“Lo snack è il nuovo pasto”. Un dato su tutti racconta come la giornata si stia frammentando in tanti piccoli momenti da vivere con gusto: il 56% delle persone sceglie uno spuntino al posto di un pasto tradizionale, mentre oltre il 70% non rinuncia a uno snack ogni giorno. È la rivoluzione della “snackification”, un fenomeno che, nato nei Paesi anglosassoni, ora entra prepotentemente anche nelle abitudini italiane. Non è più solo una questione di velocità, ma di qualità e piacere: la pausa diventa un momento di benessere.
In questo scenario, la bresaola – fresca, leggera e versatile – emerge come protagonista perfetta. Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina punta a valorizzare prodotti di stagione, capaci di regalare gusto senza rinunciare all’equilibrio nutrizionale. È da qui che nascono le idee di chi, come gli studenti della scuola di cucina Apf Valtellina a Sondrio, pensa a ricette innovative. Spuntini che non sono più un semplice break, ma veri e propri momenti di piacere e creatività.
La snackification non è una moda passeggera, ma una risposta ai ritmi frenetici della vita moderna, dove la fame spesso arriva fuori orario e senza mezze misure. Una volta si seguivano cinque pasti regolari: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena. Ora invece dominano tanti piccoli spuntini, veloci e pratici, ma non per questo meno nutrienti.
Questa abitudine nasce soprattutto nei Paesi anglosassoni, dove lavoro e stile di vita spingono a gestire il cibo in modo più flessibile. Sta però conquistando anche l’Italia, soprattutto nelle grandi città con giornate fitte di impegni. Gli snack sono diventati indispensabili perché si adattano a pause brevi, spostamenti e imprevisti sul lavoro.
I numeri dell’International Food Information Council dicono molto: il 56% della popolazione preferisce sostituire almeno un pasto principale con uno spuntino. E per il 73% lo snack è ormai un appuntamento quotidiano. Dietro a queste cifre c’è un nuovo modo di pensare al cibo, che non è solo nutrimento ma anche occasione per socializzare, scoprire sapori nuovi e personalizzare la propria alimentazione.
Il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina mette in luce come questa specialità lombarda possa essere la base perfetta per gli snack del 2024, abbinandosi a ingredienti semplici per creare spuntini saporiti e nutrienti. La bresaola è un prodotto magro, ricco di proteine e povero di grassi: una pausa leggera ma che sazia.
L’attenzione va ai prodotti freschi e di stagione, evitando cibi troppo lavorati. Giocare con consistenze diverse non solo rende il piatto più interessante, ma aiuta anche a sentirsi più sazi. Frutta e verdura sono sempre protagoniste: mela, carote, piselli o melone arricchiscono gli snack con vitamine, fibre e antiossidanti, senza appesantire.
L’equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi buoni è la chiave per preparare snack semplici ma sani. Su questi principi si sono basati gli studenti della scuola di cucina Apf Valtellina, a Sondrio, per creare tre ricette che uniscono tradizione e innovazione. Tre modi per dimostrare che la bresaola può essere protagonista di piatti leggeri, originali e perfetti per una pausa veloce ma curata.
La prima ricetta mette insieme la bresaola della Valtellina Igp con il grano saraceno, un cereale dal sapore rustico e dalle proprietà benefiche. Il grano si cuoce in acqua salata per circa venti minuti, si scola e si lascia raffreddare. Poi si condisce con noci tritate grossolanamente, cubetti di mela, olio extravergine d’oliva e un filo di succo di limone.
Il risultato è un’insalata fresca, croccante e saporita. Al centro di una fetta di bresaola si adagia una porzione e si arrotola formando una rosetta, un involucro elegante e facile da mangiare. A completare, una vellutata di formaggio Casera, una crema di carote, una di piselli e qualche goccia di lampone, per un mix di sapori dolci e leggermente aciduli.
Il piatto si distingue per il gioco di consistenze e il bilanciamento tra proteine magre, grassi buoni e carboidrati complessi, oltre all’apporto di fibre e antiossidanti garantito dalla frutta.
La seconda proposta è più elaborata, ma regala una consistenza unica: la cialda croccante di riso Venere. Il riso scuro si cuoce in 1,5 litri d’acqua finché non assorbe tutto, poi si stende su carta forno e si schiaccia con un mattarello.
Dopodiché si fa essiccare a bassa temperatura per circa tre ore. L’ultimo passaggio è una breve frittura in olio caldo a 180°C, per ottenere una cialda croccante, dorata e leggera.
La cialda si farcisce con cubetti di avocado conditi con olio e limone, cremosa e ricca di grassi insaturi, e si decora con una rosa di bresaola della Valtellina Igp. Qualche goccia di Scimudin, un distillato tipico locale, aggiunge un tocco aromatico e raffinato.
Un piatto che unisce sapori delicati e contrasti di consistenze, perfetto per chi cerca uno snack originale ma equilibrato, che sa di terra e lago.
Il terzo piatto si fa notare per la sua leggerezza e freschezza, ideale nelle giornate calde o per una pausa che disseta. Si prepara un consommé con 150 grammi di bresaola tritata, 50 grammi di brunoise di carote e sedano, 800 grammi d’acqua, un albume, 10 grammi di gelatina in fogli e un rametto di timo.
Gli ingredienti si portano a bollore e sobbollono fino a ridurre il volume di un terzo, per un sapore intenso e concentrato. Dopo aver filtrato e aggiunto la gelatina, il consommé si fa raffreddare in stampi.
Si serve in flûte con cubetti di melone fresco, julienne di bresaola e foglie di menta. A parte, una granita di succo di melone centrifugato, zucchero, sciroppo e acqua calda dona una freschezza dolce e morbida.
Un abbinamento di sapori delicati, con un gioco di note dolci e salate che conquista senza appesantire.
Nel 1948, a Cuba, Ana Mendieta inizia un cammino segnato da un dolore profondo: a…
La Vittoria Alata, simbolo di Brescia da quasi duemila anni, torna a catturare l’attenzione con…
Pontenure si prepara a celebrare un quarto di secolo di storie in miniatura. Dal 22…
Nel cuore della New York di metà Ottocento, Walter Hunt camminava tra la folla con…
Oggi, ogni gesto sembra pronto a finire su uno schermo, in uno spettacolo da guardare…
Nel 1934, un giovane Mark Rothko dipingeva un acquerello che oggi torna a Gloucester, la…