Il mare non è mai lo stesso, diceva Jean Cocteau. Eppure, lungo le coste della Sardegna, Andrea Roggi riesce a raccontarlo con un linguaggio tutto suo, fatto di bronzo e memoria. Mare Nostrum non è una mostra tradizionale: è un viaggio che si snoda tra spiagge, scogliere e sentieri, incrociando la storia antica e la natura selvaggia dell’isola. Dopo la Liguria, questa terra diventa la seconda tappa di un racconto che intreccia uomo e paesaggio, invitando chi osserva a immergersi in un dialogo profondo. Le sculture di Roggi non stanno ferme: dialogano con il contesto, con le pietre millenarie e le onde del mare. E resteranno lì, a sfidare il tempo, fino al 15 settembre 2026.
Mare Nostrum: un percorso scultoreo tra i simboli del Mediterraneo in Sardegna
Mare Nostrum segna un passo importante nell’evoluzione artistica di Andrea Roggi, che continua a esplorare il rapporto tra natura, uomo e territorio, già avviato con la serie Terra Mater. Questa volta, il Mediterraneo non è solo uno sfondo, ma diventa lo spunto per raccontare incontri e cambiamenti culturali. In Sardegna, l’artista toscano ha inserito le sue sculture monumentali in un contesto che va ben oltre la semplice esposizione: è un percorso che attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi e significativi dell’isola, dalla costa fino all’interno.
Posti simbolo come Porto Cervo, Arzachena, Porto Rotondo, ma anche angoli meno conosciuti, ospitano queste opere in bronzo, realizzate con la tradizionale tecnica della fusione a cera persa. Collocate tra il paesaggio mediterraneo, la macchia, le rocce granitiche e l’archeologia nuragica, le sculture instaurano un dialogo intenso tra presente e passato. Ogni opera sembra radicata nella storia del territorio e al tempo stesso rinnova il modo di guardare lo spazio fisico e culturale. Mare Nostrum invita così a scoprire la Sardegna sotto una luce nuova, dove l’arte amplifica la percezione della natura e della memoria storica.
Un itinerario che intreccia archeologia, natura e arte contemporanea
Il percorso di Mare Nostrum si sviluppa lungo una serie di tappe che hanno grande valore storico e naturalistico. Tra queste spiccano L’Agnata di De André, la celebre residenza del cantautore genovese legata profondamente alla Sardegna, e la Tomba dei Giganti di Coddu Ecchju ad Arzachena, uno dei monumenti archeologici più imponenti della Gallura. Le sculture di Roggi si inseriscono con rispetto in questi contesti, diventando parte integrante del paesaggio senza sovrastarlo.
Il viaggio prosegue lungo la costa nord-orientale, con soste a Baja Sardinia, allo Yacht Club Poltu Quatu, e nelle piazze di Porto Cervo, rinomate per il loro mix di atmosfere mediterranee, lusso e storia. Non mancano luoghi più appartati come il Golf Club Pevero a Cala di Volpe o lo Sporting Club e l’Abi d’Oru Resort di Porto Rotondo, dove le opere si integrano con l’architettura e la natura circostante. La scelta di questi spazi non è casuale: lavorano in sinergia con le sculture, creando una narrazione che unisce mare, terra e cultura contemporanea.
Le forme in bronzo, scelte per la loro resistenza e il calore del materiale, sono come “semi” piantati nel territorio, simboli di memoria e nuovi modi di leggere un paesaggio carico di tradizioni e suggestioni. Il progetto curatoriale mette in luce questa tensione tra ricordo e innovazione, tra passato e futuro. L’opera diventa così uno strumento di interpretazione, un ponte tra epoche e linguaggi diversi che vive solo nel contesto di quei luoghi.
“La Conoscenza è Libertà”: appuntamento a L’Agnata di De André
Il 23 luglio 2024 segnerà un momento importante per la mostra, con un evento dedicato alla scultura La Conoscenza è Libertà, esposta proprio a L’Agnata di De André. Quest’opera fa parte del ciclo Albero della Conoscenza e riflette su temi fondamentali come il radicamento, la crescita e il sapere inteso come chiave di libertà e responsabilità.
Andrea Roggi si ispira simbolicamente al cipresso, al fuoco e ad altri elementi naturali, dando forma a un’opera carica di significati filosofici e culturali. La scultura trova una collocazione di grande rilievo in un luogo già fortemente evocativo per la memoria collettiva della Sardegna, rendendo l’appuntamento un’occasione speciale non solo per ammirare l’arte, ma anche per riflettere su temi profondi.
L’incontro del 23 luglio, grazie all’atmosfera suggestiva e al tema trattato, si annuncia come uno degli eventi di punta di Mare Nostrum, arricchendo il percorso con un momento di confronto sul valore della conoscenza nell’arte e nella vita.
Andrea Roggi: tra tradizione e sperimentazione
Nato nel 1962 a Castiglion Fiorentino, Andrea Roggi ha costruito con pazienza il proprio linguaggio artistico lavorando il bronzo con la fusione a cera persa, tecnica che domina da oltre trent’anni nel suo laboratorio aperto nel 1991. Negli ultimi anni ha ampliato il suo repertorio provando anche marmo e acciaio, senza però mai perdere il legame con la scultura classica.
Le sue opere si trovano in spazi pubblici e collezioni private in tutto il mondo, a testimonianza di un interesse internazionale per il suo modo di intendere la scultura come dialogo tra materia, forma e significati profondi. I temi della radice, della conoscenza, dell’amore e del rapporto tra uomo e natura sono al centro della sua produzione recente.
Progetti come Mare Nostrum si inseriscono in questo quadro più ampio, dove l’arte si muove consapevolmente tra spazi pubblici, natura e memoria, allargando le possibilità di fruizione e interpretazione. Roggi non pensa l’opera come un oggetto isolato, ma come una presenza che si relaziona con ciò che la circonda, creando nuove geometrie di senso e spazi di riflessione per chi osserva.
Mare Nostrum in Sardegna, tra paesaggi, culture e memorie antiche, rappresenta così un passo avanti nel suo percorso artistico, spostando il focus verso un dialogo territoriale più ampio, un’esplorazione continua tra arte e vita mediterranea.
