Skip to content
vangoghmultimediaexperience.it

vangoghmultimediaexperience.it

  • News
  • Eventi
  • Storie
  • Itinerari
  • Home
  • 2026
  • Luglio
  • 10
  • Anish Kapoor trasforma la Hayward Gallery di Londra con un’esplosione di colore e spazio
  • Eventi

Anish Kapoor trasforma la Hayward Gallery di Londra con un’esplosione di colore e spazio

Redazione 10 Luglio 2026

Lungo le sponde del Tamigi, la Hayward Gallery si trasforma ancora una volta. Dal 1968, questo spazio londinese è un laboratorio di arte contemporanea dove nulla resta immutato. Le sue pareti brutaliste fanno da sfondo alle creazioni di Anish Kapoor, che qui non si limita a esporre: sfida la nostra percezione, coinvolgendo corpo e mente in un dialogo intenso. Fino a ottobre, la galleria si anima di forme e colori che sembrano sospesi tra realtà e illusione, spingendo chi entra a vedere il mondo con occhi nuovi.

Hayward Gallery: un gigante di cemento al centro della scena artistica londinese

Dal 1968, la Hayward Gallery è un punto di riferimento nel panorama culturale della capitale inglese. Situata nel complesso del Southbank Centre, proprio di fronte al fiume, si riconosce subito per il suo stile brutalista fatto di cemento a vista e geometrie nette. Qui non si trovano collezioni permanenti: gli spazi sono pensati per cambiare volto ogni volta, adattandosi alle mostre più innovative e sperimentali.

Questa elasticità permette agli artisti di lavorare con la struttura stessa, non solo come semplice sfondo, ma come parte integrante dell’opera. Kapoor, che qui aveva esposto per la prima volta nel Regno Unito nel 1998, torna oggi con nuove installazioni che sfruttano sia le ampie sale interne sia le terrazze affacciate sul Tamigi, per regalare un’esperienza immersiva che cattura e coinvolge.

All of Nothing: l’installazione che cambia le regole del gioco

Appena varcata la soglia della mostra del 2026, i visitatori si trovano davanti a All of Nothing, un’enorme forma gonfiabile in PVC rosso acceso che occupa tutta la stanza. Impedisce il passaggio e costringe a cambiare percorso, trasformando la visita in un vero e proprio labirinto emotivo e spaziale.

Ralph Rugoff, curatore e direttore della Hayward fino a marzo 2026, spiega come questa opera rivoluzioni la percezione dello spazio: “da aperto e arioso, il luogo diventa improvvisamente stretto e carico di mistero, perché l’installazione non si può né vedere tutta né superare.” Così, rompendo i flussi abituali, l’opera spinge a una riflessione che coinvolge corpo e mente, giocando con il senso di confine e barriera.

Vantablack: il nero che inghiotte la luce e confonde la vista

La sala successiva ospita una serie di lavori realizzati con il Vantablack, un materiale brevettato che assorbe quasi tutta la luce visibile. Kapoor detiene l’esclusiva per il suo uso artistico dal 2016. Le superfici trattate con questo nero profondo sembrano vuoti senza fondo, spazi impossibili da decifrare a prima vista. La tridimensionalità si dissolve, lasciando il visitatore davanti a un nero così intenso da sembrare un’assenza.

È come trovarsi di fronte a qualcosa che sfida le leggi della luce e della forma. Per sicurezza, sono state messe barriere a terra che impediscono di avvicinarsi troppo. Così, chi guarda deve muoversi intorno a questi volumi scuri per scoprire i loro contorni, visibili solo da certi punti di vista. Kapoor chiama queste opere “non-oggetti”, perché lavorano sull’incertezza e sul vuoto, lontano dalla scultura tradizionale fatta di solidità.

Mount Moriah e Sacrifizi: tra simboli spirituali e materia viva

Tra le installazioni più potenti c’è Mount Moriah at the Gate of the Ghetto, una montagna capovolta sospesa dal soffitto, simbolo delle radici spirituali legate al sacrificio di Abramo. L’opera richiama il Ghetto veneziano, aggiungendo un peso storico e simbolico. La montagna non tocca terra, creando una tensione visiva che invita a una riflessione silenziosa sulla fede e sulla presenza.

