha lavorato per oltre dieci anni al Solomon R. Guggenheim Museum di New York e tra il 2009 e il 2018 è stata al centro della nascita del Guggenheim Abu Dhabi, collaborando con il Department of Culture and Tourism locale. Il suo ruolo? Costruire una collezione che rispecchiasse una visione transculturale e creare un dialogo tra le opere e lo spazio unico disegnato da Gehry.

Negli anni ha promosso un approccio che rompe con la visione eurocentrica dell’arte, mettendo in luce connessioni spesso dimenticate tra produzioni artistiche di Asia occidentale e Nord Africa. È questa la prospettiva che il museo vuole portare avanti.

Dal 2018 al 2024 ha diretto il North Carolina Museum of Art a Raleigh, raddoppiando i visitatori fino a 1,2 milioni all’anno e realizzando importanti riallestimenti e acquisizioni, come il primo Picasso per la collezione. Ha una formazione solida e variegata, con un dottorato e un master in Storia dell’arte alla New York University e una laurea alla Duke University.

Cambio al vertice: da Stephanie Rosenthal a Valerie Hillings

La nomina di Hillings arriva in concomitanza con il passaggio di consegne con Stephanie Rosenthal, che ha guidato il progetto negli ultimi anni, portando avanti programmi artistici e definendo l’identità dell’istituzione. Rosenthal resterà a supporto per garantire una transizione senza intoppi, mentre Hillings prenderà in mano la gestione strategica e operativa del museo.

Questo cambio segna un momento cruciale nel cammino verso l’apertura, assicurando continuità e stabilità. Rosenthal ha curato soprattutto i contenuti, mentre Hillings avrà la responsabilità di guidare il museo nella sua interezza.

Un museo transculturale nel cuore del Saadiyat Cultural District

Il Guggenheim Abu Dhabi nascerà nel Saadiyat Cultural District, un polo culturale all’avanguardia che ospita già il Louvre Abu Dhabi, il Zayed National Museum, il Natural History Museum Abu Dhabi e teamLab Phenomena. Sarà un museo con una forte identità propria, diverso dalle sedi Guggenheim di New York, Bilbao e Venezia.

La collezione si concentrerà sulla complessità e la varietà dell’arte dagli anni Sessanta a oggi, mettendo in luce reti di scambi e influenze culturali più che confini geografici rigidi. Da Abu Dhabi, il museo racconterà un’arte che unisce continenti come Asia, Africa, Medio Oriente ed Europa, sottolineando il ruolo della città come crocevia culturale e centro vivace di produzione artistica.

Il progetto, iniziato nel 2006 e segnato da molte difficoltà, sta finalmente entrando nella sua fase finale, con un investimento che si aggira intorno al miliardo di dollari. L’apertura nel 2026 completerà il quadro di un ambizioso piano di crescita culturale per Abu Dhabi, che negli ultimi anni ha inaugurato istituzioni di primo piano, affermandosi sempre di più sulla scena mondiale dell’arte contemporanea e della cultura.

Redazione

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