Le valigie, si sa, parlano di relax e divertimento. Ma per tanti italiani, la vacanza è molto di più: una vera e propria “fuga mentale” dal lavoro e dallo stress che schiaccia ogni giorno. È quel raro momento in cui si prova a respirare, a ricaricare le batterie. Dietro questa ricerca di respiro, però, si nascondono ansie economiche, sensi di colpa, delusioni. Un’indagine del 2024 di Unobravo, servizio di psicologia online, dipinge un quadro inatteso: quasi un terzo degli italiani resterà a casa questa estate. E chi parte? Non sono pochi quelli che tornano a casa più stanchi, più frustrati di prima.
Vacanze, aspettative in bilico tra sollievo e fatica
Il 76,8% degli italiani intervistati vede nella vacanza il momento dell’anno in cui si sente emotivamente meglio. Per oltre un terzo , è addirittura il periodo in cui si sta meglio con sé stessi. Se però la vacanza è l’unico momento in cui si prova benessere psicologico, come si vive il resto dell’anno? La risposta è amara: non tutti riescono a godersi davvero le ferie. Il 28,6% dice che questa estate non farà vere vacanze. Il dato pesa soprattutto sui single: il 41,3% non partirà, quasi il doppio rispetto al 21,6% delle coppie.
Sorprende pure che tra chi ha già fatto ferie nell’ultimo anno, circa un terzo si sia sentito meno ricaricato del previsto o addirittura più stressato. Smonta il mito della vacanza come panacea automatica. L’idea di dover per forza “recuperare” rischia di trasformare la pausa in un altro motivo di pressione.
Cosa vogliono davvero gli italiani dalle ferie
Se si chiede agli italiani qual è il vero scopo della pausa estiva, il riposo fisico non è la priorità assoluta. Per il 41,6% la cosa più importante è staccare la mente dal lavoro. Seguono il recupero delle energie e il desiderio di “non pensare a niente” .
Ma questo distacco non è semplice da raggiungere. Il 22,6% ammette che interrompere il legame col lavoro durante le ferie è diventato più difficile rispetto a qualche anno fa. Il 17,5% invece non ci riesce proprio: fatica a disconnettersi o continua a lavorare anche in vacanza.
I numeri dicono che stress, lavoro e responsabilità non spariscono con la partenza, ma spesso si portano dietro il viaggio.
Il peso dell’aspetto economico nella scelta di partire
Prima ancora di partire, molti affrontano le vacanze con un mix di speranze e preoccupazioni. Al primo posto c’è il lato economico: il 66,3% dice che i costi aumentano lo stress nell’organizzazione. Per un quarto degli intervistati è la principale fonte di ansia.
Il sollievo legato alla vacanza spesso si mescola però con un senso di colpa. Solo il 40,8% dice di non aver mai provato questa emozione durante o dopo la pausa estiva. Le ragioni più frequenti? Spendere per sé stessi , non essere abbastanza presente con familiari o amici , non riuscire a staccare dal lavoro e non visitare la famiglia d’origine .
Corena Pezzella, clinical manager di Unobravo, sottolinea come concentrare tutto il benessere mentale in pochi giorni possa creare aspettative troppo alte, trasformando la vacanza in un ulteriore fonte di pressione.
Single e coppie: due modi diversi di vivere le ferie
La ricerca mette in luce due realtà abbastanza diverse tra chi parte in coppia e chi affronta l’estate da solo. Il 40,7% delle coppie si sente molto meglio durante le vacanze, mentre la percentuale scende al 30,9% tra i single. Questi ultimi registrano anche un 17,9% di chi si sente addirittura peggio, forse grazie a una routine più stabile e meno soggetta a cambiamenti.
Le motivazioni cambiano: i single vedono le ferie come un momento per ritrovare se stessi e per liberarsi dai pensieri . Chi è in coppia invece punta a coltivare il rapporto con il partner , usando la vacanza anche come investimento emotivo.
Lo stress economico pesa di più sui single rispetto alle coppie . E il fatto che quasi metà dei single non farà ferie conferma le difficoltà finanziarie e organizzative di chi affronta l’estate da solo.
Vacanze tra libertà e fuga: il paradosso degli italiani
Se si chiede di descrivere le vacanze in una parola, la più scelta è “libertà” . La pausa estiva resta un momento di autonomia e distacco dalla routine. Ma la seconda parola più citata è “fuga” , che racconta un’altra faccia della medaglia: per molti, le ferie sono una via d’uscita da problemi, stress o situazioni difficili.
Questo doppio volto del riposo conferma che, sebbene le vacanze restino un pilastro del benessere psicologico, non sempre sono la soluzione perfetta. Forse è ora di ripensare a come distribuire il sollievo e a dedicare più attenzione al benessere mentale durante tutto l’anno.
