Milano si è svegliata con una notizia che ha lasciato tutti senza fiato: Laura Ghirardi, artista milanese amata per la sua pittura, scultura e ceramica, non c’è più. Aveva 67 anni quando, il 7 luglio 2026, un grave incidente in bicicletta a CityLife le ha stroncato la vita. Era all’incrocio tra via Gattamelata e via Colleoni, quando un camion l’ha travolta mentre attraversava. I soccorsi sono arrivati subito, l’hanno portata d’urgenza all’Ospedale Niguarda, ma non c’è stato nulla da fare. La sua morte lascia un vuoto profondo nella scena artistica lombarda: una voce originale, un talento che non smetteva di raccontare Milano con le sue opere.
Incidente a CityLife: camion investe artista in bici, indagini in corso
L’incidente è avvenuto nella mattina del 7 luglio, in uno degli snodi più trafficati di CityLife. La Polizia Locale sta ricostruendo l’accaduto, raccogliendo testimonianze e facendo rilievi sul posto. Dalle prime ricostruzioni, sembra che il camion, forse mentre stava svoltando o attraversando l’incrocio, abbia investito l’artista. Il conducente è stato denunciato per omicidio stradale, dato che le autorità ritengono ci siano elementi per attribuirgli responsabilità. La tragedia riporta al centro il tema della sicurezza per i ciclisti a Milano, soprattutto in zone trafficate dove incidenti simili purtroppo non sono rari.
Da carriera consolidata a ricerca d’autore: il cammino di Laura Ghirardi
Nata e cresciuta a Milano, Laura aveva da poco compiuto 67 anni. Nel 2007 ha deciso di cambiare rotta: dopo una carriera in un altro settore, si è dedicata totalmente all’arte. La svolta nasce dal desiderio di riscoprire un modo più autentico di creare, studiando il metodo di Arno Stern al Clouslieu di Parigi, luogo noto per promuovere un’espressione artistica libera. Da lì, ha sviluppato uno stile tutto suo, passando dalla pittura alla ceramica, dalla scultura al collage, fino a lavorare con metalli e resine. Le sue opere non erano solo immagini, ma vere e proprie tracce di un percorso interiore in continua evoluzione. Accanto alla produzione artistica, ha portato avanti la sua attività didattica con laboratori per adulti e bambini nel suo Atelier9, nel cuore di Milano.
Atelier9: uno spazio aperto all’arte per tutti
Dal 2013, con Atelier9, Laura ha creato un luogo dove l’arte si fa esperienza e crescita per persone di ogni età. Qui conduceva corsi di pittura e modellazione, con un’attenzione particolare a chi si avvicina all’arte per la prima volta. Il suo obiettivo era semplice ma potente: liberare la creatività senza fissarsi sul risultato finale, puntando sul processo. Il metodo imparato a Parigi trasformava il laboratorio in un ambiente dove la materia stessa parlava agli allievi, stimolando mani e mente insieme. Atelier9 è diventato così molto più di un semplice studio: un punto di riferimento per chi cercava un cammino personale attraverso la pittura e la scultura, in una città spesso lontana dall’esperienza artistica diretta.
Galleria Long a Iseo: il respiro internazionale e il ritorno all’essenziale
Negli ultimi anni Laura aveva allargato i suoi orizzonti, lavorando anche all’estero, in città come Parigi e Buenos Aires. Nel 2023 ha inaugurato la Galleria Long a Iseo, sulle rive del lago, trasformandola in uno spazio di sperimentazione aperto sia alla sua ricerca sia a quella di altri artisti. La scelta di chiamarla semplicemente con il suo nome rifletteva un ritorno all’essenzialità, all’identità pura dell’artista. La galleria ha creato un ponte con il territorio, offrendo un ambiente più tranquillo e immerso nella natura, ma altrettanto vivo culturalmente. Qui la sua arte si è fatta racconto, memoria e trasformazione, intrecciando realtà e immaginazione.
Un’eredità che lascia il segno nell’arte contemporanea italiana
Laura Ghirardi lascia un’impronta profonda nel panorama artistico italiano. La sua ricerca, fatta di libertà, sperimentazione e passione per l’insegnamento, ha creato un modello di comunità artistica tra Milano e il lago d’Iseo. Con le sue opere, i laboratori e gli spazi che ha animato, ha dato voce a un’arte che non si limita a mostrare, ma coinvolge, cambia e racconta storie personali e collettive. La sua morte, arrivata in modo così tragico, impoverisce non solo la scena locale, ma anche il dibattito contemporaneo su temi come il rapporto tra uomo e materia, memoria e identità. Il suo percorso resta un esempio di come l’arte possa essere strumento di crescita personale e collettiva, segnando la cultura visiva italiana di questi anni.
