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Faro Santander inaugura l’8 settembre: la Collezione Gelman protagonista del nuovo polo culturale di Santander

Redazione 29 Luglio 2026

Santander si prepara a voltare pagina, e lo fa con un progetto ambizioso: Faro Santander apre i battenti l’8 settembre 2026, trasformando la storica sede della banca sul Paseo de Pereda in un nuovo epicentro culturale. David Chipperfield ha firmato l’intervento che ridà respiro a un edificio simbolo della città, un luogo dove arte e ricerca si mescolano. Al centro, la collezione della Fundación Banco Santander, affiancata da mostre temporanee di grande richiamo. Tra queste, spicca _“Modern Mexico in the Gelman Santander Collection”_, un viaggio nell’arte messicana del XX secolo, arrivata dopo un accordo con la famiglia Zambrano. L’arrivo di queste opere ha acceso un vivace dibattito tra esperti e istituzioni, un confronto destinato a far discutere. La mostra resterà aperta fino al 10 gennaio 2027, pronta a sorprendere chiunque varchi la soglia.

L’ex sede bancaria rinasce: l’architettura di Chipperfield ridisegna Santander

Il restauro della storica sede del Banco Santander sul Paseo de Pereda segna un intervento importante per il patrimonio urbano della città. David Chipperfield, premio Pritzker, ha reinterpretato gli spazi su dieci piani per un totale di circa 10mila metri quadrati, di cui tremila dedicati a esposizioni. L’edificio, uno dei simboli architettonici di Santander, si trasforma in un museo vivo: oltre alle gallerie e agli spazi per le mostre, ci sono un auditorium per eventi culturali, spazi dedicati agli arti digitali e contemporanei, e aree per attività educative rivolte a diverse fasce di pubblico. Una terrazza panoramica regala una vista spettacolare sulla città, mentre ristorante e caffetteria completano l’offerta per i visitatori. Il risultato è un centro dinamico, che unisce tradizione e modernità, destinato a diventare un punto di riferimento culturale per Santander e per l’intera regione.

“Modern Mexico” tra arte e polemiche: i capolavori messicani al centro del dibattito

_“Modern Mexico in the Gelman Santander Collection”_ presenta circa cento opere tra dipinti, disegni, stampe e fotografie firmate da grandi nomi dell’arte moderna messicana. Ci sono Frida Kahlo, Diego Rivera, Rufino Tamayo, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros. La mostra arriva a Santander dopo essere stata esposta al Museo de Arte Moderno di Città del Messico, con cui condivide pezzi iconici come _“Diego en mi pensamiento”_ e _“Autorretrato con monos”_ di Kahlo, e _“Portrait of Natasha Gelman”_ di Rivera. L’evento, molto atteso, è però accompagnato da polemiche in Messico. Autorità, storici e associazioni locali hanno criticato il prestito temporaneo delle opere, richiamando le norme che proteggono il patrimonio artistico nazionale e rendono complicato l’invio all’estero di questi capolavori. La presidente Claudia Sheinbaum ha assicurato che le procedure legali sono state rispettate, ma il dibattito sul valore e la mobilità del patrimonio culturale resta aperto e acceso.

La collezione Banco Santander: un viaggio nell’arte dal Rinascimento a oggi

Accanto all’attenzione per la collezione Gelman, Faro Santander presenta anche _“Masterpieces from the Banco Santander Collection”_, un percorso che racconta la storia artistica della banca costruita in oltre 160 anni. In mostra quasi cinque secoli di arte, dal Rinascimento al contemporaneo. Opere di Tiziano, El Greco, Rubens, Velázquez e Goya dialogano con lavori di Canaletto, Sorolla, Miró, Tàpies e artisti più recenti come Cristina Iglesias, Miquel Barceló, Niki de Saint Phalle e Juan Uslé. La mostra è divisa in quattro sezioni tematiche – soggetti sacri, paesaggi, nature morte e ritratti – e la curatrice María Dolores Jiménez-Blanco ha voluto mettere in luce i legami tra epoche e stili diversi, invitando il pubblico a scoprire connessioni inaspettate. Tra i pezzi forti spiccano _“Sansón y el león”_ di Rubens e _“Soupe française”_ di Barceló, un esempio di arte contemporanea vibrante e sperimentale.

Leonora Carrington a Santander: un’esposizione tra esilio e creatività

Tra le mostre di apertura c’è anche _“The Symptomatic Surreal: Leonora Carrington”_, nata al Freud Museum di Londra e ora per la prima volta a Santander. La mostra esplora gli anni in cui Carrington trascorse un periodo di sanatorio proprio nella regione durante la Seconda guerra mondiale. Tra le opere inedite c’è _“Villa Pilar”_, dipinto del 1940 rimasto nascosto per decenni, ritrovato recentemente da un gruppo di ricerca del museo. Questo ritratto diventa simbolo di un tempo difficile, segnato dall’esilio e dalla creatività in condizioni avverse. La mostra mette in luce aspetti poco noti della vita dell’artista, affiancando testimonianze e documenti a un corpus pittorico di grande intensità. Raccontare questa pagina poco conosciuta della sua storia arricchisce il panorama culturale di Santander in chiave internazionale.

Faro Santander guarda avanti: innovazione culturale e richiamo globale

L’apertura di Faro Santander segna un passo decisivo per la città e per la cultura spagnola. La struttura multidisciplinare offre un modello nuovo che unisce conservazione, ricerca e innovazione, tessendo relazioni con realtà artistiche internazionali. Il caso del prestito delle opere Gelman mette in luce le sfide delle politiche culturali moderne e la necessità di bilanciare tutela e circolazione globale del patrimonio. Nel frattempo, l’interesse per le mostre in programma conferma la voglia di Santander di entrare tra le capitali culturali più vivaci d’Europa. Gli spazi multifunzionali, le attività educative e i linguaggi digitali garantiranno un’offerta culturale aperta a molti, stimolando partecipazione e riflessione sul ruolo dell’arte oggi. Faro Santander si propone così come un polo creativo e di dialogo, capace di coinvolgere la comunità locale e di attrarre visitatori da ogni parte del mondo.

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