Accanto pendono tre sculture chiamate Sacrifice I, II, III: masse di silicone rosso e nero, simili a brandelli organici avvolti in membrane di PVC trasparente. Hanno una fisicità quasi inquietante, che amplifica il tema della sofferenza e della vita. La loro texture ricorda la carne, evocando in modo diretto e monumentale il sacrificio, tanto fisico quanto spirituale.

Ha Makom e la terrazza: dove l’invisibile si fa presenza

Nella sala seguente, Ha Makom occupa tutta l’area con un gruppo di rocce rosse sovrastate da una stanza buia e inaccessibile. Questo spazio ricorda un deserto metafisico: lo si può osservare solo girandogli intorno, senza toccarlo né attraversarlo. L’oscurità nascosta aggiunge un senso di sacralità e mistero, invitando a riflettere su ciò che esiste ma resta invisibile.

Fuori, sulle terrazze della Hayward, Kapoor espone sculture in acciaio riflettente che cambiano forma a seconda di come le si guarda. Questi pezzi giocano con la luce naturale e l’ambiente circostante, alterando la percezione dello spazio e creando un dialogo continuo tra opera, spettatore e paesaggio londinese. Le superfici specchiate trasformano il rapporto tra ciò che è presente e il suo continuo mutare, chiudendo il percorso espositivo.

Ritual Expiation: la tensione emotiva che chiude il percorso

La mostra si chiude con tre opere recenti, Ritual Expiation II, III, I, fatte di silicone e acciaio. Sono sculture che richiamano viscere e sangue, dominando l’ultima sala con la loro forza intensa e drammatica. Le forme organiche e inquietanti colpiscono al primo sguardo.

Ma non è solo una questione di dimensioni. Kapoor spiega che il vero valore sta nell’effetto che queste opere hanno sulle emozioni. “Tocca paure profonde, stimola riflessioni sul corpo e sulla spiritualità.” Così, la sua arte continua una lunga tradizione che va oltre la semplice rappresentazione, instaurando un rapporto diretto e complesso con chi si trova davanti a queste creazioni.

Continue Reading

Previous: Ripensando il Romanticismo: 7 Artisti Contemporanei in Mostra al CAMeC di La Spezia 2026
Next: Mostra di Julia Krahn al Castello Aragonese di Ischia: arte contemporanea e spiritualità fino al 2026

Related Stories

Mario Raciti a Milano: l’arte sfuggente che svela il mistero della pittura contemporanea
  • Eventi

Mario Raciti a Milano: l’arte sfuggente che svela il mistero della pittura contemporanea

10 Luglio 2026
Fondazione D’ARC Roma: la rivoluzione artistica che trasforma vecchi capannoni in fucina di idee
  • Eventi

Fondazione D’ARC Roma: la rivoluzione artistica che trasforma vecchi capannoni in fucina di idee

10 Luglio 2026
Dino Morra Gallery si trasferisce a Napoli: nuova sede in via Settembrini con mostre esclusive e nuovi format espositivi
  • Eventi

Dino Morra Gallery si trasferisce a Napoli: nuova sede in via Settembrini con mostre esclusive e nuovi format espositivi

10 Luglio 2026

Articoli recenti

  • Mario Raciti a Milano: l’arte sfuggente che svela il mistero della pittura contemporanea
  • Basilicata, il ponte tibetano più lungo del mondo diventa un teatro sospeso: l’evento imperdibile a Castelsaraceno
  • Fondazione D’ARC Roma: la rivoluzione artistica che trasforma vecchi capannoni in fucina di idee
  • Insalata Malaguegna: la Ricetta Estiva Tipica della Costa del Sol da Provare Subito
  • Dino Morra Gallery si trasferisce a Napoli: nuova sede in via Settembrini con mostre esclusive e nuovi format espositivi
Copyright © All rights reserved.