Pechino festeggia 55 anni di rapporti con l’Italia attraverso l’arte contemporanea. Fino al 9 settembre, Memory and Future. Contemporary Italian Art accoglie quasi cento opere che raccontano un secolo di creatività italiana, dal Novecento ai giorni nostri. Non è solo una mostra: è un incontro tra passato e presente, un ponte tra due culture che si guardano e si influenzano da decenni. Un viaggio intenso, capace di svelare come l’arte possa diventare lingua comune e custode di relazioni profonde.
Un ponte culturale tra Italia e Cina
Memory and Future nasce da una collaborazione solida tra istituzioni importanti di entrambi i Paesi. La curatela è affidata a un team internazionale guidato da Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, con il supporto di esperti come Daniele Crippa, Manuela Valentini e studiosi cinesi come Ren Jingge. A organizzare sono stati il Guardian Art Center di Pechino e l’Associazione Nuova Artemarea ETS, con il patrocinio della Fondazione Italia Cina e il sostegno dell’Ambasciata d’Italia, dell’Istituto Italiano di Cultura e del MU-PA di Portofino. Dietro a tutto questo c’è una rete costruita nel tempo attraverso scambi artistici e iniziative comuni, con l’obiettivo di approfondire il legame tra le due nazioni. L’arte diventa così un canale privilegiato per conoscersi e confrontarsi.
Tradizione italiana, una fucina di innovazione
Questa mostra non segue l’ordine cronologico classico. Piuttosto, mette in evidenza come la tradizione italiana sia un linguaggio sempre vivo, capace di rigenerarsi. Il titolo stesso racconta un’idea chiave: il passato non è un peso, ma una fonte di stimoli per il presente e il futuro. Cultura e arte non si muovono mai in linea retta, ma scorrono, si mescolano, si contaminano. Memory and Future capovolge la lettura tradizionale della storia artistica italiana, mostrando come tecniche e sensibilità si intreccino attraverso le generazioni, mantenendo freschezza e vigore. Anche la cultura cinese condivide questa convinzione: la memoria è la leva per la creazione contemporanea. Questo principio guida la selezione delle opere e il percorso della mostra.
Sei sezioni per un racconto trasversale
La mostra si sviluppa su oltre mille metri quadrati, suddivisi in sei sezioni pensate per mettere in dialogo correnti artistiche diverse. Si parte con nomi come Giorgio Morandi e Lucio Fontana, passando per Arnaldo Pomodoro e Michelangelo Pistoletto, pilastri del Novecento. Poi spazio all’Arte Povera, alla Transavanguardia e alle sperimentazioni delle nuove generazioni, con artisti come Giorgio Griffa e Sandro Chia. Non mancano opere legate al MU-PA di Portofino e alla Galleria Civica locale, a testimoniare il legame profondo tra arte italiana e territori specifici. L’allestimento non racconta solo la storia dell’arte italiana, ma la ricostruisce in modo trasversale, mettendo in luce connessioni tra maestri storici e protagonisti di oggi, in un continuo scambio tra passato e presente.
Dialoghi tra Italia e Cina dal 2008 a oggi
Un pezzo forte della mostra è il confronto artistico che va avanti dal 2008, anno delle Olimpiadi di Pechino. Qui si vedono opere di italiani come Enzo Cacciola e Matteo Basilé, nate durante residenze artistiche organizzate dall’Ambasciata italiana e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino. Questi artisti hanno creato lavori pensati per dialogare con la cultura cinese, dando vita a uno scambio che arricchisce entrambi i mondi. In mostra anche autori che hanno lavorato in entrambi i Paesi, come Zhou Zhiwei, e giovani emergenti come Carloalberto Lucioni. Accanto a loro, spiccano opere fondamentali per l’insegnamento dell’arte in Italia e per la formazione di nuove generazioni di artisti, italiani e cinesi, con nomi come Omar Galliani, il cui lavoro monumentale su carta cinese risale alla Biennale di Venezia del 1982.
Pechino e il 2026: un anno di arte italiana
Il Guardian Art Center ospita questa mostra in un momento particolarmente vivace per la cultura italiana a Pechino. Nel 2026, la capitale cinese è teatro di numerosi eventi dedicati all’arte e all’architettura italiane. Memory and Future si inserisce in questo contesto, confermando il ruolo della diplomazia culturale come strumento di scambio e cooperazione. La mostra dimostra come i musei possano raccontare storie complesse, dove storia e sperimentazione si intrecciano, valorizzando la tradizione senza rinunciare alla contemporaneità. In questo equilibrio si apre una nuova stagione nei rapporti tra Italia e Cina, basata su rispetto e curiosità reciproci.
